mercoledì 11 maggio 2011

SIMENON E IL CASO DELL'APPARTAMENTO NON ADATTO PER SCRIVERE

Siamo nel settembre del 1935. Simenon da un paio d'anni aveva firmato l'accordo con patron Gaston, e quindi pubblicava con la casa editrice Gallimard. Aveva portato a termine la prima serie di Maigret (quella pubblicata con Fayard). Le sue entrate erano aumentate, tanto da cambiare la sua residenza a Parigi. Nonostante avesse vissuto per un po' a Marsilly (a La Richardière, una vecchia residenza nobiliare del sedicesimo secolo, vicino a La Rochelle) alla scadenza del contratto d'affitto decise di tornare a Parigi, ma non nella storica casa al 21 di place des Vosges, bensì in un nuovo lussuoso appartamento vicino al Bois de Boulogne al 7 di boulevard Richard-Wallace.
Ora, sappiamo che Simenon era un metodico, soprattutto per quanto riguardava la scrittura. Aveva i suoi orari le sue abitudini e, se è vero che spesso riusciva ad organizzarsi per mantenerle anche quando era in viaggio, il fatto di poter scrivere in casa lo aiutava di certo. Invece quella bellissima casa, non fu affatto un buon posto per scrivere. Infatti lui, Tigy e la Boule rimasero lì fino all'autunno del 1938 quando poi tornarono dalle parti de La Rochelle, a Nieul-sur-mer.
Beh, in tre anni non scrisse nemmeno un Maigret e solo due dei diciassette romanzi realizzati in quegli anni li portò a termine in quell'appartamento: Loung Cours (Gallimard - 1936) e Le Suspect (Gallimard - 1938). Basti pensare che opere importanti come Le testament Donadieu fu scritto ad agosto del '36 durante una vacanza all'isola di Porquerolles. Il bellissimo L'homme qui régardait passer les trains (dicembre '36) durante un'altra vacanza, questa volta invernale, nel Tirolo (Austria) ad Igls, e La Marie du Port in un albergo di Port-en-Bessin (Calvados) nell'ottobre del '37, tanto per fare qualche esempio.  E' anche vero che in quegli anni viaggio molto: le Americhe da nord a sud, Galapagos, Tahiti, la Nuova Zelanda, l'Australia, l'India, il Mar Rosso.
E allora perchè solo due romanzi a boulevard Richard-Wallace. Per i Maigret una spiegazione ci può essere, infatti Simenon era nel periodo in cui, avendo concluso il contratto con Fayard dava per compiuta la serie delle inchieste del commissario. Ormai aveva iniziato a pubblicare i romans-dur con Gallimard e a quel tempo pensava che Maigret fosse una fase conclusa e infatti stette ben cinque anni senza scriverne uno.
Per i romanzi invece non si può dire che gli mancasse l'ispirazione. Diciassette titoli in tre anni fanno quasi sei l'anno, per la precisione uno ogni paio di mesi o poco più. Un ritmo infernale. Ma non nel suo appartamento di Richard-Wallace. Insomma quello di questa casa rimane un mistero. O forse soltanto un caso. In ogni modo un caso molto singolare per uno scrittore come Simenon.

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