venerdì 8 luglio 2016

SIMENON SIMENON. COSA MANCAVA A MAIGRET PER INDAGARE... RISPETTO AD OGGI?

Dai cellulari alle più sofisticate tecniche di anatomopatologia forense, dal fax al computer, dalle telecamere ad internet... come erano diverse le sue inchieste?


SIMENON SIMENON. QUE MANQUAIT-IL À MAIGRET POUR ENQUÊTER… PAR RAPPORT À AUJOURD'HUI ? 
Des téléphones cellulaires aux techniques les plus sophistiquées des sciences forensiques, du fax à l'ordinateur, des caméras vidéo à internet… en quoi ses enquêtes étaient-elles différentes ?
SIMENON SIMENON. WHAT DID MAIGRET LACK FOR INVESTIGATING… COMPARED TO TODAY? From cell phones to the most sophisticated techniques of forensic science, from fax machines to computers, from video cameras to the Internet… how were his investigations different? 
Leggete un giallo contemporaneo. A meno che l'autore non sia un patito di slittamenti temporali e quindi la vicenda si svolga nel medio evo, piuttosto che ai tempi della Roma antica, o in quelli della prima guerra mondiale, troverete che ovviamente fa usare ai suoi protagonisti tutta quella tecnologia che ormai anche noi comuni cittadini utilizziamo quotidianamente oltre a quella più sofisticata ed avanzata appannaggio delle forze armate di quelle dell'ordine e, immancabilmente, dei servizi segreti.
Ci sono romanzi più realisti e quelli che spingono sull'acceleratore delle potenzialità tecnologiche, permettendo all'eroe di turno di sapere dalla sua squadra di scienziati, partendo da un pezzetto di copertone trovato sul luogo del crimine, di quale tipo si trattava, su quale vettura era montato, quali tipi di asfalto aveva attraversato e quindi da dove veniva l'auto e quindi l'assassino, e allora etc. etc. etc...
Abbiamo più  volte ragionato dell'attualità dei romanzi di Simenon, nonostante siano stati scritti cinquanta o quasi cent'anni fa'. L'appeal letterario di quello che scriveva allora è  tutt'ora valido e lo confermano le buone performance di vendita, dimostrate dalle altrettanto buone posizioni nelle classifiche dei libri più venduti.
Ma il gap tecnologico c'è. Può non fare sentire il suo peso, ma è presente.
Quando durante un appostamento, un ispettore, o anche lo stesso commissario Maigret, ha bisogno di fare una telefonata urgente, deve andare a cercare un bistrot, un ristorante o un locale qualsiasi dotato di telefono. E se nei paraggi non c'è nulla? Allora deve tentare con una portineria di un palazzo, dove ad esempio Maigret entra in quella intimità domestica, cosa che permette a Simenon di mostrarci il commissario che annusa gli odori della casa, dà una sbirciatina in cucina, soprattutto se c'è qalcosa in cottura... insomma tempi bibilici rispetto alla telefonata con un cellulare, l'inchiesta perde in velocità, ma la vicenda ci guadagna in attrattiva.
Certo in un sottotetto di Quai des Orfèvres c'è il dottor Moers, il capo della sezione scientifica che, con i suoi ragazzi, si dà da fare ad analizzare bottoni, fili di stoffa, tipi di carta, bossoli... Ma di fronte alle sezioni scientifiche dei gialli d'oggi sembra una figura a metà tra il trovarobe e  l'inventore stravagante.
E poi c'è il dottor Paul, il medico legale, che, pur efficiente, risulta una pallida copia degli anatomopatologi forensi dell'attuale letteratura.
Impronte digitali? Dna? Database digitalizzati? E ancora, telecamere, sensori di geolocalizzazione che da lontano seguono, invisibili, i sospettati?
Maigret e la sua squadra hanno gambe e piedi, per pedinare qualcuno. Ore, giorni interi, nottate, con ispettori che si danno il cambio e dove l'inseguito alla fine sa di essere seguito e non è raro che tra chi scappa e chi insegue finisca per instaurarsi un rapporto fatto di piccoli segni, espressioni appena accennate, gesti impercettibili.
Ma torniamo alla tecnologia. Sulla scena del crimine di un poliziesco attuale, se la scientifica non ha  terminato tutti i rilievi di ogni tipo, il campo è off-limits. Si potrebbe dire (anatomopatologia forense a parte) che le indagini iniziano rivolgendo l'attenzione alle cose, quelle stesse  cose che analizzate, sezionate, confrontate, scomposte potranno fornire indizi utili all'indagine.
Maigret invece inizia dalle persone. Sul luogo del delitto si guarda intorno, cerca di captare l'atmosfera, le relazioni interpersonali, s'impregna degli umori del posto e della gente, come se dovesse immedesimarsi in uno di loro e intuire la mentalità dominante, i valori e le motivazioni dei comportamenti. Poi ad un certo punto di questo processo arriva la scintilla che dà una direzione alle sue indagini. 
Nella narrativa gialla odierna il peso della tecnologia è preponderante, nelle inchieste del commissario Maigret é invece quasi marginale. Le prove sono importanti, ma se Maigret non capisce le motivazioni che hanno portato all'estremo gesto, non riesce a dare un senso e una direzione all'indagine.  
Affermava in un articolo del 2008 l'allora Direttore della Polizia Scientifica, Alberto Intini, "... Sarebbe un grave errore spostare verso l’esperto della polizia scientifica il ruolo di leader dell’indagine: in primo luogo perché non è il suo mestiere (ha un altro background professionale e ha un diverso approccio metodologico), inoltre perché non è in possesso degli elementi che via via compongono il quadro investigativo, infine perché il suo lavoro dà delle risposte, dettate dalla conoscenza scientifica, a domande poste dall’organo inquirente, ma non è in condizione di formulare ipotesi, né tanto meno giudizi sui comportamenti umani. Per esempio, può fornire certezze sulla presenza di un soggetto sulla scena del crimine, ma non ha gli elementi per arrivare a sostenere che è l’autore del delitto....".
L'articolo s'intitolava" Nostalgia di Maigret".(m.t.)

4 commenti:

  1. Murielle Wenger8 luglio 2016 09:49

    "- en tant que fonctionnaire de la police,je suis tenu de tirer les conclusions logiques des preuves matérielles... - Et en tant qu'homme ? - J'attends les preuves morales..." (in La tête d'un homme).
    Excellent texte, Maurizio !
    Et peut-être heureusement que Maigret ne possédait pas de téléphone cellulaire, parce que sinon, il n'aurait pas eu de bon prétexte pour pénétrer dans un bar pour téléphoner, et donc en profiter pour commander un calvados, une bière ou un verre de vin blanc...

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  2. viva le indagini di maigret senza tecnologia!

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  3. L'umanità è sempre la stessa, non cambia in cento anni e nemmeno in mille. Uomini e donne si muovono sul filo delle passioni, dei vizi, degli amori, delle morbosità, le prove possono essere simulate i sentimenti e il passato di una persona parlano chiaro. Eco perchè i riscontri tecnici aiutano ma non risolvono un caso.

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  4. Io sono abbastanza convinto che se Simenon vivesse in questo tempo e scrivesse ancora Maigret (soprattutto il primo Simenon quello Fayard) non disdegnerebbe di utilizzare anche le nuove tecnologie investigative. Troverebbe il modo di farle convivere con la storia che ci presenta, ma non le metterebbe mai in primo piano. Non dimentichiamo che, nel 1930, il dot. Paul e Moers, che a noi oggi sembrano degli alchimisti, erano il massimo della modernità e proprio Simenon, molto più di altri giallisti dell'epoca, ne introduce le figure nel racconto. Pensiamo a Monsieur Gallet décédé e alla minuziosa ricostruzione delle lettere bruciate nel camino.

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