domenica 4 settembre 2016

SIMENON SIMENON. LO SCRITTORE:"NON HO MAI IMMAGINATO DI ASSOMIGLIARE A MAIGRET"

L'opinione del romanziere sui punti di contatto tra lui e il commissario
SIMENON SIMENON. L'ECRIVAIN: "JE N'AI JAMAIS IMAGINE RESSEMBLER A MAIGRET"
L'opinion du romancier sur les points de contact entre lui et le commissaire
SIMENON SIMENON. THE WRITER: “I NEVER ENVISIONED THAT I RESEMBLED MAIGRET”
The novelist’s opinion about the connecting dots between him and the Chief Inspector




La questione è lunga e forse anche un po' datata. Ma riscuote sempre un certo interesse, almeno a stare alla quantità e a quello che dicevano commenti e riflessioni che ci avete inviato in vari modi in occasione del post su Camilleri e Montalbano. E lì, tra le altre cose si è rivelato un interesse specifico sull'argomento di quanto dell'autore si ritrovasse in un protagonista di un letteratura seriale.
Già, perché questo della serialità è una componente di un certo rilievo. Mentre ci possono essere delle tipologie di personaggi che, per esempio nei romans-durs di Simenon, in un certo senso, si ripetono e dove certo qualcosa dell'autore si traspone, il protagonista di un serial letterario  (soprattutto di uno come Maigret durato quarant'anni) ha uno status diverso e tra lui e il suo autore si instaurano dei rapporti del tutto particolari.
Ma allora perché in un intervista a Roger Stéphane, alla domanda: 
- Nei romanzi che voi scrivete, normalmente vi identificate con il protagonista?
- Si, nei romanzi non polizieschi - risponde Simenon - Nei Maigret non mi identifico con nessuno.
- Salvo che con Maigret stesso - aggiunge l'intervistatore.
- No. Questa è un leggenda, io non mi identifico con Maigret. Non ho mai immaginato di somigliare a Maigret.
Queste cose Simenon le affermava in un'intervista televisiva della RTF andata in onda nel 1963 ed erano già trent'anni che lo scrittore continuava la saga dei Maigret.
Stéphane cerca di scavare in questa direzione e insiste:
- Intendevo dire che vi mette nella pelle di...
-  Certo le sue reazioni sono le mie e io stesso le sento...Ma quando Maigret esprime un'idea  qualsiasi ... non è necessariamente la mia...
Insomma il nostro non si identifica con Maigret, ma quando scrive finisce per entrare nel personaggio solo ad uso letterario.
Insomma quanto Maigret c'è in Simenon e quanto Simenon c'è in Maigret?
Beh, non è facile dirlo, certo scorrendo la biografia del romanziere e le inchieste del commissario si colgono qua e la dei punti in comune. Ad esempio l'interesse per la medicina (Maigret ha fatto qualche anno d'università a medicina e il suo più caro amico è un medico) e anche un certo modo di procedere, per le investigazioni dell'uno e per la scrittura dell'altro, ricordano il percorso necessario a formulare una diagnosi. 
Poi c'è l'ormai conosciutissimo "comprendere e non giudicare" che fa parte del bagaglio culturale di Simenon, ma che ritroviamo nelle convinzioni del commissario.
Il fatto di provenire entrambe da una famiglia umile, cosa che condiziona fin da bambini la percezione che si ha degli altri e soprattutto delle classi più agiate, anche quando si arriva al proprio apice (fama e successo per Simenon e l'offerta, respinta, a Maigret di diventare vice Direttore della Polizia Giudiziaria). Ed anche in questo caso abbiamo diversi esempi nei romans-durs e nelle inchieste di Maigret.
Insomma non vogliano forzare la mano andando avanti ad elencare analogie più o meno profonde, né assolutamente vogliamo contraddire le affermazioni di Simenon, però...
Però invitiamo tutti a riflettere alle conseguenze di una convivenza con Maigret di quarant'anni, un tipo di presenza rispetto alla quale è difficile rimanere impermeabili per tutto quel tempo. In una direzione o nell'altra qualcosa deve essere passato. E crediamo che una simile convivenza tra autore e personaggio per tanto tempo e per un numero così alto di titoli, sia molto difficile da ritrovare in letteratura, almeno in quella poliziesca. (m.t.)

3 commenti:

  1. Murielle Wenger4 settembre 2016 10:24

    Concordo con tutto que hai scritto, Maurizio... Il est évident, quand on lit les romans de la saga, et en particulier quand on le fait dans leur ordre chronologique de rédaction, que plus le temps passe, plus Simenon se rapproche de son personnage (l'inverse est aussi vrai...), et Simenon en était conscient malgré tout, lui qui fait dire à son personnage dans Les mémoires de Maigret: "-Savez-vous qu'avec les années vous vous êtes mis à marcher, à fumer votre pipe, voire à parler comme votre Maigret ?"... Et on le remarque très bien dans les romans de la dernière partie de la saga: il ne faut pas oublier qu'au temps de la période des romans Fayard, c'est un jeune écrivain à peine trentenaire qui met en scène un commissaire de 45 ans, alors qu'à la fin, l'auteur a rejoint en âge son personnage, et il est forcément plus proche de lui dans sa manière de penser et de voir les choses... Et lorsque Simenon abordera dans certains romans des thèmes qui lui sont chers, telle la responsabilité des criminels et de l'homme en général, ou le thème des limites de la justice humaine (voir Les scrupules de Maigret, Maigret aux assises, Une confidence de Maigret, Maigret hésite, etc.), il est évident que les réflexions et les sentiments qu'il donne à son personnage sur ce sujet, sont ses propres réflexions et sentiments... Pas étonnant non plus que Maigret soit le seul personnage que Simenon évoque dans ses textes autobiographiques, en particulier ses Dictées, et qu'il l'évoque en termes affectueux, dans des phrases où il fait souvent le rapprochement entre lui-même et Maigret...

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  2. Penso che Simenon fa scendere,cala, permea Maigret di una conoscenza del femminile molto intensa e tutta sua. Le donne nonostante la integra fedeltà del nostro commissario sono un universo da esplorare,e qualche volta Maigret vi inclina con pericolosa intimità. Quando poi affronta il problema dell'alcolismo femminile (la signora Calais e la moglie del notaio) descrive il deragliamento la perdita dei riferimenti, l'affondaree senza rete nella dimenticanza di se, con un dolore sommesso e una altrettanta pietosa comprensione.Qui più che mai si puo ipotizzare che Simenon diventi Maigret.

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    1. Murielle Wenger4 settembre 2016 19:01

      Totalmente d'accordo con te Gabriella ! Il tema di Maigret e le donne e uno dei più importante et rilevante della saga maigretiana, et non è dubbio que Simenon conosce bene il mondo delle donne, benche il suo rapporto con le donne non è il stesso che quello di Maigret. Ma tutti i due provano a comprendere le donne. Scusami per gli errori di lingua, mà l'italiano non è la mia lingua madre...

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