giovedì 25 dicembre 2014

SIMENON SIMENON. MAIGRET E LA PIPA DI NATALE (II)


(segue) - La sera Maigret non aveva ancora perso la sua aria imbronciata. Bene o male era stato impegnato tutta la giornata, ma l'idea della perdita della sua cara pipa rimaneva in sottofondo tra i suoi pensieri come qualcosa che disturba e impedisce di concentrarsi sulle proprie occupazioni.
M.me Maigret era stata indaffarata tutta la giornata: era la vigilia di Natale e l'indomani sera Hortense, sua sorella sarebbe arrivata con il marito Charles e i loro figli, due bambine Aline e Odette e un maschietto, Jérome. M.me Maigret stava apparecchiando ovviamente come si conviene per l'occasione, mentre nel pomeriggio si sarebbe dedicata alla cucina. Il pâté aux morilles ricoperto dalla sua gelatina tremolante già troneggiava su un piatto poggiato sulla mensola in alto in cantina. Le pere diventavano confettura dolcemente nella bacinella di rame e un'odore di cannella profumava la casa fin dalla mattina. L'indomani si sarebbe dovuta alzare all'alba per preparare il pollo alle olive e il gratin dauphinois che costituiva il piatto forte del menù. In quel momento era seduta sulla sedia davanti alla tavola della camera da pranzo, tutta intenta ad incartare gli ultimi regali per i suoi nipoti.
- Maigret, vorresti andare a cercare il cordoncino rosso nel cassetto del buffet?
Lui si alzò dalla sua poltrona, andò in cucina e, quando stava per aprire il cassetto, una speranza infondata lo attraversò: per un istante immaginò di essere sul punto di ritrovare la sua pipa perduta. Fece un lungo respiro, aprì il cassetto e vi affondò lo sguardo: niente! Null'altro che forbici, diversi gomitoli di cordicelle, e un vecchia agenda che M.me Maigret conservava Dio sa perchè. Stizzito come un bambino che non abbia ricevuto il regalo di Natale che desiderava tanto, prese il cordoncino rosso che portò alla moglie, cercando di nascondere il suo disappunto, ma senza riuscirci granché bene.
Lei fece finta di non essersi accorta di niente, continuò ad incartare i regali, mentre solo il battito del pendolo del vecchio orologio continuava a rompere il silenzio in camera ...
Maigret sfogliava le pagine del suo giornale senza prestarvi attenzione, e sussultò quando sua moglie gli mise una mano sulla spalla.
- Tu stai morendo dal sonno. Anche io sono molto stanca e domani sarà un lunga giornata. Vogliamo andare a letto?
Lui posò il giornale e la sua pipa spenta sul bordo della rastrelliera alla quale gettò uno sguardo nervoso (Ma dove sarà mai andata a cacciarsi questa pipa... - disse tra sè e sè), poi, seguendo la moglie, salì le scale che portavano alla loro camera da letto.

****  

Era Natale. Maigret lo sentiva, non sapeva come fosse il tempo. Però non nevicava, soltanto un gran freddo penetrante che ghiacciava le mura della casa e che si cercava di combattere a colpi di ciocchi e di grandi fiamme. Ma era Natale, lo sentiva. Era ancora a letto e percepiva M.me Maigret nel bagno, perchè lei si era già lavata, ed era senza dubbio in uno stato febbrile con tutto quel lavoro che l'attendeva prima dell'arrivo degli invitati in serata. 
Ma siccome era Natale, giocava con le immagini come un bambino.  
Certo non sognava Babbo Natale che attraversava il cielo con la sua slitta, ma associava nella sua immaginazione delle sensazioni, dei colori, degli odori, dei suoni e creava un cinema privato, a suo proprio uso e consumo.
Quando l'odore del caffè filtrò sotto la porta della camera, decise di alzarsi. Andò alla finestra e vi ritrovò la stessa brina del giorno prima, gli stessi segni di un paesaggio intorpidito. Scese giù in pigiama e pantofole e andò nel salone, come avrebbe fatto un bambino, si avvicinò all'albero di Natale sotto il quale la signora Maigret aveva sistemato i regali. Tendeva le orecchie per sapere se sua moglie fosse in cucina a preparare il caffé, si curvò e lesse una delle piccole etichette attaccate al cordoncino rosso dei pacchetti. Finì per trovare il suo nome. E, sempre attento ai rumori che venivano dalla cucina, sollevò delicatamente il pacchetto. Si stupì: non aveva un peso normale. Era troppo leggero...
Da diversi anni, a ogni Natale, sua moglie gli regalava una nuova pipa. Lui da parte sua ricordò un po' alla rinfusa di averle regalato, una nuova macchinetta per il caffè, dei fazzoletti bordati, un servizio da the con disegni giapponesi che lei desiderava da tempo,  un album con molti carta-modelli da cucito... e non ricordava più cos'altro...

Murielle Wenger

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