giovedì 21 giugno 2012

SIMENON E I RICORDI DEL NONNO "CHAPELIER"

 Liegi nei primi anni del 1800, in fondo la cattedrale di St.Paul
Alto, capelli bianchi, portamento eretto nonostante gli ottant'anni, poche parole e un'aria serena di chi è tranquillo, sicuro di aver fatto nella sua vita il proprio dovere. Questo é il ricordo che il piccolo Simenon aveva del nonno. Un figura affascinante per il nipote come affascinante era il suo negozio a Liegi in rue Puits-en-Sock.
Di Lambert Simenon non si hanno notizie biografiche precise. Nato probabimete intorno al 1820 da una famiglia di fattori in un piccolo villaggio fiammingo. Già perchè sembra che il suo vero nome fosse Lambertus Siemonon. La prima notizia certa l'abbiamo al momento in cui va a denunciare la nascita di Chrétien Simenon, (il padre di Georges) il cui atto viene registrato nel febbraio del 1841. Risulta che allora Lambert risiedeva a Vliijtingen, un piccolo centro del Limburgo belga. Quindi è fiammingo. La sua gioventù è abbastanza movimentata come quella del nipote. Lascia infatti la fattoria di famiglia e inizia a girare l'Europa per diventare "cappellaio". I suoi spostamenti lo portano a Vienna, poi fino a Londra e anche in Italia. Una volta imparato il mestiere è "ouvrier en chapeaux de paille". Si sposa con una cucitrice belga e insieme avranno dodici figli. E, come avverrà poi per il nipote famoso, anche Lambert cambia più volte casa e città. E la famiglia si sobbarca almeno sette traslochi. Desiré, il padre di Georges dovrebbe essere il quinto o il sesto dei figli, ed é comunque nato a Liegi, al 29 di rue Saint-Séverin. Un'altro lato che affascinava Simenon, era l'incomprensibile linguaggio che parlava nonno Lambert: un misto di vallone fiammingo e dialetti. Era un uomo che si era fatto da solo, una di quelle persone che piavecevano a Georges. Parlava poco e confuso, non sapeva scrivere, ma era orgoglioso del suo lavoro di artigiano che sapeva il fatto suo. E capitava infatti che si rifiutasse di vendere i suoi cappelli a chi chiedeva modifiche o misure a suo avviso non adeguate. Era lui l'artigiano in "chapeax de paille", che aveva fatto esperienza nei cappelai di tutta Europa. Era lui l'esperto.
L'ammirazione per il nonno artigiano... e d'altronde proprio Georges non si definiva un artigiano della letteratura? Forse questa figura può essere stata non del tutto estranea all'interpetazione "nobile" della funzione dell'artigiano. Non sappiamo quando sia morto Lambert, ma di certo Georges lo ha conosciuto bene e raccontava del suo negozio con la tenda da sole di un bel rosso vivo, delle visite domenicali, delle teste di legno nel retrobottega dove si modellavano i cappelli e dove la paglia si ammorbidiva al vapore di recipienti di acqua bollente. Un'atmosfera che sembra tratta da certi romanzi di Simenon. Chissà che nell'ètat de roman non venissero fuori anche i ricordi più lontani e nascosti?

2 commenti:

Andrea Franco ha detto...
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Andrea Franco ha detto...

Simenon ci racconta anedddoti su questo suo antenato in "pedigree" e "je me souviens"