domenica 26 marzo 2017

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HOW MANY TIMES HAS MAIGRET BEEN IN AMERICA?
The novels of the saga that tell about Maigret's trips to the USA

QUANTE VOLTE MAIGRET È ANDATO IN AMERICA ?
I romanzi della saga che parlano delli viaggi di Maigret in USA
 COMBIEN DE FOIS MAIGRET EST-IL ALLÉ EN AMÉRIQUE ?
Les romans de la saga qui parlent des voyages de Maigret aux USA

Regular readers of the Maigret saga know it well: Simenon tells about a trip Maigret made to the USA for the first time in Maigret in New York, a novel in which the novelist gives to his character his own reactions when discovering the American way of life.
Yet in this novel Maigret is on retirement, and Simenon writes: "he was fifty-six, and this was his first crossing", as if the chief inspector had never been before on the other side of the Atlantic…
However, three years after having written this novel, Simenon, while living in Tucson, attends a trial and wonders how his chief inspector would react under such circumstances. To find the answer, you have just to send Maigret on a study tour to the USA, in order to "get familiar with American methods", as specified in Maigret at the Coroner's. In this novel, Maigret is obviously not yet retired, which implies that the trip to New York had been in fact preceded by a first move across the Atlantic…
To bend the rules of fiction in such a way didn't really bother the novelist, who didn't trouble himself very much with logic, regarding the internal chronology of his chief inspector's investigations…
This idea of a study tour to the USA was so funny for Simenon that he returned to it, with small allusions, in several following novels. Thus in Maigret, Lognon and the Gangsters, Maigret has a phone call with a FBI policeman, Jimmy MacDonald, who, as Simenon writes, "had guided Maigret round to the most big American cities" (though in Maigret at the Coroners, the guy from the FBI who accompanies Maigret is called Harry Cole…). In Maigret's Revolver it is said that Maigret "had spent a few weeks in the United States, on FBI's invitation", and that he was given a Smith & Wesson, the theft of which starts off the plot of this novel.
But the height of the story is to be found in Maigret's Memoirs, where the retired chief inspector writes that if he had "agreed a semi-official trip he was offered to do across the United States", it was because he knew he would "meet Simenon n Arizona where he was living at the time"! When reality joins with fiction, in a mode that the novelist is particularly fond of when it concerns his hero… (by Simenon Simenon)

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QUANDO MAIGRET FREQUENTA I RICCHI
Quello della buona società non è posto per il commissario... e si vede

QUAND MAIGRET FREQUENTE LES RICHES
Le commissaire n'est pas à sa place dans la bonne société… et cela se voit
WHEN MAIGRET SPENDS TIME WITH THE RICH
The Chief Inspector does not feel at home in high society… and it shows

I ricchi non sono gente per Maigret. E anche gli alberghi, i luoghi, le abitudini  proprio non fanno per il commissario. Questo trapela più o meno chiaramente da tutta la serie delle inchieste. Ma nel 1958 Simenon scrisse Maigret voyage che per quanto riguarda il rapporto tra il commissario e la buona società è davvero paradigmatico.
Sembra che il romanziere abbia concentrato in questa inchiesta tutte le situazioni, gli ambienti e le tipologie di persone che formano un mondo nel quale la sua creatura si sente davvero a disagio.
Il titolo è sintomatico. In questa inchiesta si parte da Parigi, albergo George V, che come scrive Simenon "... si ergeva proprio al centro di un universo tutto speciale che gli rimaneva pur sempre poco familiare...". E da lì poi in Costa Azzurra dall' "Hotel de Paris" a Montecarlo, al "Losanne Palace" in Svizzera.  Ma Maigret poi deve  interagire con la tipologia di persone che frequentano quei posti "...persone con le loro abitudini differenti da quelle dei comuni mortali, che lo irritavano...", come quell' "...uomo d'affari mondano che gli parlava come un professore parlerebbe a un allievo un po' ottuso...".
Insomma riflessioni e considerazioni che l'autore mette in bocca al suo personaggio in realazione ad un ambiente che conosceva bene. Pur non essendo un vero mondano Simenon, ormai a 55 anni, romanziere famoso e stimato dalla critica, si era trovato spesso a frequentare il bel mondo. Non vogliamo dire che lo vivesse come una punizione, ma è come se avesse sempre tentato di vivere quelle situazioni con un certo distacco. Certo poi la popolarità lo solleticava... non gli piacevano i conciliaboli letterari, ma accettava di far il presidente della giuria del Festival del Cinema di Cannes... una delle situazioni più mondane ed esclusive in assoluto. Contraddizioni. Certo questo spiegherebbe tutto, ma forse è un po' troppo semplice. Tutti abbiamo le nostre contraddizioni...
Quello che vogliamo sottolineare è che far pensare e parlare il commissario Maigret in un certo modo, fà trasparire uno specifico modo di vedere le cose.
Maigret in quest'inchiesta non dà adito a fraintendimenti a proposito dei ricchi. "... Certo è che quelle persone lo irritavano e lo indisponevano. Si trovava davanti a loro nella situazione dell'ultimo arrivato in un club, per esempio, o in una classe quello che sa di essere goffo e si vergogna perché ancora non conosce le regole, gli usi, le parole chiave e si figura che tutti si burlino di lui. Era convinto che il signor John T.Arnold, così disinvolto, così a suo agio con sovrani in esilio e banchieri, a Londra come a Roma, a Berlino come a New York, si fosse divertito abbastanza della sua goffaggine e lo avesse trattato con una condiscendenza  velata di compatimento..."
Immaginiamo Maigret bollire, fumare la sua pipa fino ad arroventarla, smaniare... ma alla fine dover comunque portare avanti la sua indagine destreggiandosi con tipi simili.
E quello che fa andare fuori dai gangheri il commissario è il fatto che comunque queste persone che sembrano in vacanza perenne, invece lavorano...
"... uomini i quali praticamente non mettevano mai piede in un ufficio, si spostavano da un grande albergo ad un altro, circondati da belle donne, facendo crociere a bordo dei loro panfili... trattando, in una hall di un albergo o in un cabaret notturno, affari ben più considerevoli di quelli dei normali borghesi della finanza...". 
Per il commissario è davvero  troppo. "... Maigret aveva orrore della demagogia. Il suo giudizio sugli esseri umani non dipendeva dalla loro ricchezza, ne avessero troppa o troppo poca. Ci teneva  a conservare il suo sangue freddo, ma tant'é, non riusciva a impedirsi di sentirsi irritato da mille piccoli particolari...".
E tutto questo è anche frutto dell'esperienza e della conoscenza personale di certi ambienti da parte di Simenon, soprattutto quando fa pensare al commissario  che "... .. quella gente si conosceva tutta quanta, si ritrovava ai tavoli dei consigli d'amministrazione, sulle spiagge, nei cabaret, e le stesse identiche donne, a quanto pareva, passavano dal letto dell'uno al letto dell'altro ,con perfetta naturalezza...".
Un mondo ben lontano da quello di boulevard Richard Lenoir, da Quai des Orfèvres, da M.me Maigret, dai suoi ispettori, dalla Brasserie Dauphine, dai bicchieri di quel calvados che nei bar degli hotel di lusso della Côte nemmeno tenevano. (by Simenon Simenon)
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LE GUIDE TOURISTIQUE DE MAIGRET
Chaque semaine, retrouvez une ville traversée par Maigret au cours de ses enquêtes

LA GUIDA TURISTICA DI MAIGRET
Ogni settimana, ritrovate una città attraversata da Maigret nel corso delle sue inchieste
MAIGRET'S TOURISTIC GUIDE
Every week you'll find a town crossed by Maigret in the course of his investigations

Cannes et Antibes

Un petit séjour sur la Côte d'Azur, ça vous dit ? Quand vous débarquerez du train à la gare d'Antibes, ce sera comme une sensation de vacances: soleil lumineux, palmiers et cactus au bord du quai. Vous irez vous asseoir à la terrasse du Café Glacier, place Macé, et vous boirez un anis. Vous prendrez un fiacre qui vous conduira au bord de la mer, d'un bleu piqué de voiles blanches, et vous pourrez admirer les villas parmi les pins et les mimosas. Pour vous loger, vous pourrez essayer l'Hôtel Bacon, genre pension de famille, à un kilomètre du centre de la ville, avec des chambres qui donnent sur la mer.
D'Antibes, vous pourrez emprunter l'autocar qui vous conduira à Cannes. Vous boirez un vermouth dans un bar, d'où vous pourrez voir les yachts alignés dans le port. Puis, après avoir arpenté la rue commerçante, parallèle à la Croisette, vous pourrez pénétrer plus avant dans la ville, et découvrir l'arrière de la scène, avec des ruelles larges d'un mètre,du linge étendu d'une maison à l'autre.
Si vous avez envie de luxe, vous pourrez vous installer au palace Excelsior, et on vous recommande aux bons soins de M. Louis, le portier. Il vous emmènera peut-être à la Pétanque, un bar près du port, où l'on sert de vrais demis, dans d'épaisses chopes à oreille. A moins que vous ne préfériez la Brasserie des Artistes, que fréquentent aussi bien le personnel des hôtels que les marlous…
(Les détails sont extraits de Liberty Bar, L'improbable monsieur Owen et Les caves du Majestic)
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