giovedì 28 luglio 2011

SIMENON E LE SUE "MEMOIRES" CHEZ BERNARD PIVOT

Abbiamo più volte citato Mémoires intimes (1981), l'ultima fatica del romanziere. Biografica come nessun'altra opera, non fu dettata al registratore come ormai era abituato. No, queste le scrisse di suo pugno, a quasi ottant'anni, nove anni prima di morire. Un'opera in cui metteva a nudo sé stesso, ma per lasciare non tanto al suo pubblico o alla critica un'immagine quanto più possibile veritiera, ma soprattutto per trasmettere ai propri figli l'immagine di un padre che voleva che si perpetrasse il ricordo, anche di quelle cose che loro, troppo piccoli, non potevano sapere o ricordare. E questo Mémoires intimes fu uno degli argomenti che Bernard Pivot trattò in Apostrophe sua famosa trasmissione televisiva dedicata alla letteratura. E proprio nel novembre dell'81, in un numero speciale dedicato a Simenon, lo scrittore fu sottoposto ad una lunga intervista (di questa abbiamo postato un video il 13 aprile scorso Simenon intervistato da Bernard Pivot che ne contiene un estratto).
In questa intervista si parla molto di Mémoires intimes, ma anche di Pedigree (1948) che Simenon considerava un po' uno il seguito dell'altro. In entrambe si prefiggeva la sincerità più totale, anche quando si trattava di raccontare fatti e aspetti della sua vità che non erano proprio edificanti.
"...ho scritto 'Pedigree', un opera voluminosa come 'Mémoires intimes', che arriva fino ai miei quindici, sedici anni. Dicevo apertamente delle verità molto crude... se ci sono degli elementi scioccanti, considerati indecenti... rispondo  che preferisco essere criticato, addirittura detestato, per quello che sono veramente, che essere amato o ammirato per ciò che non sono...".
Insomma sono passati quasi dieci anni da quando Simenon ha scritto il suo ultimo romanzo, Les Innocents (1981), ma la sua ricerca dell'uomo nudo, così com'è, senza sovrastrutture, continua. Questa volta però con una sorta di confessione che mette a nudo lui stesso.
Da Bernard Pivot a questa ricerca dell'uomo nudo, di cui nel corso della sua vita aveva parlato più volte, dà una svolta singolare e inedita.
"... ho fatto di tutto... sport a cavallo, in bicicletta, ho praticato la boxe, tutto quello che si può immaginare come sport, perché volevo conoscere tutto. Sono partito all'avventura attraverso il mondo, ho passato la mia vita a partire, ho abitato in trenta case diverse...il fatto è che io volevo conoscere sempre delle altre cose. In fondo io sono stato sempre alla ricerca dell'uomo. E l'uomo l'ho trovato nella donna. Forse perché la donna è più trasparente, forse perché con una donna potevo avere un contatto che non potrei avere con un uomo. E' una curiosità e tutto questo è archiviato come su una pellicola...".
E non a caso alcuni dei memorabili protagonisti dei romanzi simenoniani sono donne, spesso del popolo, che non di rado debbono lottare contro pregiudizi, che non poche volte riescono lì dove i maschi falliscono.






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