sabato 17 gennaio 2015

SIMENON SIMENON. IL GRANDE IMBROGLIO DI TUTTE LE RELIGIONI


"...<voi ora siete cattivi, ma poi andrete a cantare Osanna, tra gli angeli>. Questo è stato il più grande imbroglio delle religioni. Di tutte le religioni: è sempre la stessa cosa! Non c'è nulla che ci comanda, siamo una piccola parte dell'evoluzione dell'uomo. L'uomo è in evoluzione da 20 miliardi d'anni e lo sarà per altri 20 miliardi d'anni...."
A pronunciare queste parole è Georges Simenon durante una chiacchierata con il suo amico Federico Fellini, poi riportata da L'Express nel 1977.
Un'affermazione da laico che ci dà l'idea di quale opinione avesse lo scrittore delle religioni e anche sulla loro organizzazioni terrena.
Di tutte le religioni, ribaadisce lo scrittore.
E' un argomento che, dopo i fatti di Parigi e le polemiche sull'Islam, è molto d'attualità.
Simenon aveva l'uomo come interesse primario nelle sue opere e non solo. Simenon aveva un grande interesse per le scienze che indagano la psiche, le sue dinamiche e l'incoscio dell'individuo.
Simenon aveva anche una percezione molto netta di questo destino, inteso quasi come una predestinazione, che una volta afferrato un uomo non lo molla finchè non lo ha portato fino alle estreme conseguenze. In questo può essere intravista una mano divina o quanto meno una volontà superiore? Lui, nelle parole sopra riportate dice chiaramente "non c'è nulla che ci comanda". Ma allora questo destino cos'è?
Certo visto che il romanziere  parla di grande imbroglio di tutte le religioni, ci verrebbe da pensare che la sua è ben più di una diffidenza nella fede e nell'aldilà e che quindi il destino di cui parla, e che fa da protagonista nei suoi romanzi, è al limite più identificabile con quella grande evoluzione cui accenna e che comunque una forza sovrumana ma naturale allo stesso tempo. E' un qualcosa al di sopra della volontà umana, ma un elemento che Simenon accetta, ma non come accezzione religiosa
"... nella religione il lavaggio del cervello inizia con il battesimo, il catechismo la prima comunione, etc. Quando ci si sveglia, a tavola, prima e dopo i pasti, a mezzogiorno, di sera...
- Io sono colpevole.
Perché nato uomo, io sono colpevole ogni giorno e a ogni ora... Partorire nel dolore... Guadagnare il pane con il sudore della propria fornte... Le fiamme eterne dell'inferno dopo le sofferenze dell'agonia... - scrive duramente Simenon nel 1940 in "Quand jétais vieux" - Un meccanismo messo mirabilmente a punto per non lasciare mai ai fedeli il tempo di riprendersi, nemmeno quello per vivere...".

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