lunedì 8 dicembre 2014

SIMENON SIMENON. L'INARRIVABILE "STATUS " DI SIMENON E L'INEGUAGLIABILE FASCINO DI MAIGRET

Quante volte abbiamo letto, nella presentazioi di un libro giallo (magari di un esordiente)  che ricorda Georges Simenon oppure che fa venire in mente il commissario Maigret. Alcune volete è così, altre volte sono gli stessi autori dichiarano la loro ammirazione per Simenon e ammettono che il loro stile ne é inflienzato (o almeno così gli piacerebbe...). Qui di seguito abbiamo voluto raccogliere alcune di queste affermazioni e di questi paragoni, di scrittori italiani e non, famosi o meno conosciuti.




"... Il mio modello è Simenon..." afferma Enrico Ruggeri, in merito al suo romanzo La brutta estate  edito Mondadori (Ansa)

I due protagonisti "... sono marginali e ai margini: si nascondono, sono un po’ come certi personaggi di Simenon - spiega il regista Stefano Incerti del film “Neve”. (Secolo XIX)

"... un pizzico della ironia del Maigret di Simenon, uno degli autori che più apprezzo..." afferma il regista Umberto Lenzi a proposito dei suoi personaggi da lui creati per i suoi film. (Il Giornale)

Maurizio De Giovanni "... apprezza di Simenon il fatto che con lui nasce la percezione del dolore, anche nella finzione narrativa i cadaveri hanno diritto al dolore e al rispetto..." (L'Espresso)

"Fin dalla prima pagina del romanzo, vengono in mente...  Il presidente di Georges Simenon..." a proposito del romanzo “Buonasera, dottor Nistico” di Antonio Del Giudice... (Blitz Quotidiano)

Patrick Modiano è lo scrittore francese che poco più di un mese fa è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura 2014... Molti dei romanzi sono di ispirazione autobiografica, ma con trame che sfiorano il genere del giallo alla Simenon... (Letteratu.it)

"...À la manière de Simenon, l’atmosphère, le climat, la psychologie des personnages l’intéressent davantage que les faits eux-mêmes..." a proposito del nuovo romanzo di Didier Decoin Le dictionnaire amoureux des faits divers (L'Avenir)

"...L'’appellativo di «Simenon d’'Irlanda» non è esagerato..." scrive Luca Crovi a proposito dell'appellativo dato a John Banville, il quale afferma "...Ne sono lusingato. Anche se ammetto che non potrei mai raggiungere l’'economia e l’'immediatezza del suo stile, che sono le grandi doti di Simenon... Qualità cui aspiro nei miei noir..." (Il Giornale)

Emmanuel Grand, un Vendéen de la région parisienne, y démontre quelques qualités communes aux meilleurs du «nouveau polar français»: un sens aigu de l'intrigue, tenue de bout en bout, fruit, dit-il, de beaucoup de travail, la volonté de s'ancrer dans un territoire physique et social précis... l'attention, enfin, aux personnages, apprise et admirée chez Simenon. (Marianne)

"... il commissario Ponzetti, creatura ideata dalla penna di Giovanni Ricciardi, segue le impronte del Maigret di Simenon... - come è scritto per presentare il romanzo Il dono delle lacrime... - Ricalcando in questo il suo modello, Maigret, è una sorta di pacioso funzionario costretto a farsi cavaliere errante per andare a stanare il male là dove esso si nasconde..." (La bottega di Hamlin)

"Camilleri ha da sempre dichiarato apertamente il proprio debito con Simenon insieme alla predilezione per la variante europea del polar". Il lavoro Montalbano come Maigret riscritto (Srecko Jurisic), esamina "...la complessa rete intertestuale tra i due cicli di romanzi, nonché il quasi pirandelliano gioco di rifrazioni creatosi tra il sistema narrativo montalbaniano e la versione televisiva con Gino Cervi di cui Salvo Montalbano sembra una malcelata riscrittura..." (Chaiers d'études romanes)

Dopo lunga e penosa malattia. Con questo romanzo Vitali non si smentisce. Dopo una partenza "soft", diventa sempre più incalzante... Il tutto condito da una capacità superlativa di avvolgere il lettore nelle atmosfere in cui si svolgono i fatti intrappolandolo, quasi suo malgrado, in una tela di ragno da cui non può più liberarsi. Quasi un Simenon. (Winston Smith/Anobii)


Il commissario Soneri, un Maigret "Parmigiano". Un "Maigret" con il sigaro, si potrebe definire dal momento che Valerio Varesi è stato giudicato il più "simenoniano" dei giallisti italiani (La Gazzetta di Parma)


Giallista e novelliere rosa, Scerbanenco è stato a tutti gli effetti il Simenon italiano. Come Simenon, anche Scerbanenco raccontava storie, strappava lacrime, incantava e avvinceva il lettore con un vertiginoso spolverìo di personaggi e una diabolica abilità di costruttore di trame. Come lui scriveva da posseduto, un romanzo via l'altro, pagine su pagine, senza mai smettere, come incalzato da un'ossessione (Italia Oggi)


I personaggi che popolano le pagine di Renato Olivieri, le indagini del commissario Ambrosio, vengono da un mondo di uomini soli, emarginati e sconfitti. "Ho sempre letto i grandi scrittori di gialli, ma il mio vero maestro - precisa Olivieri - e' stato Georges Simenon. L'ho amato e lo amo moltissimo, e devo dire che pochi sono in grado di raccontare le cose come lui sa fare. Confesso che quando Simenon dice "sta piovendo", a me viene da prendere l' ombrello. Di Simenon amo la straordinaria capacita' di raccontare, di trasmettere sensazioni, odori, emozioni. E un maestro insuperabile..." (Corriere della Sera)

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

Sicuramente è lecito ispirarsi a simenon ma credo che come lui non ce ne saranno mai piu',o comunque,quantomeno,finora non ce ne sono stati