venerdì 14 gennaio 2011

SIMENON A BRACCETTO CON I NAZI-FASCISTI. MA E' CHRISTIAN, NON GEORGES

Ne parleremo. Il rapporto conflittuale di Georges con la madre Henriette è uno dei nodi fondamentali nella vita dello scrittore. Conseguenza é la maggiore considerazione di cui gode da parte della genitrice, che comunque non splendeva per dimostrazioni d'affetto e d'amore nemmeno con il marito, il fratello minore di Georges, Christian. Questi, di tre anni e mezzo più piccolo, é più accettato di Georges che se ne stava rintanato a leggere la  montagna di libri, che il responsabile della biblioteca di Chiroux, monsieur Vrindts, gli fornisce tutte le settimane. E la madre lo considera un perdigiorno anche per questo. Il fratello invece se la passa meglio nella considerazione materna e conferma Simenon "..per Christian, mia madre aveva ogni attenzione...". Una volta adulti e separati, dal 1922 in poi. Georges a Parigi sulla via della fama e della ricchezza, Christian a Liegi, ancora in Belgio, il loro rapporto già non particolarmente intimo, diviene più distaccato e non solo per motivoi di lontananza geografica. Si rincontrano invece molto lontano, nel 1932, a addirittura a Kinshasa, enl porto di Matadi, vicino al fiume Congo, dove Christian lavora come segretario per gli scambi portuali. La moglie si chiama Marie e il figlio Georges, in onore del fratello. Ma questi non è affatto contento, forse perché questo gli impediva di chiamare uno dei suoi futuri figli Georges Jr.? In seguito i loro contatti furono sporadici. Lasciata la colonia congolese Christian era rientra già dal '40 in Belgio. Anche se Georges sapeva che il fratello aveva un carattere debole, influenzabile, solo nel '43 si accorse di quanto la situazione potesse essere grave. A luglio di quell'anno infatti Christian passò un periodo a casa di Georges, a Saint Mesmine nel centro della Francia. Lo scrittore inizia a capire che il fratello è impegolato con i collaborazionisti. La conferma arriva  quando apprende che il fratello il 18 ottobre del 1944 al comando di un gruppo di volontari, la "Formation B." affiliata alle S.S., si macchia di un'azione di rappresaglia contro ebrei e comunisti. Riultato: ventisette civili sequestrati e fuciliati. Terminata la guerra e Christian finisce nella lista dei criminali di guerra stilata dal consiglio di Charleroi. Quasi tutti i suoi complici sono stati giustiziati e lui è in fuga a Parigi per chiedere aiuto al fratello. La madre fa pressioni da Liegi affinché si riesca a salvarlo. Georges non se la sente di far processare e fucilare il fratello, pur esecrando le sue azioni. Alla fine Geores riesce a trovare un appoggio importante e Christian Simenon si arruola nella Legione Straniera e quindi a "sparisce" nei confronti della Giustizia che lo inseguiva.Ma nemmeno per questo Georges avrà la riconoscenza della madre che anzi, quando nell'ottobre del '47 Christian morirà nel Tonkino combattendo contro i nord-vietnemiti, Henriette Brull lo accusò addirittura di essere il responsabile della morte di Christian.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Cacciatore di nazisti, ha dichiarato:

Il mondo è mosso da una spirale di numerosi episodi di violenza grave commessa da neo-nazisti fanatici. E 'vero che la situazione attuale non è paragonabile a quella che ha preso il mondo negli anni 30 e 40 del secolo scorso, ma in America ci sono anti-sociale, di guida e di organizzare una violenza sanguinaria. Ora non c'è crisi economica e politica che precedette la grande disastro della Seconda Guerra Mondiale, ma ci sono quelli che sfruttano la crisi sociale e la mancanza di piani di sviluppo democratico e di solidarietà, per promuovere la violenza del razzismo, l'odio per gli stranieri, il ebreo o persona la cui identità culturale non è compatibile con l'oggetto del loro odio. Oggi mi sento un reale pericolo neo-fascista e neo-nazista almeno una repubblica, ma i fatti mostrano un gruppo di potere bramare antisociale. Tenete a mente l'esistenza di una minoranza di giovani latino-americani che non hanno modelli di identità e di solidarietà democratica, dando fanaticamente, nel caso del Perù, la leadership violenta nazisti di Victor Baca Minetti e Ricardo Spirito Balbuena, i simboli oscuri, analgesia morale, sconvolgimento sociale in alcuni settori e anche il complice passiva in situazioni di palese ingiustizia, come è successo in alcuni recenti attentati e uccisioni. Vediamo la mancanza di reazione perplessa impegnata ad aiutare la vittima, o l'esistenza della svastica tatuata persone che fanno pubblicazioni con slogan inquietanti, le idee fisse e simboli nazisti, disadattati che indottrinare i giovani 13-15 e gruppi che fanno una terra di odio con colpi con mazze da baseball, calci e regola dominante che richiede obbedienza cieca al leader. Tuttavia, il problema più grave è l'indifferenza delle autorità di questo grave rischio e la sua incapacità di far fronte, e l'inettitudine di coloro che incoraggiano le loro pratiche e discorsi discredito delle istituzioni democratiche. Oggi la lotta per la libertà, uguaglianza e fraternità ha un posto importante nella Costituzione e il codice penale, ma manca ancora che ognuno di noi prenderà il suo posto per impedire agli utenti di odio, violenza e intolleranza. Deve essere evitato attraverso l'educazione di convivenza reale di solidarietà civica, integrando le politiche e la socializzazione, rendendo il lavoro di squadra di invertire questa allarmante situazione.

http://cronicas-de-spectator.blogspot.com/2012/03/la-sombre-del-yunque-en-espana.html
http://diepresse.com/home/panorama/welt/731374/NeonaziMorde_Weitere-Festnahme-in-der-Schweiz
http://asalto-neonazi-a-mexico.blogspot.com/2008/10/las-dos-cabezas-de-la-hidra.html
http://www.ajuaa.com/news/shockmental/15286-Neonazis-Rusos-decapitando-Chechenio.html
http://www.robertlindsay.wordpress.com/2009/09/04/neonazis-rusos-video-de-la-decapitacion/~~V
http://elcomercio.e3.pe/ima/0/0/0/2/5/25575.jpg
http://1.bp.blogspot.com/-jIrV-HdjBfQ/T4BnD1XnauI/AAAAAAAADfY/_M2j94aNxYw/s1600/Victor%2BBaca%2BMinetti.jpg

Nelle ultime due pagine conteneva il führer peruviano Victor Baca Minetti e dei suoi discepoli Javier Christian Aliaga Cornejo, Armel Alberto Torres Zen, Karen Montes Camero, Samir Euscategui Arnao, e Rene Lira Barreto, studenti della Pontificia Universidad Catolica del Perù.