mercoledì 21 giugno 2017

SIMENON SIMENON. MAIGRET E L'ESTATE

Il commissario non ama il caldo dell'estate

SIMENON SIMENON. MAIGRET ET L'ETE
Le commissaire n'aime pas la chaleur de l'été
SIMENON SIMENON. MAIGRET IN THE SUMMERTIME
The Inspector does not like the hot in the summer



No. Non riusciamo ad immaginarcelo…. in magliettina a maniche corte (eppure le famose Lacoste furono lanciate proprio in Francia nel 1933 e già allora erano di gran moda), che si gode la brezza marina, e magari si rinfresca con un bel bagno ristoratore, nel sud della Francia, in una delle tante località balneari della costa o in un‘isola come Porquerolles…
Proprio no. Vederlo a passeggio sul lungomare sottobraccio a M.me Maigret, con un bel paio di bermuda e delle pianelle da spiaggia, mentre si gusta un gelato…?
Diciamolo chiaramente.  Nel corso delle sue inchieste abbiamo visto Maigret in situazioni climatiche e in posizioni geografiche diverse, ma mai Simenon ce l’ha presentato come l’abbiamo raffigurato noi nelle righe qui sopra. Anzi a pensarci bene, neanche a noi è mai venuto in mente un “Maigret-balneare”.
Certo, in alcune indagini gli capita di trovarsi in località di vacanza marine quindi circondato da gente in costume, che cammina con gli zoccoli da mare che si tuffa in acqua…. ma…
Ma lui è sempre in tenuta cittadina. Anche il solo togliersi la giacca è un cambiamento un po’ sofferto, il massimo per lui è un cappello di panama e le maniche della camicia rimboccate… e la cravatta? Quella, magari un po’ allentata, continua a torturarlo anche alle temperature più alte.
Perché, uno dei fascini di questo personaggio, soprattutto per noi italiani abituati a climi miti, al sole, al caldo e a vivere spesso affacciati su migliaia e migliaia di coste di mare, è la dimensione continentale, l’ambiente cittadino o campagnolo, dove acqua vuol dire soprattutto canali e fiumi, soprattutto dove l’aria è spesso brumosa e la temperatura è frequentemente rigida.
Insomma chapeau melon, cappotto pesante con il collo di velluto, sciarpa (quella fatta da M.me Louise), insieme alla pipa e alla sua massiccia sagoma che entra ed esce da una nebbia fredda, è una cornice di quel quadro chiamato Maigret. Ed è una cornice che non si può cambiare, perché tutto il dipinto assumerebbe un aspetto diverso.
Il commissario Maigret è un uomo pensato per i climi freddi e, per come ci viene presentato, è molto più adatto a sopportare questi che non il caldo.
Certo, non che a Parigi d’estate il caldo sia trascurabile, ma quello che non si addice al personaggio simenoniano è il calore estivo nella dimensione “vacanza”.
Possiamo vedere un Maigret contadino, a Meung nella sua casetta di campagna, zoccoli da ortolano, camicetta a scacchi, cappello di paglia, con le mani sporche di terra.
E anche in quelle situazioni, Maigret cerca il fresco sotto il pergolato, come se la sua stazza, le sue abitudini alimentari e la sua propensione a bere fossero congeniali al freddo e non al caldo.
Ma un Maigret balneare no.
Quanto sono le inchieste in cui lo vediamo soffrire e sudare sotto un implacabile sole estivo? E non è certo un Maigret a suo agio. Quando invece è freddo, anche molto freddo, nella mente del commissario c’è almeno la stufa a carbone del suo ufficio che sarà caricata fino a farla diventare incandescente.

Insomma il caldo lasciamolo ad altri detective, come ad esempio Pepe Carvalho e la sua Spagna mediterranea, ma non togliamo a Maigret il piacere del suo bel freddo! (m.t.)

2 commenti:

  1. Murielle Wenger21 giugno 2017 10:19

    Vero... e non vero... Giusto... e non giusto...
    C'est vrai que Maigret n'aime pas la chaleur, qui l'empêche de bien travailler... C'est vrai aussi qu'il enquête rarement dans le sud ("Vous n'aimez pas la Méditerranée?" lui demande M. Pyke dans Mon ami Maigret, et le commissaire répond: "En principe, je n'aime pas les endroits où je perds le goût de travailler"), mais cela lui est arrivé quelques fois: voir surtout Liberty Bar et Mon ami Maigret. Mais une fois à la retraite, il aime bien aller passer des vacances au bord de la Méditerranée: voir la nouvelle L'improbable Monsieur Owen, et relire en particulier l'incipit.
    Maintenant, pour ce qui est de l'ambiance des enquêtes, c'est vrai que l'on a une image d'un Maigret promenant son pardessus dans les pluies automnales... Mais c'est un cliché, et en réalité, il a mené une bonne partie de ses enquêtes à d'autres saisons: voir ici: http://www.trussel.com/maig/meteof.htm.
    Il reste que ce que Maurizio écrit est intéressant, parce que cela montre comment chaque lecteur, suivant sa provenance se représente une image de Maigret. Et c'est probablement vrai que pour un lecteur italien, Maigret doit avoir une image d'homme du Nord... Comme pour la lectrice suisse que je suis, Maigret c'est une image nostalgique de la ville parisienne... Qu'en est-il alors d'un lecteur anglais, américain ou japonais ? Quelle est l'image qu'il peut avoir du commissaire ancré dans son terroir français ? Une étude à mener...

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  2. anche per me maigret è legato all inverno,alla pioggia,al freddo
    lo immagino sempre col cappotto co,l bavero rialzato,con la sciarpa percorrere glia mbienti esterni con il corpo incurvato per sfidare il vento
    e poi al quai mentre getta tizzoni nella stufa di ghisa..

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