mercoledì 12 settembre 2018

SIMENON SIMENON. LA LINEA GIALLA NEI ROMANS DURS E LO SPESSORE PSICOLOGICO DEI MAIGRET

I "casi" che troviamo nei romanzi e le situazioni poco poliziesche che appaiono nei "Maigret"

SIMENON SIMENON. LA VEINE POLICIERE DANS LES ROMANS DURS ET L'EPAISSEUR PSYCHOLOGIQUE DES MAIGRET
Les "affaires" qu'on trouve dans les romans et les situations peu policières qui apparaissent dans les Maigret 
SIMENON SIMENON. THE POLICE SEAMS IN THE ROMANS DURS AND THE PSYCHOLOGICAL SUBSTANCE OF THE MAIGRETS
The "cases" one finds in the novels and the nonpolice situations that appear in the Maigrets




L'abbiamo scritto più di una volta. Da un certo momento in poi le inchieste del commissario Maigret iniziano a convergere con i romans durs. Già... abbiamo usato il concetto di "convergere" perché crediamo che non siano stati soltanto i polizieschi a crescere di livello, evolvere dal punto di vista psicologico, e presentare personaggi sempre meno semplici, nei quali il bene e il male si mischiavano in uno di quegli intrighi che Maigret cerca di comprendere, tralasciando di giudicarli (cosa che non gli farebbe fare un millimetro avanti nel suo processo di conoscenza). Ma perché anche i romans durs, pur per motivi completamente diversi, tendono a cambiare ad avvicinarsi di più ai Maigret. Partiamo dalla cosa più facile: la lunghezza. Sappiamo che quei romanzi Simenon li scriveva, a suo dire, in état de roman e che questo stato di trance creativa dura negli anni della gioventù fino a undici, dodici, tredici giorni. Scrivendo al ritmo di un capitolo al giorno, il romanziere scriveva storie da 12/13 capitoli. Certo questa trance era non poco faticosa e soprattutto quell'entrare e uscire nella pelle di quei personaggi era un procedimento che gli portava via molte forze. Quindi con il passare del tempo, questo état di roman andò riducendosi, prima a dieci, poi a nove, per arrivare ad otto giorni. Questo ridusse il numero di capitoli e quindi di pagine dei suoi libri (che non sono in genere mai stati molto voluminosi) fino quasi a pareggiare il numero delle pagine delle inchieste. Questo non significa necessariamente nulla, la qualità non dipende dalla quantità, ma avere a disposizione 180/200 pagine per raccontare una vicenda e doverla invece circoscriverla in 120/130 pagine non è proprio la stessa cosa... è qualcosa che in un certo modo incide nella struttura del romanzo.
A nostro avviso, invece dove non incide è nell'approccio linguistico, nel periodare, nell'asciuttezza delle descrizioni, nel ritmo dei dialoghi. Queste peculiari caratteristiche  della letteratura simenoniana vanno crescendo nei Maigret, letteratura che forse subisce una certa semplificazione nei romans durs. Non vogliamo certo dire che i romanzi di Simenon andassero perdendo quell'approfondita analisi della complessità dell'animo umano, delle sue contraddizioni, dello scontro tra le aspirazioni e la realtà, del mondo come è e di come si vorrebbe fosse. La semplificazione cui ci riferiamo è più formale che sostanziale è più nella esigenza di utilizzare una maggiore semplicità nel raccontare e nel comunicare. Anche perché ad un certo punto, avendo ridotto le lunghezze, doveva ancora (come diceva sempre) "couper...couper...couper..." . E, almeno a nostro avviso, non si trattava solamente di tagliare aggettivi o avverbi, è piuttosto l'adozione di una più lineare e diretta struttura narrativa, che se da una parte accorcia ancor di più la distanza tra lo scrittore e il suo lettore, ma nel caso specifico finisce per essere in qualche modo una modalità di sviluppare una storia che somiglia sempre di più a quella delle inchieste di Maigret.
E poi, e questo non può essere occasionale, molti drammi umani raccontati nei romans durs hanno origine o sfociano in un evento delittuoso. Un evento che, pur nella sua importanza, è uno strumento che consente a Simenon di mettere a nudo l'uomo, il personaggio, per studiarlo e per capirlo. Come d'altronde faceva fare a Maigret, che cercava, anche durante la sua caccia all'assassino, di capire i motivi, i meccanismi e soprattutto l'animo dell'uomo braccato. Ed è indubbio che in alcuni romans durs Simenon sa tenere la corda tesa anche grazie all'introduzione di quel sottile filo di storia poliziesca, come nei Maigret ci racconta un inchiesta della polizia, ma quello che interessa il lettore in fin fine non è la scoperta dell'assassino, ma le situazioni, i personaggi, le dinamiche interpersonali, le atmosfere, le schermaglie non solo psicologiche... (m.t.)
  

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