sabato 10 gennaio 2015

SIMENON SIMENON. UN ANARCHICO... ANTITERRORISTA... NASCE IL SOSPETTO


Questi giorni tragici vissuti dalla capitale francese, speriamo davvero terminati, ci hanno fatto venire alla mente un vecchio roman-dur di Simenon: Le Suspect (1938 - Gallimard).
A nostro avviso, nulla a che fare con le carneficine avvenute a Parigi, ma si tratta pur sempre della storia di un anarchico che milita in un gruppo anarchico con derive terroristiche, soprattutto per l'influenza di un nuovo misterioso membro del gruppo: "K", un anarchico slavo. Il protagonista, Pierre Chave, ormai vive con moglie e figlia esule in Belgio, visto che per le sue attività anarchiche è ricercato dalla polizia francese. Ma un suo amico del gruppo si fà vivo, confidandogli che hanno deciso di compiere un'attentato in Francia a Curbevoie, dove vogliono far saltare in aria una fabbrica di aeroplani. Il prescelto per questa azione terroristiche è Robert, un amico fraterno di Chave che lui stesso aveva inserito nel gruppo anarchico.
Chave, che é più un idealista e ormai niente affatto convinto dell'utilità delle azioni violente, decide che deve intervenire. All'insaputa di tutti, e di nascosto anche della moglie,  parte per la Francia, anche a costo di essere arrestato, con lo scopo di impedire l'attentato, magari la morte di chissà quante persone, ma anche per salvare da quella missione pericolosa (forse suicida?) il suo protetto Robert.
Il romanzo vede il protagonista impegnato in questa sua personale missione, stretto tra due fuochi, da una parte la polizia francese e dall'altra i suoi compagni anarchici che lo credono una spia. Infatti le autorità sono state anonimamente informate dell'attentato e quindi hanno aumentato controllo e sorveglianza.
Chave alla fine riesce a rintracciare Robert che invece, nonostante ormai la polizia sappia tutto, è determinato a portare a termine l'attentato. Nell'incontro  tra i due, Robert rivela all'amico che anche lui lo sospetta di essere la spia che ha rivelato il piano alla polizia...
L'epilogo del romanzo, pur non essendo propriamente un giallo, non lo sveliamo.
E lasciamo alla volontà e alla fantasia dei lettori anche le ipotetiche correlazioni con gli atti terroristici di questi giorni.
In realtà il romanzo di Simenon è una la storia di una trasformazione, del cambiamente delle convinzioni di un uomo che da anarchico, prende coscienza di cosa sia effettivamente il terrorismo e, nonostante preso di mira da polizia e anarchici, continua nel suo tentativo d'impedire l'attentato.
Vicenda scritta nel 1938, anno in cui la Germania annette l’Austria (Anschluss), in Italia il fascismo mette in pratica le leggi razziali ed iniziano a formarsi le prime azioni di resistenza clandestina, in Russia l'epurazioni staliniste hanno messo in moto un'opposizione costretta a lavorare nell'ombra e talvolta in modo violento... L'instabilità politica europea e l'imminenza della guerra attivano i servizi di intelligence dei vari paesi e i movimenti più o meno segreti di opposizione e di resistenza.
Questo era il clima in cui lo scrittore lavorava all'epoca, e questa è l'atmosfera che si respira nel romanzo, anche se i rapporti interpersonali e i profili psicologici individuali hanno, come in tutta l'opera simenoniana, la preponderanza sull'aspetto sociale e politico.

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

l edizione italiana "L uomo sospetto"uscita nella collana i romanzi della palma della mondadori nel 1953 è di particolare interesse collezionistico per la presenza in appendice dei racconti"la cage d emile"prima inchiesta dell agenzia "O"e le grand langoustier con l ispettore G7