mercoledì 7 febbraio 2018

SIMENON SIMENON. LO SCRITTORE AL CINEMA/ 3

Si parla dei film girati negli anni cinquanta 

SIMENON SIMENON. L'ECRIVAIN AU CINEMA/ 3 
propos des films tournés dans les années cinquante 
SIMENON SIMENON. THE WRITER AT THE MOVIES/ 3 
We talk about some films made in the 50s 


Siamo al 1952, anno in cui Henri Vermeuil gira Le fruit défendu (tratto da Lettre à mon juge); si tratta della pellicola derivante da opera di Simenon che incassò più di ogni altra nelle sale francesi, ha il merito di presentare un Fernandel, noto attore comico (in Italia conosciuto soprattutto per la serie Don Camillo), in un convincente ruolo drammatico. Nello stesso anno esce l'adattamento di uno dei romanzi pilastri della carriera dell'autore: ma La neige était sale di Luis Saslavsky è una delusione, il film è avaro di suspense ed emozioni e non ripete il successo dell'opera teatrale; il solo Daniel Gélin nel ruolo di Frank si salva dal grigiore generale. 
Seguono poi film che non lasciano traccia, quelli ricavati da L'homme qui regardait passer les trains e da Sept petit croix dans un carnet. Di ben altro spessore è lo statunitense The bottom of the bottle, in cui vi sono scene spettacolari tipicamente hollywoodiane come quelle del Santa Cruz in piena, ha il torto però di non sviluppare bene il rapporti tra i fratelli Ashbridge, perno centrale della vicenda narrata dall'autore. La regia fu di Henry Hathaway.
Nel 1956 esce il controverso Le sang à la tête (tratto da Le fils Cardinaud) in cui Jean Gabin dà ancora una volta il meglio di sé; i commenti della critica furono positivi ma Simenon dichiarò di non riconoscere nella pellicola la sua opera. L'anno seguente escono Passager clandestin, girato in una Tahiti da mozzafiato (imperdibili i paesaggi polinesiani tante volte citati nelle opere simenoniane) mentre l'adattamento americano di Les frères Rico ricorda i film in voga sui gangster all'epoca ma non è di spessore tale da rimanere negli annali cinematografici. Nel 1958 si registra invece la produzione più importante del decennio con l'esordio di Jean Gabin nel ruolo del commissario con la pipa: esce Maigret tend un piège per la regia di Jean Delannoy; ma ancora più degno di attenzione è En cas de malheur con lo stesso Gabin e la giovanissima conturbante Brigitte Bardot. Il film venne accusato addirittura di immoralità per il dipanarsi della trama (fedele al libro ma forse poco adatta all'epoca); nel '59 il decennio si chiude con un nuovo adattamento di Jean Delannoy: Le baron de l'écluse, tratto da una novella di Simenon. 

Andrea Franco

2 commenti:

gas75 ha detto...

Curioso che Simenon abbia unito a distanza sia Fernandel che Gino Cervi...

Andrea Franco ha detto...

Le fruit défendu con fernandel lo si può vedere qui:
https://www.youtube.com/watch?v=xlXd988jRZI