lunedì 22 febbraio 2016

SIMENON SIMENON. QUANDO UN ROMANZO VALE 10 E LODE

Sembra un po' desueto. Ma quando il voto 10 e lode appare addirittura nel titolo di un articolo di un supplemento che si chiama La Lettura (abbinata al Corriere della Sera) e a firmarla è un pezzo da novanta della critica letteraria del Corsera, Antonio D'Orrico, beh... il voto, come si dice, pesa.
D'altronde la rubrica si chiama La Pagella e affianca le classifiche dei libri più venduti nella settimana. Come di consueto, D'Orrico esamina un libro e gli dà un voto. Ed é, per chi non lo conoscesse, un critico imprevedibile, molto severo che non lesina anche voti bassissimi.
In realtà il voto che dà a "La scala di ferro" è 10 e lode, ma aggiunge un "sottovoto": "2 al risvolto di copertina". Nel finale dell'articolo capiamo il perchè.
"Stavolta il suo editore italiano non gli rende un buon servizio - chiosa D'Orrico - Non guardate il risvolto della copertina prima di aver letto questo splendido romanzo: ci hanno scritto come va a finire".
Anche all'Adephi fanno di questi pasticci.
Il titolo della rubrica è quanto mai azzeccato: "Il miglior masterchef con pochi ingredienti", è al tempo stesso un'analisi dello stile e un riconoscimento a Simenon di saper con pochi termini (il romanziere affermava di non utilizzare più di 2000 vocaboli e per di più semplici, le cosiddette "mot-matière") realizzare dei romanzi capolavoro. Proprio come quei cuochi, i migliori, che non hanno bisogno di mille intingoli per prepare leccornie che piacciano a tutti. (m.t.)

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

devo dire che anche la copertina avrebbe potuto essere piu attinente al libro