venerdì 17 maggio 2013

SIMENON. DUE DONNE IMPORTANTI ESCONO DI SCENA INSIEME

Henriette Liberge, detta Boule
L'altroieri abbiamo parlato della coincidenza della nascita a maggio di due attori storici che interpretarono il commissario Maigret: Jean Gabin e Gino Cervi. Oggi invece parliamo di due donne che furono molto importanti nella vita e nell'opera di Simenon. Si tratta di Henriette Liberge detta Boule, la sua storica femme de chambre e la sua maitresse di una vita. L'altra è M.me Joyce Aitken, la mitica segretaria svizzera che fece funzionare per anni il secretariat Simenon, che gestiva vecchi contratti, rinnovi, royalty, accordi con nuovi editori o produttori cinematografici e che gestiva un patrimonio di non poco conto.
Quello che accomuna queste due figure, da una parte è la coincidenza della loro scomparsa. Morirono entrambe nel 1995, quindi sei anni dopo Simenon. Dall'altra furono le gelose custodi dei suoi segreti personali l'una e professionali l'altra.
La Boule conobbe i Georges e Tigy alla fine degli anni '20. Era figlia di pescatori della costa normanna dove i coniugi erano in vacanza da amici. Loro stavano cercando qualcuno che si facesse carico della gestione della casa. Lei non vedeva l'ora di lasciare quel posto. L'idea poi di poter andare a Parigi le sembrava un sogno. E così a nemmeno vent'anni entrò senza indugio al servizio dei Simenon. Fu la sua amante quotidiana, anzi come dichiarò lei stessa "... eravamo uguali lui ed io: degli animali. Ma non pensate male. Ci siamo amati molto...lui era molto umano. Quello che caratterizzava i nostri rapporti era l'umanità...". A riprova, c'erano numerose lettere che soprattutto "mon petit monsieur joli", come lo chiamava lei, le scriveva. E non erano solo lettere d'amore, ma contenevano anche segreti che Boule non volle mai rivelare, tanto che prima di morire pretese che fossero tutte bruciate.
M.me Joyce Aitken
Madame Joyce Aitken, entrò nella gestione degli affari Simenon nel 1952, bureau Simenon quando ormai la secnda moglie Denyse, a causa della propria condizione mentale, non era più in grado di svolgere le attività come faeva in America. Aitken era invece giovane, in gamba, plurilingue e fidata. Spesso si trovò anche a fronteggiare la stampa e mantenne sempre un riserbo professionale che Simenon apprezzò molto. Negli ultimi anni della sua vita, quando lui non scriveva più e viveva a Losanna con Teresa, la sua ultima compagna, nella casetta rosa non lontano dal lago, l'Aitken madava avanti da sola l'intera mole dei affari dello scrittore, il quale le telefonava di quando in quando, fidandosi completamente di lei. Al punto che lei gli fu d'aiuto anche nella penosa vicenda del suicidio della figlia. E, quando lui si accinse ormai quasi ottantenne, e non certo in buona salute, a scrivere il monumentale Mémoires intimes, aveva lasciato detto che se gli fosse capitato qualcosa, a lei e a Teresa era demadato il compito di terminare quell'opera autobiografica.

Insomma due figure fondamentali nel mondo simenoniano, che ancora una volta gira intorno alle donne.

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