martedì 9 luglio 2013

SIMENON E LE COMBINAZIONI... ASTRALI...


Giugno 1947. Simenon, con Marc e Denyse (la seconda moglie), parte da Bradenton Beach (California) e, a bordo di una Packard, attraversa il deserto, passando per l'Albama, il Mississippi, la Louisiana, il Texas, il New Mexico e si ferma alfine in Arizona, a Tucson.
"... Da quanto siamo in viaggio? Abbiamo perso il conto. Il paesaggio ci sfila davanti. Città, villagi spesso molto poveri... ben presto la sabbia sostituisce l'erba e gli indio si mescolano ai neri - racconta Simenon in Mémoires intimes (1981) - ... siamo nel Nuovo Messico e vediamo quasi in secca, il famoso Rio Grande delle canzoni e dei film western.... La sabbia é rossa e sono quasi rosse anche le colline che fanno corona intorno alla pianura...".
Un viaggio che porta i tre dalla California all'Arizona con viaggio in macchina, di cui buona parte nel deserto, per un totale di quasi 2000 miglia e con un tempo di percorrenza di circa una trentina di ore. Sappiano però, da quello che dice Simenon, che si fermarono più volte e quindi il viaggio sarà durato più giorni, ma non per questo deve essere stato meno duro. Quello che invece non sappimo di preciso é quanti giorni durò. Questo, vedremo più avanti, avrebbe la sua importanza.
Parliamo di questa traversata, uno dei tanti spostamenti e viaggi di Simenon negli Usa, e non solo, perchè si lega curiosamente ad uno strano caso: l'incidente del 3 luglio 1947 a Roswell. Si tratta del presunto schianto nel deserto del New Messico di un Ufo, da cui semberebbe che i militari di abbiano portato via uno o più cadaveri di "non-umani". Sulla cosa fu montato un can can mediatico che potrete immaginare. Non solo e tanto per il presunto disco o sfera volante, che non sarebbero stati né i primi né gli ultimi. Quello che colpì notevolmente l'immaginario collettivo fu che, per la prima volta, si parlasse di cadavere/cadaveri di una razza aliena, per di più in mano delle autorità militari. Questo, vero o falso, era di per sè una notizia eclatante che colpiva non solo gli ufologi più incalliti, ma anche l'immaginazione della gente comune e producevano titoloni sui giornali e speciali radiofonici.
Se ne parlò per molto tempo e vennero istituite commissioni d'inchiesta. Ci furono polemiche e accuse alle autorità americane di voler tenere segreto un fatto tanto clamoroso. Le autorità risposero prima che si trattava di palloni sonda, poi tirarono in ballo marchingegni russi (allora si era in piena guerra fredda) e infine si rispose che non si trattava di alieni, ma di manichini antropomorfi, creati appositamente per esperimenti militari... ma nulla di serio e convincente fu risposto. Ma d'altra parte non c'erano prove serie e convincenti che il fatto fosse davvero accaduto. La reticenza delle autorità però non fece che aumentare dubbi e sospetti... forse anche leggittimi.
E Georges Simenon che c'entra?
Il nostro romanziere a fine giugno, come abbiamo detto all'inizio, aveva iniziato la sua maratona per raggiungere alla fine Tucson in Arizona. Nel suo percorso si fermò tra l'altro, a El Paso che è in Texas, ma sul confine con il New Mexico. E da El Paso a Roswell ci sono solo 200 miglia. Come dire che in quei giorni Simenon, viste le distanze, si trovava nei dintorni della zona incriminata. C'é poi da sottolineare che l'impatto non sarebbe avvenuto a Roswell che è un piccolo paese di duemila abitanti, ma a 120 miglia direzione nord-ovest.
Comunque Simenon, con tutto il clamore che il presunto incidente destò nei media americani e tra la popolazione, non poteva non sapere di essere passato a duecento miglia da quel posto, proprio nei giorni caldi dell'avvenimento. Chissà in quale giorno transitò per la zona? Ma come accennavamo prima non abbiamo informazioni certe di quando partì dalla California e in quale giorno si trovasse vicino a Roswell.
Ma, a quanto ne sappiamo, nei suoi scritti e nelle sue interviste non c'è mai alcun cenno. Abbiamo già notato come Simenon non dovesse nutrire alcun interesse per la fantascienza. Non é un caso che, anche all'epoca dei suoi romanzi popolari, fosse impegnato su tutti i generi letterari, ma mai nella science-fiction, che pure allora andava di gran moda. Forse aveva occhi e orecchie solo per quello che c'era nella testa dell'uomo e poco o niente gli importava di quello che succedeva sopra quella testa...

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

l unico excursus di simenon nel genro fantastico è con il racconto "ls nolepitois"(del 1963),tra l altro all epoca simenon non
scriveva novelle da un decina d anni e in seguito non ne scriverà piu