giovedì 16 maggio 2013

SIMENON QUANDO SCRIVE PER PAURA...

"...mi sono fermato perché mi sono reso conto che questo romanzo non lo scrivevo per bisogno, ma per dispetto, per provare a me stesso che ero in grado di scrivere quattro romanzi all'anno... Scrivevo per paura. E la prova consiste nel fatto che avevo scelto un soggetto facile, azione, dialoghi personaggi netti..."
Così scriveva Simenon nel suo autobiografico Quand j'étais vieux (1970 - Presses de La Cité) e il romanzo cui fa riferimento è Le Train che uscì nel '61.
Ma perchè lo scrittore afferma che scriveva per paura? L'idea di scrivere un romanzo del genere  risale a molto tempo prima, all'epoca in cui pubblicava ancora per Gallimard, cioè vent'anni prima.
A quell'epoca scriveva a Gaston, il patron della casa editrice "... sono settimane che sono tentato dall'idea di un grande romanzo : "La Gare"... una vicenda che ho vissuto intensamente, la guerra, tutta la guerra vista dalla banchina di una stazione, i treni, le truppe, i rifugiati, i civili... Una materia terribile e magnifica che mi fà un po' paura. Volevo far passare un po' di tempo, ma non riesco a pensare ad altro, così un giorno o l'altro dovrò cedere a questo bisogno...".
Insomma questa idea lo stimolava, ma in qualche modo gli incuteva un certo timore, era una sorta di tormento per Simenon che, se da una parte non si decideva a iniziarlo, dall'altra non riusciva a toglierselo dalla mente per lungo periodo... per vent'anni! E ne scrisse anche al suo successivo editore, Sven Nielsen, raccontandgli che il materiale c'era, ma era lui che in quegli anni, come Commisario per i rifugiati dal Belgio, decideva destinazioni, organizzava l'accoglienza, dirigeva le operazioni. Ma doveva trovare il taglio giusto e il suo timore, avendo vissuto molto intensamente quella esperienza, era di avere troppa carne da mettere al fuoco.
Le Train è un romanzo che parla delle vicende di un profugo strappato dalle proprie radici e dall'affetto della propria moglie incinta, mentre si trova sul treno che li porterà a La Rochelle. Si ritrova così solo, ma libero e incontra sulla sua strada un'altra fuoriuscita, una cecoslovacca, con la quale avrà una relazione. Ma sarà una storia di breve durata, in quanto riesce a sapere dov'é la moglie e va a raggiungerla, insieme alla sua amante che lo accompagnerà fino alla porta dell'abitazione. Qualche anno dopo la profuga cecoslovacca, insieme ad un militare inglese, si rifarà viva e chiedendo rifugio, in quanto perseguitati dalla Gestapo. Il protagonista tentenna e la sua ex-amante capisce che ormai ha la sua famiglia, un figlio e non vuole mettere a repentaglio tutto. Qualche mese dopo sulle liste dei fucilati dalle S.S. usciranno i nomi dei due fuggiaschi.
"... un uomo banale, a cui non capita quasi nulla e si lascia sballottare dalla corrente...." Così Simenon  descrisse in poche parole il protagonista de Le Train.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

"le train" e "le clan des ostendais"
(scritto nel 1946)sono gli unici 2 romanzi di simenon la cui ambientazione di sfondo è legata a vicende vissute dai protagnisti durante la seconda guerra mondiale