martedì 2 luglio 2013

SIMENON, IL CASO ROSENBERG, IL MACCARTISMO E LA VOGLIA DI PARTIRE

 
1953. Un anno davvero oscuro per gli Stati Uniti. I coniugi Rosenberg, Julius ed Ethel, il 19 giugno furono condannati a morte e giustiziati sulla sedia elettrica nel carcere di Sing Sing. Arrestati un paio d'anni prima e accusati di spionaggio a favore dello stato comunista per eccellenza, l'Urss, la loro morte segnò l'inizio di un periodo di perscuzione sia per chi militava nel Partito Comunista Americano, ma anche per chi sosteneva idee di sinistra e addirittura per coloro che avevano magari solo aiutato qualcuno che aveva avuto contatti con presunti simatizzanti comunisti. Questa, che fu poi giustamente chiamata "caccia alle streghe" fu, tra gli altri, ispirata e organizzata dal senatore McCarthy, che agì manovrando un'apposita commissione speciale, andando a colpire sia molte star del cinema hollywoodiano che diversi scrittori. Insomma utilizzò il sistema di accusare personaggi famosi in modo che facessero così scalpore nell'opinione pubblica. Alcuni di loro se la cavarono vigliaccamente denunciando nomi di colleghi, volte venivano addirittura suggeriti dalla commissione stessa. Altri subirono dure condanne carcerarie, espropri finanziari, divieto di continuare a lavorare negli States.
In quell'anno Simenon era non lontano dallo stato di New York, nel suo ranch di Shadow Rock Farm, vicino Lakeville, nel Connecticut. Radio e televisione gli riportavano tali cronache e probabilmente questa persecuzione politica gli fece rivivere i momenti in cui lui, in Francia, era stato accusato di collaborazionismo con i filo-nazisti, motivo principale per cui nel '45 era fuggito nei "liberi e civili" Stati Uniti d'America. Ed ora, dopo quasi dieci anni di residenza, si trovava ad essere spettatore di quella caccia ai comunisti, veri e presunti che fossero, e ai loro amici. E' vero che in quell'anno Simenon era molto distratto da un evento per lui davvero importante. La nascita della sua terzo-genita, la sua prima figlia femmina nata alla fine febbraio. Marie-Jo, così venne soprannominata subito (Marie Georges Simenon era il suo nome intero) suscitò le attenzioni di padre. Il loro legame fu sempre speciale, anche con il passare degli anni, forse a causa di una fragilità caratteriale della figlia stessa. In quegli anni ('51-'53) anche la produzione letteraria di Simenon non subiva certo rallentamenti, anzi... Scrisse in tutto quindici titoli, otto Maigret (Maigret en meuble, 1951 - Maigret et la Grande Perche, 1951 - Maigret, Lognon et les gangsters, 1951 - Le revolver de Maigret, 1952 - Maigret et l'Homme du banc, 1952 - Maigret a peur, 1953 - Maigret se trompe, 1953 - Maigret à l'école, 1953) e sette romans-durs (Une vie comme neuve, 1951 - Marie qui luoche, 1951 - Les Frères Rico, 1952 - Antoine e Julie, 1952 - L'Escalier de fer, 1953 - Feux Rouges, 1953 - Crime impuni, 1953). Nel 1952 poi fece anche un viaggio in Europa di quasi quattro mesi (Parigi, Bruxelles, Milano, Roma).
Anche questo deve aver contribuito. Sentì che l'aria in Europa era diversa, non c'era quel clima teso e di persecuzione che si respirava negli Usa anzi il vecchio continente si preparava al boom economico e il clima era in genere stimolante.
Certo lui non ne era toccato da quello che combinava in senatore McCarthy, ma d'altronde aveva trovato sempre il modo di non farsi coinvolgere dagli avvenimenti esterni. Comunque questa tempesta del maccartismo non doveva certo piacergli. Il suo definitivo ritorno nel vecchio continente, non fu però dovuto solo a questo. C'erano altri motivi, la svalutazione del franco, che andava riducendo la sua capacità di acquisto in dollari. La netta sensazione che la propria fama e il proprio prestigio in Europa fossero, non solo maggiori che in America, ma che negli ultimi anni fossero addirittura notevolmente accresciuti.
E forse infine c'era anche un po' di nostalgia, nonostante tutte le dichiarazioni ufficiali in cui lodava il way of life americano.
1954. Senza nessun avvertimento, senza salutare nessuno, anzi facendo finta di imbarcarsi, come aveva fatto altre volte, per il solito viaggio in Europa (tanto che la sua ex-moglie Tigy con il figlio Marc rimasero in America ancora per qualche mese), a metà marzo Simenon lascia Lakeville, il Conneticut e gli Usa, facendo il suo rientro definitivo in Europa.  

5 commenti:

Andrea Franco ha detto...

Sul simenon statunitense risulta interessante leggere la serie di articoli raggruppati sotto il titolo L amerique en auto in cui il nostro caro Georges ci fa scoprire l est degli states dalle fredde terre confinanti col canada alla florida

Andrea Franco ha detto...

Interessante la serie di articoli raccolti in volume sotto il titolo "l amerique en auto"che simenon scrisse nel 46.ci accompagna col suo solito apprezzabile stile per le strade degli states dalle fredde terre confinanti col canada alla florida

Andrea Franco ha detto...

Nel 1946 simenon scrisse 19 articoli sugli states(precisamente sull'est,un viaggio raccontato a puntate che andava dal confine canadese alla florida).
vennero raggruppati sotto il titolo "les U.s.A. de M.tout le monde" in seguito furono rieditati,alla raccolta venne dato il titolo"l amerique en auto"

Maurizio Testa ha detto...

Carissimo Andrea, eccoti ritrovato! E come a lsolito con quei contributi, indicazioni e spunti che arricchiscono i post di Simenon-Simenon. Vai forte Andrea!

Andrea Franco ha detto...

Bentornato anche a te Maurizio!