venerdì 31 maggio 2013

SIMENON. MAIGRET : ...RICORDO, SI, MI RICORDO

La memoria. E' uno degli elementi che ricorrono più spesso negli scritti sia nell'opera simenoniana che nelle interviste che lo scrittore rialsciava. C'è addirittura, nelle varie bibliografie pubblicate, accanto ai cosiddetti romans-durs e ai Maigret, una sezione dedicata proprio agli scritti autobiografici. E qui troviamo titoli famosissimi a cominciare dall'ultimo, Mémoires intimes (1981), ma anche Le Trois Crimes de mes amis (1938), Je me souviens... (1940), Quand j'étais vieux (1970), Lettre à ma mère (1974) e tutti i Dictées.
Quello che riteniamo più particolare e di cui vogliamo occuparci oggi é invece Les Memoires de Maigret (1950) scritte in America (a Shadow Rock Farm), le memorie che il commissario, nella finizione letteraria, avrebbe scritto ormai in pensione, parlando a ruota libera della sua professione, della sua vita, ma anche e soprattutto dei rapporti buoni e meno buoni con il suo creatore.
Il nostro interesse per questo titolo, di cui per altri versi abbiamo già parlato in Simenon visto da Maigret , è per la natura di questo biografia dove è Maigret che parla in prima persona di Simenon, ma nella realtà è Simenon che lo fà parlare di sè... in definitiva è un gioco (ma fino a che punto?) in cui in qualche modo Simenon si descrive. E questo è molto nteressante, perché sotto la superficie della narrazione, scorre un'altra narrazione che ci racconta di come Simenon credeva o desiderava che si parlasse di sè.
E dobbiamo dire che è abbastanza indulgente. Se la testimonianza di Maigret sembra a volte critica e risentita, per come il romanziere lo ha descritto,  sotto sotto, c'è una sorta di comprensione che finisce per giustificare, e se non per approvare le scelte dello scrittore.
E' un gioco di specchi in cui spesso si corre il rischio di disorientarsi, soprattutto se si vuole contemporaneamente seguire quello che racconta Maigret e quello che Simenon sottointende in questa rassegna di memorie. Un rimando di ricordi che il commissario scrive e che lo scrittore gli detta, come se il primo fosse un mezzo per guardarsi, analizzarisi, attraverso un sistema di rimbalzi per esempio come quello sulla verità.
Simenon fa infatti protestare Maigret perché alcune volte la verità delle sue inchieste viene travisata. E Simenon gli risponde che, affinché la verità si percepita come tale dal lettore, deve essere trasformata e risultare così davvero reale, più di quanto lo sarebbe se la verità venisse raccontata sic et simpliciter. Insomma siamo in presenza di memorie di Maigret che in realtà ci raccontano molto di Simenon. O meglio di quello che Simenon voleva che trasparisse di sè.
La prima edizione italiana fu edita nel '58 (Mondadori, collana BEM-I Girasoli).

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