venerdì 9 gennaio 2015

SIMENON SIMENON. TIGY... UNA DONNA A PROVA DI ROMANZIERE


Trent'anni fa', nel 1985, moriva Régine Renchon detta Tigy, moglie di Georges Simenon dal 1923 fino al 1950. Ventisette anni al fianco del romanziere, contro i diciassette anni di convivenza della seconda moglie (sposata in realtà solo nel 1950 e andata via da casa Simenon nel 1962, ma mai divorziata da Georges).
Tigy dette un figlio allo scrittore, il primo, Marc nato nel 1939.
Belga anche lei, di buona famiglia, Régine, ribattezzata dal romanziere Tigy,  aveva una gran passione per la pittura e, quando nel 1922 Simenon partì per Parigi, lasciando la sua patria, la sua famiglia, il suo lavoro a La Gazette de Liége, per tentare l'avventura della letteratura, era anche lei attratta dalla capitale francese dove i grandi pittori facevano scuola. I due si lasciano, ma il loro programma è di sposarsi presto e andare tutti e due a vivere a Parigi. E così fu. I due giovani con l'entusiasmo dei vent'anni e con grande determinazione inziarono, dopo un matrimonio celebrato in Belgio, la loro scalata artistica nella capitale francese.
Ed è proprio Tigy che  in un primo momento sembra riuscire meglio e prima. Georges stenta molto prima di piazzare i suoi primi racconti, mentre almeno lei riesce a vendere qualche quadro. E i primi spiccioli guadagnati vengono infatti da lei.
Ci vorrà un po'prima che smetta di dipingere e si metta a seguire più da vicino l'attivita letteraria del marito e poi anche il figlio.
Ma nella seconda metà degli anni '20, quando i due si sono traferiti in un bilocale al 21 di Place des Vosges, lei ancora dipingeva. Infatti quando i guadagni di Georges lo permisero, presero un appartamento al secondo piano dello stesso palazzo, ma conservarono anche il bilocale, adibendolo a studio di pittura per Tigy.
Ma tra i due le cose non vanno così bene. Soprattutto su un punto non c'è accordo. Lei non è molto interessata al sesso e ha fatto promettere a Georges di non mettere in cantiere dei figli. Sappiamo invece dell'insopprimibile esuberanza sessuale di Simenon che, così veniva privato anche del sesso coniugale. Le sue scorribande quotidiane nei bordelli o i suoi rapporti con donne facili non esaurivano il suo appetito sessuale. C'era  infatti un appuntamento quotidiano con Boule. Questa era la giovane femme de chambre normanna che i coniugi Simenon avevano preso al loro servizio durante una vacanza in Normandia.
Una donna che poi rimarrà insieme alla famiglia a lungo e che ogni pomeriggio, durante la siesta di Georges, lei gli faceva visita intrufolandosi nel suo letto e consumando con lui un fugace rapporto sessuale. Regolari e discreti i due andarono avanti per anni, finchè la moglie li sorprese. Simenon non cercò di discolparsi, ma anzi confessò anche la sua iperattitvità sessuale al di fuori delle mure domestiche. Questo provocò un frattura insanabile tra i due. Erano gli anni '40 . La Boule sostenne invece che Tigy sapesse benissimo già tutto e facesse solo finta di essere all'oscuro di tuta la situazione. Comunque i due non si separarono, non divorziarono, rimanendo sotto lo stesso tetto per il figlio Marc, ma entrambe con le mani libere sentimentalmente e sessualmente. Lei visse così con lui la persecuzione del Fronte di Liberazione Nazionale che accusava Simenon di aver lavorato con i nazisti, con lui fuggì negli Usa e, anche se ormai divorziati, con lui rientrò dopo dieci anni nella vecchia Europa. I due rimasero in buoni rapporti anche dopo la furia del ciclone Denyse. E nella vecchiaia fece da chioccia ai figli e ai nipoti di Georges.

2 commenti:

Andrea Franco ha detto...

a lei simenon dedica "les ridicules",il suo terzo tentativo letterario (dopo au pont des arches e jeahn pinaguet),ritratti satirici della sua compagnia di amici artisti de "la caque"

Andrea Franco ha detto...

ho dimenticato di dire che siamo nel 1921