venerdì 11 novembre 2011

SIMENON. UNA MORTE TRA TANTE ALTRE

Marie-Jo da piccola
Il 1989 è stato un brutto anno per la cultura? L'anno in cui infatti morì Simenon ci furono ovviamente altri lutti nel mondo della letteratura, della musica, della scienza. Naturalmente ogni annno ha i suoi "caduti", ma qui abbiamo voluto vedere chi scomparve in quell'anno, spesso lasciando un vuoto, nel proprio settore, come d'altronde era accaduto per Simenon e sono venuti fuori nomi grossi.
Iniziamo dalla scienza e dalle coincidenze. In quell'anno scompariva Konrad Lorenz, il padre dell'etologia, che era nato proprio nel 1903 come Simenon. Stesse date dello scrittore anche per il geniale pianista russo Vladimir Horowitz e, sempre rimanendo nel campo della musica va registrata a scomparsa di un grande direttore d'orchesta come l'austriaco Herbert von Karajan. Per la cultura italiana tre personaggi chiave se ne vanno, lo scrittore Leonardo Sciascia, il filosofo Augusto del Noce e il commediografo-sceneggiatore Cesare Zavattini. Ancora nella letteratura internazionale altri due addii, quello della britannica Daphne du Maurier e dell'ungherese Sàndor Marài. Continuiamo questa carrellata di addii con l'attore inglese Laurence Olivier e con il fotografo americano Robert Mappeltohrpe. Per utimo citiamo la scomparsa di un genio delle arti figurative, lo spagnolo Salvador Dalì.
E' difficile acettare la morte di un essere umano ancor di più se si tratta un nostro caro, oppure di un artista che ci ha regalato emozioni e sensazioni speciali che ci hanno arricchito e che abbiamo sentito particolarmente vicino a noi.
Simenon rispondeva ad un intervista su Le Monde nell'81 "...aspetto la morte. Certamente si tratta di un passaggio molto spiacevole, ma non mi impressiona particolarmente...".
Ma la morte può arrivare anche prima e sotto un'altra forma, un avvenimento che toglie la vita, anche se si continua a respirare, a mangiare, a dormire, a camminare. Ma quella non è la vita.
Per Simenon la morte arrivò il 20 maggio del 1978 sotto forma di notizia: la sua amatissima figlia Marie-Jo si era suicidata.  Non fu un fulmine a ciel sereno, ma per lo scrittore, allora settantacinquenne e neanche più in buona salute, la notizia fu un colpo esiziale. Secondo varie testimonianze, dopo non fu più lo stesso. Era come se la sua vita non valesse più nulla, svuotata, almeno fino alla scrittura di Mémoires intimes nell'81.
E dopo aver sparso le ceneri della figlia nel piccolo giardino della casa di rue de Figuiers all'ombra del grande cedro del Libano, in una delle sue ultime lettere promette "....sei sempre qui nel nostro giardino dove un giorno ti raggiungerò...".
Simenon si spegne nella notte del 4 settembre 1903, tranquillo, sereno, tenendo la mano a Teresa, pronunciando le sue ultime parole "Finalmente, vado a dormire".

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