venerdì 9 febbraio 2018

SIMENON SIMENON. GEORGES E CHRISTIAN, DUE FRATELLI DUE DESTINI

Il più piccolo, cocco a mamma, finirà male, il grande, snobbato dalla madre, diventerà ricco e famoso...

SIMENON SIMENON. GEORGES ET CHRISTIAN, DEUX FRERES, DEUX DESTINS
Le plus petit, "chouchou" de sa maman, finira mal; le grand, dédaigné par sa mère, deviendra riche et célèbre...
SIMENON SIMENON. GEORGES AND CHRISTIAN, TWO BROTHERS, TWO DESTINIES
The smallest one, Mommy’s favorite, will end up badly; the big one, snubbed by his Mother, will become rich and famous…


Il 10 ottobre del 1947 il caporale Christian Renaud in forza alle truppe della Legione Straniera di stanza nel Golfo del Tonkino, viene ucciso durante un'operazione militare. 
Era in realtà Christian François Maurice Joseph Simenon, il fratello più piccolo di Georges.
In quell'occasione la loro madre ebbe occasione di rimproverare al figlio scrittore che era colpa sua se il suo adorato Christian era morto. Colpa sua perché era lui che lo aveva fatto entrare nella Legione Straniera.
Ma per capirci qualcosa occorre tornare indietro di qualche anno. Alla fine della seconda guerra mondiale quando i nazisti, in fuga da tutti gli stati che avevano occupato, si lasciavano dietro una scia di sangue dovuta alle ultime esecuzioni in massa, a veri e propri omicidi senza senso, alle vendette e all'uccisione delle famiglie ebree e di quelle che si sapeva ospitavano esponenti della resistenza. E, in ogni stato, un minoritario numero di collaborazionisti formava delle squadre della morte che davano man forte ai nazisti nel perpetrare quegli eccidi. E in Belgio, Christian Simenon era a capo di una di queste squadre che seminavano morte e terrore.
Finita la guerra, spariti i tedeschi, i tribunali del popolo e i partiti che avevano preso il potere dettero a loro volta la caccia a questi assassini stragisti. E tra questi ricercati c'era Christian. La loro fine era la morte, impiccati o fucilati. La madre Henriette fin da quando erano piccoli non aveva mai nascosto la sua predilezione per il secondogenito, a scapito del rapporto con il piccolo Georges che lei riteneva meno intelligente e meno bello del fratello più piccolo. Nonostante i loro cattivi rapporti da sempre, in quell'occasione Henriette telefonò al fratello grande, secondo lei anche colpevole di essere diventato ricco e famoso (cosa che, secondo lei, avrebbe meritato Christian) e gli chiese, visto che era così ricco e conosceva tanta gente importante, di salvare il fratello da una sicura esecuzione.
Questo mise in imbarazzo Simenon che già aveva i suoi guai, visto che era lui stesso considerato un collaborazionista, per aver venduto i diritti dei suoi romanzi ad una casa cinematografica franco-tedesca, la Continental, che si era rivelata di proprietà di Goebbels.
Comunque visto il legame di sangue e convinto che non fosse colpevole di azioni così efferate, Georges si diede comunque da fare e riuscì a farlo entrare in quella Legione Francese che era notoriamente ricettacolo di sbandati, assassini, evasi mandati a combattere guerre nei quattro angoli del mondo, garantendo in qualche modo una sorta di salvacondotto a quei ceffi che altrimenti sarebbero marciti in prigione o morti davanti ad un plotone di esecuzione.
E questa era stata la fine di Christian che prima aveva lavorato nell'amministrazione coloniale in Congo Belga, dove aveva vissuto con la moglie e il figlio. Lì Georges l'aveva incontrato nel suo viaggio in Africa nell'estate del '32, ma nelle testimonianze scritte del romanziere rimane una figura sfocata, che appare solo di sfuggita nei suoi ricordi.
Certo la madre aveva messo del suo nel creare un rapporto certo non "fraterno" tra i due arrivando ad affermare che solo Christian era il suo vero figlio. Ma per Georges il fratello rimaneva pur sempre uno di famiglia che in qualche moda andava difeso. Ma si ha l'impressione che lo facesse più per un dovere che per un vero e proprio amore fraterno, tanto che scrisse "per Christian lei - la madre Henriette - aveva tutte le attenzioni". E per il piccolo Simenon, che non si spiegava quell'atteggiamento, deve essere stata una ferita la cui cicatrice si portò sulla pelle per tutta la vita. (m.t.)

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

Tra pochi giorni presso adelphi uscirà la nuova edizione italiana de l libro"il fondo della bottiglia",ispirato al rapporto di simenon col fratello christian