mercoledì 17 dicembre 2014

SIMENON SIMENON. ARRIVA ANCHE IL DICEMBRE DI MAIGRET (I)


Non si sa se sia dovuto al "rallentamento delle attività" prima delle feste di fine d'anno, ma è un fatto che le inchieste del commissario Maigret raccontate da Simenon raramente si svolgono a dicembre. Magari, forse, il romanziere ha voluto concedere un periodo di riposo al suo personaggio durante questi periodo particolare...  
Le sole due inchieste espressamente datate dicembre sono Maigret et le marchand de vin e Un Noël de Maigret (resta un dubbio per "Maigret au Picratt's" che non è esplicitamente datato, ma che si capisce come si svolga in inverno, anche se potrebbe essersi svolta più a dicembre che a gennaio, ma non ci sono indicazioni abbastanza chiare nel testo per poter essere più precisi). 
Maigret et le marchand de vin viene pubblicato il 15 dicembre. Le strade di Parigi sentono già il Natale: ci sono "... delle ghirlande luminose da un marciapiede all'altro, dei festoni dorati o argentati, gli alberi Natale nelle finistre. Il commissario si domanda cosa regalare a M.me Maigret, ma non ha idee (beh, diciamo a suo discarico che non riesce a riflettere bene perchè ha un forte raffreddore, come vedremo più avanti).
Fà freddo, il vento fischia e nevica "a minuscoli fiochhi di neve che scivolano sul pavé come polvere." Questa atmosfera obbliga il commissario ad indossare il suo pesante cappotto nero e una sciarpa di lana blu marino, lavorata da Louise. Ma siccome la sua inchiesta lo fà andare senza sosta tra strade ghiacciate e case surriscaldate, si prende ovviamente un grande raffreddore, che M.me Maigret combatte a colpi di grog e d'aspirina. L'essere raffreddato non impedisce a Maigret di gustarsi  a mezzogiorno un pietanza alla Brasserie Dauphine, unta e immersa in una "salsa di un giallo dorato, molto aromatica", e, la sera stessa, una choucroute preparata dalla moglie. 
E' forse un po' troppo, tanto che la notte stessa la temperatura aumenta e la febbre lo assale. Cosa che non gli impedisce il giorno dopo di voler uscire lo stesso - l'indagine oblige - di passare in un bistrot di bere qualche bicchiere di rum, poi di rientrare a casa e pranzare per gustarsi un fegato à la bourgeoise, accompagnato da un vino bordeaux; dopo un bella siesta, eccolo che riparte a caccia, forte di un'altra aspirina, che gli permette di gustare un piccolo bicchiere di prunella d'Alsazia. A fine giornata, nel suo ufficio, manda giù anche un po' di cognac, di quello che ha sempre conservato in un vano del suo ufficio, poi rientra a casa, "la pipa tra i denti, la schiena piegata, le gambe un po' molli (lo si può capire...). Il giorno successivo  il tempo è cambiato fà meno freddo e la neve si è tramutata in pioggia, "una pioggia lunga e monotona che rigava i vetri". E tutto ad un tratto Maigret si sente meglio, non ha più la febbre e il raffreddore è sparito. Mangiare molto e bere parecchio è un buon modo per lottare contro l'insorgere dell'influenza? 
Ecco una convinzione simenoniana  di cui dubito che sia gradita dalla Facoltà di Medicina... La prova è che l'indomani Maigret ha di nuovo la febbre, non molta, ma quel tanto che basta a renderlo "pigro e debole", si trascina per l'appartamento (è domenica...), si concede un bicchierino di prunella e il lunedì, la sua inchiesta, avendo avuto il tempo di procedere, accelera:  scopre la pista di Pigou, e ora non gli manca altro che seguire il filo della vicenda fino alla sua conclusione... Ma questo non è tutto: la febbre riprende, e Maigret inizia a soffrire di mal di gola, cosa che non gli impedisce di bere birra  e di mangiare a cena una porzione di manzo al burro nero, ma senza molto appetito. L'inizio dell'infuenza  gli dà il pretesto per brontolare "come fà ogni volta che sta male o che un'inchiesta va per le lunghe". Finisce per mettersi a letto dopo che M.me Maigret gli ha spennellato la gola con un lenimenti al blu di mitilene. Il commissario sarà svegliato dall'arrivo di Pigou che avrà spazio in ben due capitoli per fare la sua confessione patetica, bevendo insieme a Maigret diversi grog, e nell'intimità dell'appartamento, con un grog a portata di mano, la sua pipa tra i denti ha tutta l'aria di un fratello maggiore benevolo... (segue)

Murielle Wenger

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