giovedì 22 gennaio 2015

SIMENON SIMENON. MAIGRET FURIOSO: DA OGGI VIETATO FUMARE!


Il commissario era rabbuiato. Buttò giù l'ultimo sorso di birra, salutò ed usci dalla brasserie Dauphine. Era di cattivo umore e quella giornata fredda e umida
non aiutava certo a migliorarlo. Tolse la pipa dai denti e la guardò con un'aria interrogativa, poi inziò a camminare con passi pesanti, nemmeno volesse imprimere un'impronta sul selciato... Quello che aveva letto sul quotidiano trovato sul bancone di zinco della brasserie lo aveva davvero messo di cattivo umore.
"Nuove misure antifumo" era il titolo di un articolo che a pagina 3 de Le Parisien riportava un disegno di legge del governo su nuove restrizioni sul fumo.
Ripensò a quelle andate in vigore qualche anno prima (il divieto di fumare negli uffuci pubblici). Quel giorno aveva fatto una scenata memorabile. Già era mal predisposto per il fatto che, senza chiedergli nulla, avevano sostituito la sua amata stufa a carbone con un impianto di riscaldamento a gas. Poi l'annuncio di quel divieto lo aveva fatto infuriare. Aveva strappato in pezzi il cartello che avrebbe dovuto essere appeso dietro la porta. Aveva dato in escandescenze come rare volte era successo e tutti, a Quais des Orfvrés, lo ricordavano bene. Poi sembrava essersi calmato. Si era fatto dare un'altro di quei maledetti cartelli in cui andava indicato il responsabile della sorveglianza antifumo.
- Sono io. Sì io, Jules Maigret, commissario divisionario della polizia giudiziaria di Parigi ad essere il responsabile per questo ufficio - e così dicendo vergò il suo nome sul cartello con una tale forza che sembrava volesse inciderlo - Chiunque abbia qualcosa da dire, dovrà dirlo a me. E io continuerò a fumare la mia pipa in ufficio... anche dieci volte al giorno!
Maigret aveva spalancato la porta di comunicazione con la stanza degli ispettori e quella che dava sul corridoio, come volesse farsi sentire da tutti.
- Voglio vedere chi verrà qui ad impedirmi di fumare! Mi devono arrestare. Devono arrestare il commissario più alto in grado e più anziano di tutta la polizia di Parigi perché ha fumato la pipa! - la voce alta, il tono di sfida, Maigret sembrava non volersi fermare - La salute... la salute...? Io sto benissimo e non ventemi a raccontare balle!...
Poi attaccò il cartello dietro la porta, dando dei colpi, neanche volesse buttarla giù. Quindi il silenzio. Qualche ispettore mise il naso nella stanza, per vedere se fosse successo qualcosa, ma vide soltanto un Maigret sprofondato nella sua poltrona, che fumava come una ciminiera e con davanti una cortina di fumo che sembrava separarlo dal mondo.
Ma adesso? E no! Adesso la faccenda andava peggiorando. E di molto.
Il giornale anticipava che le norme di prossima approvazione riguardavano addirittura "gli spazi aperti", quindi stadi, spiagge, parchi. Il commissario non era certo un frequentatore di stadi e anche sulle spiaggia in realtà ci capitava molto  raramente.... ma i parchi? Beh, qualche volta sì, di tanto in tanto una passeggiata domenicale con M.me Maigret... nella bella stagione... 
Ma intanto si chiedeva cosa si intedesse per "spazi aperti". Anche la strada? E le banchine lungo la Senna? Nella sua casa a Meung-sur-Loire, quando andava a pescare sul fiume... anche quelli erano spazi aperti. O no?
Maigret era irritato da tutta quella corsa al "salutismo". Lui di sicuro avrebbe continuato a fumare, certo non si sarebbe assoggettato alle nuove norme. 
Era un sorta di sfida alle istituzione la sua, dove forse confluivano altri malcontenti che con il fumo non c'entravano affatto... In parte sì. Ma l'idea di non potersi cacciare la pipa in bocca e di accenderla,  o comunque di dover fare mente locale se si trovava in un luogo dove si poteva fimare o meno, lo incupiva. 
Si fermò a gurdare la strada... il traffico... le macchine.... Già nemmeno  in macchina si sarebbe potuto fumare, se c'era un bambino a bordo... Pensò all'utilitaria che avevano acquistato da poco e che guidava solo M.me Maigret... La coppia non aveva figli... o meglio l'unica figlia cha avevano avuto era morta prematuramente... Un velo di tristezza gli passò davanti e per un attimo si dimenticò di tutte quelle storie sul fumo.
I suoi passi l'avevano portato sul Lungosenna, fumava e camminava, ad un certo punto tra la folla intravide Lucas che con la pipa in bocca e un passo svelto gli veniva incontro. Probabilmente stava tornando a Quai des Orfévres.
Lo vide, sereno con gli occhi rivolti al cielo, che tirava grandi boccate dalla sua pipa. "Di sicuro non aveva letto il giornale" pensò Maigret.
- Salve, capo - disse Lucas quando fu a pochi passi dal commissario - ha un'aria nera... problemi?...
- No - mentì borbottando Maigret - sto solo facendo una piccola passeggiata dopo pranzo.
Lucas non ci credette. Lo conosceva troppo bene. Sapeva che quell'aria tra l'accigliato e l'assente non era buon segno. E se il capo era di umore nero, la prima regola era non rivolgergli la parola.
- Devo andare capo, Janvier mi aspetta, dobbiamo interrogare gli inquilini di quello stabile in rue Lepic... quello dell'omicidio....
- Ah, sì... il commerciante di tappeti...
- Allora la saluto... sono un po' in ritardo - E si avviò più in fretta possibile.
Maigret continuò per un po' a passeggiare, finchè non incrociò una giovane mamma che teneva per mano il figlioletto. Il bambino aveva in bocca una pipa giocattolo di plastica e sembrava darsi un contegno da adulto.
"Piccolo - disse tra sè e sè Maigret - chissà se il mondo più salutista e più igienista in cui vivrai sarà migliore o peggiore di questo?
Riaccese le pipa, fece dietrofront e si diresse a passi pesanti verso il suo ufficio.

1 commento:

  1. Murielle Wenger22 gennaio 2015 17:07

    Superbe texte, Maurizio... et complètement politiquement incorrect... et c'est d'autant mieux !
    Il me rappelle un texte que j'avais "commis" il y a quelques années, lors de l'affaire des affiches du film de Jacques Tati, où on lui avait supprimé la pipe. Ce texte peut être lu ici: http://jy.depoix.free.fr/humeur_avril09.htm.
    Maurizio, si tu trouves que c'est une bonne idée, je peux t'envoyer le texte original pour que tu le publies sur le blog...

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