mercoledì 21 settembre 2016

SIMENON-SIMENON. UN EROE INVALIDO E... SFORTUNATO

Parliamo di due racconti tra i meno conosciuti dell'autore 

SIMENON-SIMENON. UN HEROS INVALIDE ET MALCHANCEUX 
Parlons de deux nouvelles parmi les moins connues de l'auteur 
SIMENON-SIMENON. A HANDICAPPED AND... UNLUCKY HERO  
Let’s talk about two of the author’s least known short stories 

Simenon lasciò l'Europa nel 1945; nel post di oggi lo ritroviamo sette anni dopo ancora negli Stati Uniti e precisamente nella sua villa di Lakeville, in Connecticut, la residenza americana, denominata Shadow Rock Farm, che abiterà per più tempo (ben cinque anni) tra i suoi numerosi trasferimenti. Ha appena terminato di scrivere La morte de Belle, uno dei suoi romanzi migliori. Dunque all'inizio di quel 1952 Simenon informa il suo editore, Sven Nielsen, che stava per realizzare una serie che sarebbe stata adattata in versione televisiva dalla CBS, produzione di genere poliziesco sullo stile di Maigret, ma con personaggi nuovi. Aveva appena finito di scrivere il racconto La chanteuse de Pigalle, i tempi però erano stretti (gli americani avevano fretta) quindi venne organizzata in una sala conferenza la lettura del testo francese effettuata a voce alta anche in inglese da Denyse, la sua seconda moglie. 
Qualche tempo dopo Simenon scrisse che un secondo racconto era già pronto (L'Invalide à la tête de bois). Colui che avrebbe dovuto dare il titolo alla miniserie è Justin Duclos, un ex poliziotto del Quai des Orfévres rimasto invalido in seguito ad un colpo di pistola. La vera protagonista era pero la ragazza che lui aveva accolto in casa e cresciuto come una figlia: Lili. Serviva un terzo racconto per far partire la realizzazione di un libro, ma non arriverà mai. Il progetto quindi non vedrà la luce e Duclos non diventerà una figura di spicco tra gli investigatori su carta. 
I racconti sono dettagliatamente inseriti nella topografia di Parigi, confermando il fatto che il Simenon statunitense amava nostalgicamente ricordare nelle sue opere la capitale francese 

E' presente il giovane ispettore Lapointe, che appare abitualmente nelle inchieste di Maigret, che, precisamente dal 1949 (L'amie de M.me Maigret), fa parte della sua "equipe". Nel secondo racconto si fanno riferimenti alla Brasserie Dauphine. 
Soltanto postumi, nel 1990,  i due racconti saranno pubblicati, dopo che nel 1976 i testi dattilografati erano stati donati dall'autore al Fondo Simenon di Liegi. 

Andrea Franco

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

La terza novella che si vede nell'immagine,"Le gros lot",è un racconto brevissimo che ricalca la trama di Maigret e l homme du banc,(con cui condivide il periodo e il luogo di redazione,il Connecticut)un uomo cioè inizia ad assumere una doppia vita dopo aver vinto la lotteria.E' scritta nello stesso periodo dei due racconti di cui parlo nel post.