venerdì 12 luglio 2013

SIMENON. L'ULTIMO MAIGRET... AMERICANO

Siamo a fine gennaio del 1955. Simenon ha appena finito la stesura di un'indagine del commissario, Maigret et le corps sans tête (Presses de la Cité - 1955).
Questo è l'ultimo Maigret (ma anche l'ultimo libro in assoluto) che scriverà sul suolo americano. Sarà un caso, ma l'ambientazione è quella classica parigina tra Quai des Orfèvres, i canali e la Brasserie Dauphine, tanto da pensare che, pur nel suo amato ranch Shadow Rock Farm (a Lakeville nel Connecticut), Simenon covava una discreta nostalgia per il suo "vecchio mondo". Dieci anni di vita americana, una moglie canadese e due dei suoi figli nati sul suolo statunitense, non avevano scalzato, almeno a livello letterario, e almeno per quel che riguarda Maigret, quell'imprinting che così bene caratterizza il suo personaggio e che l'aveva reso così famoso  in tutto il mondo.
Maigret et le corps sans tête, storia dall'attacco crudo e un po' splatter... se possiamo dire così. Viene infatti ritrovato un corpo, in un canale, ma a pezzi. Prima un braccio, poi il torso, poi man mano altre parti, ma non la testa. E tutti, Maigret compreso, sono convinti che, se non si troverà nel canale, non si troverà più...
Ma oggi parliamo di questo, che appartiene alla fase matura e uno di quelli in cui Simenon snon avrebbe bisogn di marcare amcora le caratteristiche del personaggio. Eppure per un motivo particolare lo fà e in modo singolare. A circa un quarto del romanzo, infatti, Simenon si lascia andare ad una digressione biografico- analitica su Maigret che vale la pena ricordare.
Siamo nell'ambito dell'aggiustatore dei destini, ma non solo di questo.
"... quando era giovane e faceva fantastici progetti per l'avvenire, non aveva immaginato per sé una professione ideale che purtroppo non esiste nella vita reale? Non l'aveva mai detto a nessuno, non aveva mai pronunciato le parole ad alta voce, nemmeno per sé stesso: avrebbe voluto essere un "ritoccatore dei destini"  - qui la traduzione italiana è quella di Sarah Cantoni, per gli Oscar Mondadori del 1973 - D'altronde durante la sua carriera di poliziotto, gli era capitato molto spesso di ricollocare al loro vero posto  delle persone che i casi della vita avevano fatto deviare per la strada sbagliata....".
Questa è una caratterisica dei Maigret che non ritroviamo nei romans-durs di Simenon. Lì il passaggio della linea, quegli indefinibili e talvolta insignificanti avvenimenti che danno il via ad altri accadimenti a catena che poi travolgono le vite dei protagonisti, sono invece ineluttabili, e non c'é la demiurgica mano del commissario, o chi per lei, che ne possa cambiare il destino.
Ma come dicevamo c'è di più. C'è la convinzione simenoniana (e quindi maigrettiana) che la gente andrebbe compresa e non giudicata. E chi può assolvere a questa funzione?
Lo psicanalista.
"... per di più negli ultimi anni, era nata una professione che rassomigliava un po' a quella che egli aveva immaginato - Simenon continua così nel romanzo la sua digressione - ... lo psicanalista che si sforza di rivelare ad un uomo la sua vera personalità...".
Questo passo, è a nostro avviso, illuminante della concezione che Simenon andava già da anni consolidando. Sembrerebbe quasi una contraddizione. Per i Maigret esiste qualcuno che può, anche se non sempre, aggiustare i destini, nei romans-durs questo non può avvenire?
Proabilmente Simenon risponderebbe che in tutti e due i casi si tratta di finzione, ma mentre nei Maigret si sente libero e più autorizzato a descrivere un mondo come lo vorrebbe, nei romanzi deve raccontare una finzione più aderente possibile alla realtà, deve trovare e raccontare l'uomo nudo, cioè così com'è senza orpelli e senza imbellettature.
E' il suo état de roman che glielo impone ed è il suo imperativo categorico  quello di mostrare la vita per quello che è, quella vita in cui poi milioni di suoi lettori si riconoscono e si ritrovano.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

"maigret e le corps sans tete"è uno dei miei preferiti,sia per l ambientazione sul canale saint martin,sia per il suo inizio,sia per la sua trama gialla.i personaggi presenti son ben delineati ed i colpevoli,nonostante commettano un crimine efferato,fanno provare quasi uns enso di pietà nei loro confronti