mercoledì 10 aprile 2019

SIMENON SIMENON.UNO SCRITTORE PER TUTTE LE STAGIONI

Analisi e curiosità sulle date e i periodi di stesura dei romanzi 

SIMENON SIMENONUN ECRIVAIN POUR TOUTES LES SAISONS 
Analyse et curiosités sur les dates et les périodes d’élaboration des romans 
SIMENON SIMENON. A WRITER FOR ALL SEASONS 
Analysis and curiosity regarding the dates and writing periods for the novels 

Simenon era solito caratterizzare i suoi romanzi anche per lambientazione stagionale, in alcuni casi le sue opere sono impregnate del clima che vi si legge che sembra di viverlo realmente anche se magari lo si sta leggendo in un periodo opposto dell’anno.
Ma quando l’autore scriveva i suoi romanzi lo faceva nella stessa stagione in cui sono ambientati?
La risposta che possiamo dare è che in linea di massima egli ambientava solitamente i suoi romanzi nella stagione in cui scriveva o in una che era appena trascorsa, in modo che i sentori di quel clima erano ancora chiari nella sua mente e da poterli far rivivere con la sua penna;  abbiamo però notato alcuni casi di discordanza totale tra la stagione di scrittura e quella di ambientazione(“Novembre è stato redatto in giugno e l’agostano “Maigret et l’homme tout seul” venne scritto a febbraio); va notato come i periodi più prolifici siano quelli antecedenti e seguenti le vacanze estive mentre dicembre è il mese con meno opere terminate. 
Molto spesso le sue opere sono ambientate negli anni immediatamente precedenti a quando furono create, ci sono alcune eccezioni, rare, come “le Petit Saint” la cui narrazione prende il via molto tempo prima (per via del fatto che narra la biografia completa del protagonista principale). Quasi sempre si tratta di libri la cui trama si dipana in epoca contemporanea al periodo di scrittura; singolare è il caso di “LColère de Maigret”, ambientato negli stessi giorni (del giugno 1962) in cui venne scritto. Possiamo stabilire un “décalage” medio di due-tre anni dall’epoca di ambientazione a quella di stesura. 
In linea di massima i romanzi con protagonista il commissario Maigret venivano scritti in una settimana o poco più, qualche giorno in più (circa due/tre settimane) richiedevano i “romans durs”. 
Sappiamo che la lunghezza dei libri simenoniani, eccezion fatta per pochissimi, non supera le duecento pagine per cui si può calcolare che l’autore dattilografasse un capitolo al giorno. Va notato che nell’ultima parte della sua carriera (grossomodo gli ultimi quindici anni, dalla fine degli anni cinquanta in poi) l’autore alterna quasi sistematicamente Maigret e non Maigret pubblicandoli ad una media di un paio all’anno sia gli uni sia gli altri. Spesso Simenon ricorda nelle numerose interviste riguardanti il suo metodo di stesura come i Maigret richiedessero meno tempo e meno energie rispetto agli altri romanzi. 
Di certo vi è che il suo modo di raccontare la vita del mondo che lo circondava attraverso i suoi personaggi era talmente realistico che ancora oggi, quando sono passati circa novant’anni dalle sue prime opere patronimiche i temi e le situazioni sono sempre attuali, come lo dimostrano i successi di ogni sua opera quando viene ristampata. 

Andrea Franco

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