martedì 27 febbraio 2018

SIMENON SIMENON. DUE NOVITA' IN LIBRERIA UN ROMANZO DI SIMENON E UN SAGGIO SU MAIGRET DI SCIASCIA

Un romanzo già uscito per i tipi della Mondadori e un saggio di Leonardo Sciascia sul "metodo Maigret"

SIMENON SIMENON. DEUX NOUVEAUTES EN LIBRAIRIE: UN ROMAN DE SIMENON ET UN ESSAI SUR MAIGRET PAR SCIASCIA
Un roman déjà sorti par la Mondadori et un essai de Leonardo Sciascia sur la "méthode Maigret"
SIMENON SIMENON. TWO NOVELTIES IN BOOKSTORES: A SIMENON NOVEL AND AN ESSAY ON MAIGRET BY SCIASCIA
A novel already out from the Mondadori team and an essay by Leonardo Sciascia on the “Maigret method.”

Fine febbraio ricco per gli appassionati di Simenon e di Maigret grazie a due novità che ci vengono proposte da Adelphi. Prima infatti è uscito "Il fondo della bottiglia" un romanzo che non si pubblicava da anni in Italia (prima traduzione Mondadori nel 1960) "Il fondo della bottiglia" che ci viene proposto dall'Adelphi (collana Biblioteca 680), seguito da un saggio di Leonardo Sciascia dal titolo emblematico "Il metodo Maigret e altri scritti su giallo", (Piccola Biblioteca 715).

Il fondo della bottiglia


Il romanzo è uno di quelli detti "americani", perché scritto nel 1949 durante il soggiorno statunitense dello scrittore nel nuovo continente e anche perché si svolge a Nogales in un tipico ambiente made in Usa, una terra di nessuno tra ranch isolati, mandrie di cavalli, lande di confine tra gli Stati Uniti e il Messico. La vicenda ricalca uno dei temi cari a Simenon: quello dell'accettazione del singolo dalla buona società, nel caso specifico di un avvocato, che è riuscito a comprarsi un ranch e ad ottenere il suo posto nella comunità dei notabili. Ma il destino dei protagonisti simenoniani è sempre incombente e si traduce in questo caso nel riapparire dal passato di una storiaccia legata al fratello minore che scontava in prigione una condanna per aver ucciso un poliziotto. La vicenda deflagra quando il detenuto evade e il protagonista è lacerato dal dubbio se aiutare quello che, pur senza troppi legami, é comunque suo fratello e la propria rispettabilità nella comunità che con tanta fatica si è conquistato. Fino ad un certo punto non succede nulla, dal momento che quando il fratello fa la sua comparsa sulla scena nessuno sa chi è quello straniero. Ma ben presto la situazione diviene di dominio pubblico e Il protagonista deve scegliere se aiutare il familiare e fargli passare la frontiera oppure conservare la stima e la rispettabilità sociale. A complicare il tutto c'è il rapporto dei due fratelli, il maggiore stimabile cittadino, ligio alle leggi, con un'onorata professione, il più piccolo sempre scapestrato, sempre un po' borderline, un po' delinquente, ma comunque più simpatico del fratello, fino all'inciampo grave con l'omicidio di un rappresentante delle forze dell'ordine.
La vicenda precipita con scontri tra i fratelli, caccia all'uomo e una finale resa dei conti.
Un tipico romanzo simenoniano dove ritroviamo alcune caratteristiche del proprio rapporto con il fratello Christian, morto qualche anno prima nella Legione Straniera, dove Georges l'aveva fatto arruolare per farlo sfuggire alla giustizia belga che lo inseguiva, alla fine della seconda guerra mondiale, per aver preso parte, insieme ai nazisti, ad alcuni stragi di famiglie ebree e comuniste.

Il metodo Maigret e altri scritti su giallo.

"Il metodo di Maigret per giungere alla soluzione di un mistero poliziesco praticamente si ripete in tutti i romanzi di Simenon: è la tecnica narrativa di Simenon, il suo modo di ordinare la realtà, di darle un senso,di collegare le cause agli effetti, di far scaturire dal mistero la verità. Maigret vede, vede perché ama. Non c'è personaggio nella letteratura contemporanea che ami la vita e gli uomini quanto Maigret." Queste sono le parole del grande scrittore/saggista Leonardo Sciascia che dedicò uno dei suoi studi al personaggio simenioniano. Un libro proposto già da Mondadori negli anni '60 e che bene ha fatto Adelohi a riproporlo. Sciascia riteneva Maigret assai originale rispetto agli altri investigatori letterari perché 
"...è un personaggio e non un tipo. Un personaggio che ha avuto un'infanzia, che ha dei ricordi, che si è sposato, che ha il cruccio di non aver figli, che ha fatto carriera, che va in pensione. Dal 1930, anno in cui Maigret compare nel romanzo "Pietro il lettone", ad oggi, l'abbiamo visto diventare sempre più vivo, più umano, più reale...".
Non solo, ma Sciascia coglie anche l'avvicinamento progressivo tra l'autore e il personaggio e ce lo racconta con parole quanto mai appropriate: "... un Maigret che è Simenon e un Simenon che è Maigret. E si identificano a tal punto, personaggio e autore, che del metodo di indagine di Maigret si può dire la stessa cosa che per il modo di scrivere di Simenon. Maigret, scrive René Lalou, «non procede né per deduzioni né per colpi di scena: il suo metodo consiste nel suscitare lentamente atmosfere impregnate di torbido, di sentimenti confusi: sino a che, nata da questa fisica comunione, un'intuizione gli rivela la verità». E così procede Simenon, anche nei romanzi in cui non c'è Maigret e che di poliziesco hanno soltanto la tecnica: quella tecnica che non permette al lettore di lasciare il libro a metà, di non chiuderlo se non dopo aver letto l'ultima riga...".

Insomma un saggio che si presenta interessante non solo per chi vuole addentrarsi nei meandri della letteratura poliziesca, ma anche un gustoso saggio su Maigret e sulla letteratura di Simenon, scritto da par suo. (m.t.) 

2 commenti:

Andrea Franco ha detto...

Due uscite interessanti,ci volevano dopo un po' di mesi di assenza

Andrea Franco ha detto...

http://www.simenon-simenon.com/2013/02/simenon-la-vista-lunga-di-sciascia.html