mercoledì 29 marzo 2017

SIMENON SIMENON. LE TRACCE ITALIANE NELLA PRODUZIONE DELL'AUTORE

Analizziamo le poche opere che hanno una parte ambientata nella penisola 

SIMENON SIMENON. LES TRACES ITALIENNES DANS LA PRODUCTION DE L'AUTEUR
Analysons les quelques oeuvres dont la trame se déroule en partie dans la péninsule 
SIMENON SIMENON. ITALIAN TRACES IN THE AUTHOR'S OUTPUT 
Let's analyse the few works that take place in part in the peninsula 


Simenon ha firmato col proprio nome ben 193 romanzi ma nessuno di essi si svolge in Italia. Solo tre di loro hanno una parte, di solito minima, che ha luogo nel nostro paese. Andiamo  ad analizzarli nello specifico. 
L'ultimo capitolo di Chez Krull, scritto nel 1939, si svolge a Stresa, località sulla sponda piemontese del lago Maggioresi tratta di un'appendice brevissima la quale però ha una certa importanza nell'economia del romanzo. 
Del 1965 è Le train de Venise (inedito in Italia), unica occasione in cui una località italiana venga citata nel titolo, più rilevante la parte che si svolge nel Bel Paese con le prime pagine  del romanzo che si svolge sul tragitto ferroviario che porta da Venezia alla Svizzera, attraversando il nord Italia fino Domodossola. Va detto che, nonostante sia indispensabile al dipanarsi della trama  del romanzo, la parte italiana non presenta caratteristiche peculiari che rendano indispensabile lo svolgimento della stessa proprio nella nostra nazione, avrebbe cioè potuta essere svolta la vicenda su un treno di qualsiasi altra parte, eccezion  fatta per l'elenco delle varie stazioni che si susseguono sul percorso del protagonista, Justin Calmar. 
Infine nel 1971 vi è La cage de verre (anch'esso non ancora pubblicato nel nostro paese) in cui ad un certo punto Emile Virieu, il personaggio principale, compie con la moglie un viaggio che lo porta a Firenze, Roma, Napoli e Pompei. 
Come mai cosi pochi sono i riferimenti nell 'opera dello scrittore al nostro Paese? 
Negli anni degli scritti giovanili sotto pseudonimo, l'Italia veniva spesso citata come meta di vacanze, ma non si andava al di là del nominarla eccezion fatta per “Katia, acrobate“(del 1931) la cui prima parte si svolge a Torino, la quale, tuttavia, non è identificata con nessuna delle caratteristiche che la contraddistingue.  Invece numerose pagine sono dedicate ai porti italiani e alla vita che si svolge nelle loro città nel reportage Mare nostrum ou la Méditerranée en goélette del 1934, inoltre un altro articolo datato 1958 (L'odeur de l'Amérique) evoca la penisola. Troviamo invece numerose tracce italiane nei ricordi che Simenon dettava al magnetofono e di cui è rimasta traccia nei Dictées, nei quali spesso lo scrittore dimostra di seguire le vicende politiche e sociali italiane. 
Queste testimonianze dimostrano come, nei ricordi dell'autore, l'Italia fosse ben presente ma evidentemente i luoghi che visitò non gli diedero ispirazione per creare una delle sue classiche atmosfere simenoniane all'interno di un romanzo. Da notare come per oltre un ventennio, nella parte centrale della sua carriera, non vi sia traccia italiana nell'opera dell'autore, se si esclude il breve articolo del'58 citato in precedenza. 
Per concludere notiamo come Maigret, ahinoi, non faccia  mai una trasferta in Italia; ciò non gli ha impedito di avere un successo più che considerevole nel nostro Paese, il quale continua ad apprezzare in modo notevole il maestro belga ancor oggi, anche con le ultime uscite in ibreria. 

Andrea Franco 

1 commento:

Luca Bavassano ha detto...

Verissimo che Maigret non viene mai in Italia, può essere però interessante che trova un pezzo di Italia a New York ("Maigret a New York" Cap.4)