mercoledì 3 dicembre 2014

SIMENON SIMENON. E L'EDIZIONE 2014 DIVENTA... L'OBLIVION NOIR IN FESTIVAL

Recita il vocabolario inglese italiano, "Oblivion" = oblio, dimenticanza. Insomma dimenticare, scordarsi qualcosa. E questa è l'interpretazione che abbiamo voluto dare ad un imbarazzante "bug" che abbiamo rilevato nel programma dell'attuale edizione del più blasonato e prestigioso festival italiano dedicato al giallo e al noir.
Stiamo parlando del Courmayeur Noir in Festival, fondato, progettato e realizzato ogni anno dall'autorevole e famoso GG (per chi non sa, Giorgio Gosetti).
Come al solito, anche quest'anno (dall'8 dicembre) il programma è molto ricco. Vediamo di sintetizzarlo al massimo. Sette giorni, tutti i giorni 14 ore di attività dalle 10.00 (gli "Eventi" al Jardin de l'Ange) alle 24.00 e oltre (il Concorso cinematografico al PalaNoir), per un totale di una cinquantina di eventi, con decine e decine di ospiti italiani e stranieri, con scrittori e cineasti, con premi, con cene e (di solito) con tanta tanta neve.
Detta così, obiettivamente sembra davvero che non possa mancare nulla in un tale tourbillon di appuntamenti che rende il programma denso come sangue quasi coagulato e adrenalinico come i miglior romanzi di James Ellroy.
Ma, si dirà, data da queste pagine la risposta è facile. Manca Georges Simenon. Quel Simenon del quale quest'anno cadono i 25 anni dalla scomparsa (lo diciamo per chi legge, non per quelli del festival che lo sanno fin troppo bene!).
Simenon, é l'unico giallista (anche se era ben di più di un giallista), diciamo meglio, l'unico autore classico di letteratura poliziesca le cui indagini del commissario Maigret ancora oggi, anche dopo 70 anni dalla loro scrittura, quando vengono ristampate, come é noto, entrano in classifica gomito a gomito con i titoli dei giallisti contemporanei (e non solo in Italia).
Simenon è tra l'altro uno dei padri del noir francese (e non solo), che con i suoi romanzi non-Maigret, ha dato il via a tanta letteratura di genere.
Ma questo al CNiF (Courmayeur Noir in Festival) lo sanno senza dubbio alcuno!
Per di più, in questo 2014 non mancano certo gli agganci alle ricorrenze.
Sono esattamente 50 anni che la Rai ha iniziato a trasmettere la famosa serie de Le inchieste del commissario Maigret, regia di Mario Landi, sceneggiatura di  Diego Fabbri, delegato alla produzione Andrea Camilleri e.... interpretazione di Gino Cervi. Una "cosetta" vero?... Un proto-serial con punte d'ascolto di oltre 18 milioni.
Ma questo al CNiF lo sanno benissimo... Eh! Figuriamoci se non lo sanno!
E poi, come se non bastasse, quest'anno cadono i 40 anni dalla morte dell'attore Gino Cervi che per decine e decine d'anni, e per svariate generazioni, è stato la faccia del commissario simenoniano. E ancora oggi, nell'immaginario collettivo, non c'è nessuno che l'abbia sostituito. (e, se volessimo esagerare, potremmo citare anche i 110 anni dalla nascita di Jean Gabin, attore noir per eccellenza interprete di una decina di film tratti dai romanzi di Simenon, amico dello scrittore e per tre volte nei panni di Maigret sul grande schermo...!)
E non scherziamo, al CNiF sono al corrente di tutto ciò, meglio e più di noi!
Vista la spiccata vocazione anche cinematografica del festival, poteva essere proiettato in anterprima La chambre bleu, l'ennesima pellicola tratta dai romanzi di Simenon (sono ormai oltre sessanta). Un noir in puro stile simenoniano, che Mathieu Amalric (regista ed interprete) ha portato da Cannes, al New York Film Festival, dal Beirut International Film Festival al festival di San Sebastian e che partirà a gennaio per il Sundance...
E credete che al CNiF, con tanto di un super-guru cinematografico come GG, non lo sappiano?
Insomma quanti motivi c'erano per inserire quest'anno Simenon tra le tematiche letterarie, quelle cinematografiche o tra gli anniversari e gli omaggi?
Al CNiF, sicuramente, lo sapevano quanti erano queste occasioni e lo sapevano prima e meglio di tutti noi... cosa andate a pensare?  
E allora?
Allora come dicono gli inglesi... so close yet so far... insomma così vicini a questa occasione, tanto sbadati da voltargli le spalle. E quello che è dietro le spalle non si vede. E se una cosa non la si vede, si rischia di incorrere in una dimenticanza.... "oblivion"... appunto...
Piccola dimenticanza, grosso bug e l'edizione del 2014 finisce appunto per trasformarsi nell'Oblivion Noir in Festival.
Poco male. Il festival dura sette giorni e dopo un po' la gente si dimenticherà di questa dimenticanza e pure del festival. Al contrario non si dimenticherà di Simenon.

Maurizio Testa

3 commenti:

  1. Murielle Wenger3 dicembre 2014 15:18

    Sainte et saine colère, Maurizio, mais combien juste... Tu as raison: les petits ou grands événements, les célébrations en tout genre ne feront jamais oublier que Simenon est, plus que jamais, d'actualité...
    Faites l'essai, parcourez le net, et regardez quelle part y a simenon - et maigret ! - par rapport aux autres auteurs policiers et aux autres romanciers... Regardez tout ce que Simenon suscite de colloques, de rencontres, d'études, d'adaptations, de rééditions, de traductions, et j'en passe... Quel autre auteur du 20e siècle peut en dire autant ...?

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  2. Caro Maurizio
    lasciali fare, hai detto bene, c 'è l'effimero di un giorno e c'è la gloria eterna, e mi scuso per il parolone.
    Anche Bruto era un uomo d'onore....come te ben sottolinei
    D'altra parte le organizzazioni dei Festival sono sempre complesse e puntano sulle presenze degli
    autori per attirare il pubblico, io credo che anche nei Festival andrebbe preservata la memoria storica
    e unno spazio andrebbe sempre trovato.
    Giuseppe Previti

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  3. Ma per fortuna c è questo blog a tenere vivo il ricordo di Georges Simenon quotidianamente

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