venerdì 11 novembre 2016

SIMENON SIMENON. CULTO DELLA (SUA) IMMAGINE O BISOGNO DI SICUREZZA

L'ingente documentazione fotografica sullo scrittore ci pone alcune domande

SIMENON SIMENON. CULTE DE (SON) IMAGE OU BESOIN DE SECURITE
La considérable documentation photographique sur l'écrivain nous pose quelques questions
SIMENON SIMENON. CULTE OF HIS IMAGE OR NEED FOR HIS SAFETY
The extensive photographic documentation of the writer poses some questions for us





Quante foto dello scrittore abbiamo pubblicato nei quasi sei anni di vita di "Simenon-Simenon" ? Parecchie centinaia? Qualche volta ci saremo senz'altro ripetuti. Altre volte siamo ricorsi alla composizione di più fotografie, ma sempre partendo da fotografie del romanziere.
E questo perché ogni fase della sua vita é stata documentata, in un epoca in cui le macchine fotografiche erano nate da poco (gli apparecchi reflex debuttano alla fine degli anni '20). Le prime foto della sua vita parigina lo vedono già con la pipa, spesso vicino alla macchina per scrivere, ma, man mano che gli anni passano, le foto aumentano. La fase della letteratura popolare lo vede infatti in un numero relativamente contenuto di foto.
Talvolta al tavolo di lavoro, a volte nella sua casa a Place des Vosges. Ma la vera esplosione avvenne ovviamente quando diventò famoso. E' il "periodo Maigret" dove lo troviamo immortalato a firmare autografi, a navigare sui canali oppure ritratto nei posti più esotici durante i suoi viaggi intorno al mondo. Ma anche foto formato famiglia, con la prima moglie Tigy e il figlio Marc o insieme ai personaggi più vari da Arnaldo Mondadori a Josephine Baker, e ancora vicino al palazzone di Quai des Orfèvres o a passeggio per il lungo Senna.
Poi il periodo americano dove lo vediamo fotografato intento a guidare, a potare gli alberi, con una camicia a scacchi, con il cappellone a teste larghe, spesso accanto a Denyse, la sua seconda moglie, ma anche in party e situazioni più ufficiali.
E poi con il ritorno in Europa iniziano le copertine dei giornali, i reportage fotografici alle sue case, alla sua famiglia, l'evento del Festival del cinema di Cannes, di cui fu presidente della giuria nel '60. Insomma foto in tutti i luoghi, in tutte le pose, in compagnia o da solo. Mancano solo istantanee che lo riprendano a letto... Per il resto la pipa è un oggetto onnipresente. Se non è tra i denti, é tenuta in mano e se non è in mano é in qualche posto sempre all'interno dell'inquadratura. Se cercate foto di Simenon senza pipa dovrete scorrerne parecchie e il risultato sarà ben magro.
Ma come mai tante foto? A volte dal luogo, dalla sua posizione, dall'inquadratura, si ha la sensazione che avesse sempre un fotografo al seguito che potesse coglierlo nei momenti più disparati. E' chiaro che non poche di esse sono foto "posate", cioè non scatti presi a sua insaputa o al volo, ma riprese in cui il soggetto si mette in posa. Se così é, sorge la domanda: tutto questo era frutto di una sua vanità, di una sorta di culto della propria personalità? Oppure va scavato più a fondo e magari scoprire che le radici di questa sovraesposizione fotografica risiedono in un senso di insicurezza. E' nota infatti l'ansia di Simenon di tornare povero... il suo timore di regredire dalla sua condizione di successo e di fama... magari di finire barbone a vagabondare per le vie. Beh, il fatto di farsi fotografare potrebbe essere una reazione a questo, un modo di rassicurarsi, attraverso le immagini di sé catturate dalla macchina fotografica, e di fissare così il suo status di romanziere famoso, ricco e riconosciuto. Non solo testimonianza di quello che era, ma quasi uno specchio dove l'immagine svolgeva un'azione rassicurante e di conforto.
Una spiegazione che avrebbe meritato anche il parere specifico psicologico. Ma comunque anche se questa ipotesi fosse vera, andrebbe a sommarsi e a confondersi con il fenomeno tipico di un personaggio famoso come lui che era ovviamente bersaglio di fotografi che lo ritraevano in ogni dove.
Certo che, quale sia il motivo, tutto questo ha prodotto una documentazione fotografica copiosa e che permette a chiunque scriva del romanziere di trovare la foto in tema al taglio e all'argomento trattato per illustrare il proprio testo. E lo sappiamo bene noi che in questa sede non scriviamo d'altro! (m.t.)

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