lunedì 11 luglio 2011

SIMENON. MAIGRET IN ITALIA, LE COLLANE PIU' FAMOSE

Il Romanzo Mensile. Un titolo che non dice nulla a quasi tutti, tranne qualche cultore bibiliofilo. Siamo nel 1903 e l'allora editore de Il Corriere della Sera iniziò le pubblicazioni di questa rivista alla modica cifra di 50 centesimi. Rivista longeva, visto che nel 1929 ancora era in vita e che proprio in qull'anno iniziò a pubblicare quelli che sono in assoluto i primi scritti di Simenon in Italia. Per la precisione si trattava dei romanzi popolari firmati Georges Sim (editi in Francia da Tallandier e Fayard).
Ma veniamo invece al commissario Maigret. Arnoldo Mondadori, che aveva fiuto da venedere, nel 1932 si era accaparrato i diritti di pubblicare in esclusiva per l'Italia qualsiasi scritto di Simenon.
La collana che accoglierà le inchieste del commissario sarà quella dei I Libri Neri e la prima fu L'ombra cinese, nel settembre del '32 (uscito per Fayard nel gennaio dello stesso anno). E la veste grafica di questa collana ricalcava alla virgola quella dell'editore francese. Tra il '32 e il '33 uscirono ben dodici titoli, costo 3,50 lire.
In tutte le prime diciannove inchieste che Simenon scrisse per Fayard, nei titoli non appariva mai il nome di Maigret. E lo stesso successe in Italia. Il personaggio era agli inzi, la sua fama non così estesa e il suo nome in copertina non avrebbe fatto funzionare meglio le vendite, che alla fine non furono proprio un successo.
A quel punto fu trasferito sui Gialli Economici Mondadori, emanazione della più gloriosa serie I Gialli Mondadori che era nata nel '29. Questi erano più a buon mercato di quelli, 2 lire contro 5, ma anche de I Libri Neri.
Altra serie per Maigret fu la B.E.M, la Bilblioteca Economica Mondadori varata nel '54 ma che nel '56 cambierà titolo in Il Girasole, che pubblicherà poco più di una dozzina di titoli inediti, ma che soprattutto inizierà ad avere il nome di Maigret in bella evidenza. Ormai la popolarità del commissario è acclarata e costituisce un forte impulso per lel vendite. Popolare anche il prezzo, fissato a 200 lire.
Poi vennero i cosiddetti telati. La collana tra il  '56 e il '60 è la stessa, ma provvista di una costa telata che varia di colore a secondo del genere: Maigret avrà quella gialla e i romanzi di Simenon quella verde.
Negli anni successivi le inchieste di Maigret uscirono nei Gialli Mondadori, nelle sue varie appendici, nella collana I libri del Pavone. Occorre arrivare al 1966, quando la Rai fece debuttare gli sceneggiati con Gino Cervi, e i quattordici milioni di spettatori convinsero la Mondadori a inaugurare una nuova serie tutta deidicata ai Maigret. Nome del commissario ancora ben in vista, copertine disegnate da Ferec Pinter con un Maigret che ha la faccia di Cervi.
Dal '65, con il lancio degli Oscar, Mondadori riunisce tutte le serie economiche di tutti i generi e dentro finiscono i romanzi di Simenon e le inchieste di Maigret.
Nel '79 verrà creata la divisione Oscar Gialli e i Maigret perdono le meravigliose copertine di Pinter. L'ultima collana mondadoriana per il commissario saranno gli Oscar Scrittori del Novecento dal '94 al '96 (una trentina di titoli). Dopodichè passati sessantaquattro anni in Mondadori, Maigret trasloca e passa sotto il tetto dell'Adelphi, casa editrice però che dal 2006 è per il 48% proprietà della RCS Group, la stessa casa editrice che pubblica Il Corriere della Sera... come succedeva nel 1903 con Il Romanzo Mensile. Come dire, almeno quasi metà di Simenon è tornata a casa.

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