domenica 10 giugno 2012

SIMENON. SVIZZERA GLI ANNI DORATI E LA FINE DI TUTTO

5) Anni d'oro e fine dell'avventura
1955-1972 • Nella Svizzera, ultima patria

 Il ritorno in Europa per Simenon fu trionfale. La sua popolarità era molto cresciuta, ma anche l'attegiamento e la considerazione del mondo della cultura, e di quello letterario in particolare, era molto diverso da quello di dieci anni prima quando era partito dalla Francia. Questo, in realtà, l'aveva gia saggiato nel corso di alcuni viaggi, soprattutto gli ultimi che aveva fatto dall'America all'Europa. Erano manifestazioni concrete, gente che lo attendeva al porto, alla stazione ferroviaria, gli inviti che piovevano per cene, party e galà, alcune volte in suo onore. Una volta tornato nel vecchio continente, si sistemò provvisoriamente Mougins e poi a Cannes prima di decidere di stabilirsi in Svizzera, nel castello di Echandens, cosa che succede nel luglio del '57. Il '58 è un anno di molti spostamenti per affari (a Parigi), per conferenze (a Nizza e a Bruxelles), per presiedere un festival del cinema (ancora a Bruxelles), per una crociera (in Olanda), per turismo (Firenze e Venezia).
L'anno successivo nasce l'ultimo figlio di Simenon, il quarto, Pierre Nicolas Chrétien.
Intanto gli sporadici problemi che si erano verificati con Denyse diventano più frequenti e peggiorano con il deteriorarsi del suo equilibrio mentale e con l'intensificarsi della sua dipendenza dall'alcol.
Gli impegni mondani per Simenon non finiscono mai. Nel 1960 gli viene chiesto di presiedere la giuria del Festival Internazionale del Cinema di Cannes. Lì fa conoscenza e poi stringe amicizia con Federico Fellini. Il regista era in concorso con il suo discusso film "La dolce vita". Simenon ne rimane affascinato e fà di tutto per fargli vincere la Palma d'Oro. Ci riesce grazie anche al voto del suo amico, lo scrittore americano Henry Miller che era in giuria. Da allora non solo l'amicizia ma anche la stima reciproca e la vicendevole ammirazione cementa il rapporto tra lo scrittore e il regista anche se si trattò di una relazione essenzialente epistolare (poi raccolta nel libro "Carissimo Simenon Mon cher Fellini" - 1997 - Diogenes Verlag - Zurich).
Ma nonostante i problemi familiari e gli impegni sono comunque anni di produzione. Tra il '58 e il '60 escono sette romanzi e cinque inchieste del commissario Maigret. Nel 1961 va registato un avvenimento per allora senza soverchia importanza. Durante un viaggio a Milano per parlare di affari con il suo editore italiano da sempre, Arnoldo Mondadori, venne accompagnato da Denyse. Durante un pranzo la m,oglie di Georges confida a quella di Arnoldo i suoi problemi a trovare una brava femme de chambre. E l'altra le confida che, grazie ad una sua amica, ha sottomano una bravissima e riservata donna veneta che sicuramente farebbe al caso loro. Si tratta di Teresa Sburelin che a dicembre del '61 prende servizio a casa Simenon. Sembra una delle tante che non sono mai riuscite a colmare il vuoto lasciato dalla storica Boule che era stata una vita con la famiglia Simenon, poi con Tigy dopo il divorzio e quindi con il figlio Marc una volta sposato e con dei figli. Invece nessuno poteva sapere che sarebbe stata proprio Teresa la donna più importante negli ultimi vent'anni di vita dello scrittore.
Ma per ora è solo una domestica che entra nella faraonica villa di Epalinges, vicino Losanna che Simenon ha fatto costruire nel '63 pensando alle esigenze di tutta la famiglia. Ma lo stato psicofisico della moglie peggiora e la situazione in casa non è più sostenibile. Denyse esce dalla famiglia per andare in una casa di cura. Ma questa non sarà come le altre volte. E' una partenza definitiva e l'inizio di un peregrinare da una clinica all'altra, da una casa di cura ad un centro di recupero...Anche i figli man mano se ne vanno. Marc ha ormai la sua famglia e il suo lavoro di sceneggiatore che lo tengono a Parigi. Johnny è in America e studia legge. Anche Marie-Jo, che pure ha dei problemi di equilibrio psichico, è a Parigi, da sola, a cercare di ritrovare la propria stabilità. Non c'è che Pierre Nicolas che però presto partirà per il college. Rimangono lui e Teresa in quella casa più che mai sproporzionata per le loro esigenze. Tra loro per altro è iniziata una relazione dapprima basata sul sesso, ma poi Teresa è diventata la premurosa compagna che lo circonda di attenzioni, che lo aiuta nei momenti peggiori, insomma una sorta di M.me Maigret che non ha altro scopo che quello di badare al marito, nemmeno fosse un figlio. Ormai Simenon ha sessantacinque anni, ha scritto il suo 200° romanzo Il y a encore des noisetiers, ma la sua produzione è diminuita. Nel '68 appunto escono due inchieste di Maigret e due romanzi, come pure nel '69, nel '70 e nel '71. Intanto nel '70 muore la madre. Simenon, saputo che era in fin di vita, corre al suo capezzale. E lei, Henriette, con la consueta durezza gli domanda "Georges, perché sei venuto?".
Ormai il ritmo sul lavoro non é più quello dei trent'anni, l'état de roman gli costa sempre una maggiore fatica.
Nel '72 poi la sua vita subisce dei cambiamenti non da poco. Scrive Maigret et monsieur Charles, che sarà l'ultima inchiesta del commissario. Proverà a scrivere un romanzo, Victor, ma l'état de roman non funziona più e alla fine della giornata le pagine sono ancora bianche. Simenon non aspetta. Decide che la sua attività di romanziere è terminata. Lo annuncia in un'intervista al quotidiano di Losanna 24 heures: "Simenon ha rinunciato alla letteratura". E sulla carta d'indentità fà scrivere, al posto di "romanziere", due parole: "senza professione".
Lascia i fasti della villa di Eplainges e va a vivere con Teresa in un appartamento all'ottavo piano di un grosso condominio, a Losanna. La sua vita cambia binario e inzia ad improntarsi all'insegna della frugalità e dell'essenzialità. Nessun viaggio, basta rapporti di lavoro (di cui si occupa ormai il suo 'secretariat' gestito da M.me Aitken). Niente auto, nessun lungo spostamento che non sia indispensabile, brevi passeggiate in riva al lago lì vicino, un bicchiere di vino e quattro chiacchiere in un bistrot vicino casa.
Qui finisce la vita del Simenon che abbiamo consociuto e inizia quella di un altro uomo. Come piaceva dire a lui: un uomo come qualsiasi altro.

2 commenti:

Simone Secchi ha detto...

Bisogna anche aggiungere che Simenon aveva seri problemi di salute, culminati nella grave malattia che lo portò alla morte.

Andrea Franco ha detto...

Di questo periodo vanno ricordati primariamente i romanzi:
le train de venise(1965)
le demenagement(1968)
la cage de verre(1971)
le train de venise e la cage de verre sono ad oggi inediti in italia