sabato 5 novembre 2011

SIMENON. ROMANZI SCRITTI CON LA MACCHINA... FOTOGRAFICA

L'Occhio di Simenon. La mano di Simenon. Uno per osservare e l'altra per scrivere. Ma proprio L'Oeil de Simenon è il titolo di una mostra fotografica di immagini scattate dall'autore che si tenne in occasione del centenario della sua nascita alla Galleria Jeu de Paume a Parigi 13 gennaio-7 marzo 2004 . La mostra  diventò un libro che aveva lo stesso titolo (Editore Omnibus, chi volesse acquistarlo può approfittare della vendita on line ). Curato da un esperto simenoniano, come Michel Carly, il libro propone trecento fotografie e ci mostra l'altro lato di un uomo abituato a raccontare le proprie storie con la penna o la macchina per scrivere, magari in état de roman. Qui invece imbraccia la macchina fotografica e, al contrario, deve cogliere rapidamente l'attimo, quell'attimo fuggente che appunto racconta in un immagine ferma tutto un passato o lascia intravedere un futuro che entrambe travalicano il personaggo, la scena o il paesaggio ritratto nella sua fissità.
Ad esempio osservate la foto intera qui a destra, di cui una parte scelta per la copertina del libro. E' stata scattata a Tunisi nel 1934 e ognuno può capire il mestiere della donna che nasconde il suo profilo, l'uomo che la guarda con occhio voglioso e l'espressione vogliosa. Sarà un bordello locale? Si sta per consumare un frettoloso rapporto mercenario? Una routine? Una donna che viene da un passato di povertà e miseria? L'aspetta un futuro di degrado e giorni sempre uguali? E l'uomo un piccolo mercante? Aspetta il suo turno per poi tornare alla sua numerosa famiglia?  Nei vari viaggi  dall'Africa centrale, alle isole caraibiche, dalle isole del Pacifico, all'Australia, Simenon si rivela efficace a cogliere ancora una volta più veloce della sua pur veloce scrittura. Foto che testimoniano personaggi, più che paesaggi, come se lo scrittore intravedesse appunto in ognuno di quei ritratti una storia, magari da trasformare poi in un romanzo.

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