venerdì 3 marzo 2017

SIMENON SIMENON. MARZO 1981, IL ROMANZIERE FINISCE IL SUO ULTIMO LIBRO

In questo mese Simenon finisce la revisione del suo monumentale Mémoires Intimes

SIMENON SIMENON. MARS 1981, LE ROMANCIER TERMINE SON DERNIER LIVRE
Au cours de ce mois, Simenon termine la révision de ses monumentaux Mémoires intimes
SIMENON SIMENON. MARCH 1981, THE NOVELIST FINISHES HIS LAST NOVEL
During this month, Simenon finishes revising his monumental Intimate Memories




















Losanna, marzo del 1981, Simenon finisce la revisione del suo ultimo voluminoso libro. Non è un romanzo, non è un'autobiografia, non è un Maigret. E' una storia della sua vita raccontata ai figli e soprattutto alla figlia Maire-Jo, che è morta suicida qualche anno prima. Un Simenon ormai quasi ottantenne, che da quasi dieci anni ha smesso di fare il romanziere e vive con la sua ultima compagna Teresa, italiana, in un piccola casa rosa con un modesto giardino, sovrastato da un cedro del Libano.
Questo ultimo sforzo era una promessa che in cuor suo aveva fatto alla figlia, ma anche un imperativo categorico che sentiva dentro di sé, quasi un obbligo a mettere in piazza sè stesso per l'ultima volta. Mémoires intimes non è certo attendibile come biografia, l'autore ha un'idea a volte confusa di come sono andate le cose, a volte sovrappone luoghi e personaggi che non coincidono, c'è qualche vuoto di memoria, qua e la un ammorbidimento di certi fatti e un certo silenzio su altri.
Ma il voluminoso libro è, a nostro avviso, molto importante per conoscere lo scrittore e anche l'uomo, perché da queste memorie esce fuori l'immagine che Simenon aveva di sè ma anche quella che gli altri, soprattutto i suoi figli, voleva percepissero. Si parte dal periodo dell'arrivo di un giovanissimo Georges a Parigi e, con digressioni, qualche salto e alcune riflessioni si arriva al periodo di Losanna. Lo stile che richiama costantemente il dialogo con i suoi figli.... "lo sapevi che..:", "...ti ricordi di...", "... devi capire che in quegli anni...", è un po' smorzato, tra il trasognato e il nostalgico, un po' rammaricato di alcune cose e gonfio di nostalgia per certi periodi ormai lontani.
Ma nonostante tutto, quel Simenon, che non si riconosce più come romanziere, va avanti, pagina dopo pagina, con non poca fatica e con lo sforzo di mettersi ancora in gioco. E' infatti un impegno di diversi mesi il completamento di queste memorie, siamo ben oltre le mille pagine e non sono certo più i tempi di un romanzo in otto/dieci giorni. Teresa Sburelin lo sorveglia, lo coccola, lo cura... chissà se senza il sostegno della sua ultima compagna, Simenon sarebbe uscito vittorioso da questa ultima impresa? Il ruolo di Teresa negli ultimi anni è stato essenziale, sia nel sostenerlo fisicamente, ma anche per la tranquillità e la pace che con la sua presenza sapeva infondere allo scrittore.
Personalmente abbiamo chiuso l'ultima pagine di Mémoires intimes con un senso di malinconia, più tristi di come l'avevamo iniziato... la curva discendente degli ultimi anni, in netto contrasto con il periodo d'oro, lui fiaccato dalla perdita della figlia, dolore da cui non si riprese più, ancora angustiato dalle continue angherie di Denyse (finanche su Mèmoires intimes fece un ricorso giudiziale per far sopprimere alcune frasi) e la sensazione che andava sempre più spegnendosi ci avevano un po' stretto il cuore.
Ma ci è bastato riprendere in mano uno dei suoi romanzi per risentirlo in piena forma, proprio come fosse lì, vicino a noi. Una presenza che non passa e rimane dentro la sua letteratura e al suo commissario Maigret, qualcosa che non sbiadisce e non si dissolve come la memoria e ricordi. (m.t.)  

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