venerdì 4 novembre 2016

SIMENON SIMENON. OGGI A NEW YORK L'INCONTRO CON DENYSE OUIMET

Uno snodo fondamentale per la vita del romanziere appena stabilitosi in America

SIMENON SIMENON. AUJOURD'HUI À NEW YORK LA RENCONTRE AVEC DENYSE OUIMET)
Un tournant fondamental dans la vie du romancier, qui vient de s'établir en Amérique
SIMENON SIMENON. IN NEW YORK TODAY, THE MEETING WITH DENYSE OUIMET ?
A fundamental turning point in the life of the novelist, who has just established himself in America

Canadese del Quebec. Neanche 25 anni, una ragazza che sa il fatto suo. Decisa, ma fragile, un fascino tutto particolare. E' Denise Marie Pauline Françoise Ouimet. Per Simenon è la folgorazione. Il loro incontro, per motivi di lavoro (il romanziere cercava una segretaria-interprete visto che era appena arrivato in America e Denyse parlava sia il francese che l'inglese), sarà uno snodo fondamentale della vita di Georges, sia quella personale, ma anche quella letteraria.
Noi di Simenon-Simenon (e non solo noi) ne abbiamo scritto più volte del loro travolgente incontro iniziato con un colloquio di lavoro e finito in un letto. Un incontro il cui impatto si riverbera sulla produzione narrativa di Simenon, Trois chambres à Manhattan, che diverrà uno dei titoli più famosi dello scrittore. 
L'incontro tra i due innesca una miscela esplosiva. La passione di Georges sconfina con la gelosia, lei che lo asseconda nella sua sessualità, come mai Tigy aveva fatto. Denyse non solo rimane affascinata dall'uomo e dalla sua fama, ma intravede la possibilità di divenire il suo braccio destro, la sua assistente-amante, magari prima o poi insostituibile e forse chissà un giorno anche M.me Simenon.
Georges è senza difese. Subisce il fascino di quella donna giovane, lui che a più di quarant'anni ha già alle sue spalle una vita non comune. Famoso scrittore, inventore del popolare Maigret, ma raffinato romanziere coccolato da Gide e autore della scuderia Gallimard. Una brutta storia che lo insegue: quell'accusa di collaborazionismo con i nazisti, e la conseguente fuga in America. Sposato con la belga Tigy, con un figlio, Marc, e poi le leggende che si agitano come l'aria al suo passare, alcune vere altre no: l'uomo che fece innamorare Josephine Baker, l'autore che scrisse  un romanzo in una teca di vetro, lo scrittore capace di buttar giù ottanta pagine al giorno, l'uomo che cambiava casa come gli altri cambiavano il soprabito, il giornalista dei grandi reportage dai più sperduti luoghi esotici del mondo... Insomma anche Denyse aveva di che rimanere affascinata.
Dicevamo che la loro unione fu esplosiva. Per lei Simenon divorziò dalla prima moglie, anche se il loro matrimonio era ormai finito da anni. Lei lo assecondò nelle sue scorribande sessuali, sin dentro i bordelli. Lui spinto dalla gelosia volle che lei cambiasse il suo nome da Denyse in Denise... un modo per non chiamarla come i precedenti amanti l'avevano chiamata. Lei che, prima per necessità poi per protagonismo, man mano prese in mano tutte le relazioni esterne che il lavoro di Georges richiedeva, con editori, stranieri, produttori per diritti dei film dai suoi romanzi, con la stampa...  Lui, che pure era bravissimo a trattare i suoi interessi, la lasciava fare, come solo un'innamorato può permettere alla sua donna di prendere le redini dei propri affari.
E poi la famiglia. Denyse fu la madre di tre figli John, Marie-Jo e Pierre che rendeva felice lo scrittore che amava sentirsi contornato da persone che continuavano a ruotare intorno a lui, la prima famiglia (Tigy e Marc) la seconda (Denyse, John,Marie-Jo e Pierre) la sua femme de chambre storica Boule, una sorta di tribù che in vari periodi lo seguiva nei suoi continui spostamenti.
E poi la faccia nera di questa medaglia dorata. L'alcolismo prima e il precario equilibrio mentale di Denyse scombussolò non poco la vita di Simenon, lasciando dei rimpianti, delle cicatrici, anche delle battaglie legali... La fine della loro storia ebbe una brusca accelerata al ritorno in Europa e soprattutto negli anni sessanta, con Denyse che entrava e usciva dalle cliniche psichiatriche e con un deciso peggioramento fino all'ennesimo ricovero della donna che segnò nel '64 il suo definitivo abbandono di Georges e di tutta la famiglia. 
Fu un momento di crisi per Simenon che si ritrovò solo (i primi tre figli ormai grandi chi per lavoro e chi per studio non vivevano più con lui) e solo Teresa, entrata in casa Simenon come collaboratrice domestica lo sorreggeva diventando prima la sua compagna, ma poi anche il suo bastone della vecchiaia.
E tutto iniziò proprio il 4 novembre, a New York, poco più di settant'anni fa', quando, come scrisse Joyce Carol Oate, “...Simenon, il maestro dell’ironia... sopraffatto dalla sorpresa per quel che gli sta succedendo, soccombe a una romantica infatuazione di mezza età”. (m.t.)

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