giovedì 25 aprile 2019

SIMENON SIMENON. I TRE PERIODI SVIZZERI


L'età del romanziere, quella dei Dictées e la terza, quella delle ultime Memorie

SIMENON SIMENON. LES TROIS PERIODES SUISSES
La période du Simenon romancier, celle des Dictées, et la troisième période, celle des ultimes Mémoires
SIMENON SIMENON. THE THREE SWISS PERIODS
The period of the Simenon novelist, that of the “Dictées,” and the third period, that of the ultimate “Memoirs”

Di ritorno dai dieci anni di vita americana Georges Simenon, ormai scrittore famoso, e non solo in Europa, cerca una sistemazione  stabile… Stabile per modo di dire perché, conoscendo bene la sua irrequietezza, il domicialiarsi in un posto per un lungo periodo era cosa a lui poco congeniale
E d’altronde non aveva intenzione di tornare a vivere a Parigi. Ancora aveva l’amaro in bocca per la fuga cui l’avevano costretto dieci anni prima? Potrebbe essere, ma di sicuro dopo l’America, Simenon voleva aprire un nuovo capitolo della sua vita. La sua sensibilità all’atmosfera che lo circondava in Europa, molto più calda e vivace che negli Usa, gli dava quell’impulso che la lontananza dalla sue radici avev rischiato di affievolire. Nuovo capitolo, nuovo scenario. Ma anche una garanzia di tranquillità e sicurezza. Dopo qualche  periodo passato in Costa Azzurra e poi a Parigi, per sistemare i suoi affari, iniziò le sue scorribande automobilistiche sia in Francia che fuori alla ricecerca della nuova sistemazione. La sua ricerca si fermò quando nel mirino finì la Svizzera. Un paese neutrale, ordinato, pulito, con un cantone, quello di Vaud, che gli permetteva di esprimersi in francese.  Ma soprattutto con dei benefit fiscali, che in particolar modo, per chi come lui era portatore di un cospicuo patrimonio, non potevano che gratificarlo e rasserenarlo. E poi la Svizzera non gli dispiaceva affatto anche da un punto di vista paesaggistico, storico…. Insommma la scelta era fatta. E, contrariamente a tutte le sue altre sistemazioni. questa sarà quella che durerà di più. Siamo infatti a nel 1957 quando si sistema nel castello di Echandens a neanche dieci chilometri da Losanna. Poi nel ’64 il trasferimento alla grande casa tutta bianca di Epalinges (a cinque chilometri da Losanna), che aveva voluto progettare lui stesso, grande, comoda dotata di tutti i confort, e i ritrovati moderni, ma talmente brutta da meritare il soprannome di “bunker”  e poi, quando rimase solo (senza la moglie Denyse ormai intenta ad inseguire i suoi fantasmi e i suoi squilibri mentali da una clinica all’altra e senza  i figli, chi a Parigi, chi in America chi comunque fuori a studiare) lui e Teresa, la sua nuova compagna italiana, si trasferirono a Losanna. Prima in un piccolo appartamento di un grosso condominio e poi nel ’74 nella famosa casa rosa al 12 di rue de Figuiers, con un piccolo giardino e  un grande cedro del libano. Qui Simenon visse fine alla sua morte nel 1989. Totale degli anni in Svizzera: trentadue. E’ il record.
Ma questo periodo svizzero fu contraddistinto da numerosi avvenimenti, non del tutto piacevoli .
Da un punto di vista letterario possiamo classificare la prima come l'Età del Romanziere che continuò ad alternare la pubblicazione titoli di Maigret e di romans durs al solito  ritmo di quattro all’anno  fino al 1972,  quando  dette l’inattesa ed eclatante notizia che da allora non avrebbe più scritto. 
In realtà, il nome di Simenon era ancora molto ben spendibile sul mercato editoriale e un po’ la sua voglia di raccontarsi, ma anche di seguire il filo dei più vari ragionamenti, e un po’ l’interesse dell’editore a pubblicare libri che potessero essere firmati Georges Simenon, portò all’Età dei Dictées iniziata nel 1973 e terminata nel 1979: in sei anni ventuno titoli. Nessuna velleità narrativa, nessun pretesto letterario, ma una serie d’informazioni, sia pure insieme a elementi di scarso interesse, che risultano importanti per la comprensione di certe sfaccettature dell’uomo, di alcuni tratti dello scrittore e di determinati momenti della sua vita.
Ultima  è quella che abbiamo chiamato l'Età delle Ultime Memorie. Le memorie dopo il suicidio della figlia Marie-Jo, avvenuta nel ’78, sono quelle che deciderà di scrivere e che verranno editate nell’81. E’ Mémoires intimes, scritto di suo pugno, niente registrazioni, in un volume con oltre 1000 pagine stranamente lungo per i suoi standard. Fu il suo ultimo libro e volle che vi fosse editato insieme quello che chiamò Le Livre de Marie-Jo,una raccolta di scritti, poesie, testi di canzoni e varie della figlia suicida che sono di fatto delle altre memorie. Cosicché l’ultimo decennio della vita del romanziere é quello dei ricordi e delle testimonianze, come di chi sente che la propria fine s’avvicina e vuole metter ordine in quel che è stata la sua vita. (m.t.) 

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

Da notare come Simenon spesso nel suo ultimo periodo da romanziere alcune sue opere le firmava come scritte in "Noland",Svizzera (da nessun luogo)