venerdì 17 agosto 2018

SIMENON SIMENON. AFRICA ANNI 1930: COLONIZZAZIONE E SFRUTTAMENTO

L’opinione del romanziere sul periodo colonialista e sulla condizione dei popoli sottomessi

SIMENON SIMENON. AFRIQUE ANS 1930: COLONISATION ET EXPLOITATION
L'opinion du romancier sur la période coloniale et sur la condition des peuples soumis
SIMENON SIMENON. AFRICA YEARS 1930: COLONIZATION AND EXPLOITATION
The novelist’s opinion on the colonial period and conditions for the people subjected



Noi qui e gli altri altrove. In un modo o nell’altro è un concetto della cultura che, dall’800 ad oggi, le nazioni europee più ricche e più dotate di storia e tradizioni hanno sempre espresso nei confronti dei popolazioni africane, asiatiche, indiane e più generalmente “altre”. Dapprima con l’occupazione coloniale di mezzo mondo. Poi con un’influenza economica, più o meno coatta, in seguito addirittura con le stragi razziali ed infine con la difficoltà dei numerosi stati dell’Ue ad accettare l’immigrazione di questi anni, esibendosi alcune volte in un gioco al rimpallo per l’accoglienza di questi profughi davvero poco decoroso. 

E alla base di tutto ciò si trova un malinteso senso di proprietà da parte di chi è nato nelle zone più fortunate e ricche del mondo. Come se nascere a Londra, Parigi o Roma fosse un diritto e non un caso accidentale con un 50% di possibilità di nascere invece in Tanzania, Zambia o in Congo. 
Questa premessa un po’ lunga ci è servita per tratteggiare il problema della supremazia di certe razze nei confronti di altre. 
Direte, ma questo cosa c’entra con Simenon? 
Non tutti si ricordano che nel maggio del 1932 lo scrittore con sua moglie Tigy intraprese un lungo viaggio in Africa. E riuscì a constatare di persona cosa volesse dire esattamente colonialismo, quali fossero gli standard dei valori e delle gerarchie tra dominatori e dominati. E’ evidente da quello che scrisse sui reportage nei quotidiani al suo ritorno e dai romanzi che ebbero origine da quella esperienza. Ecco qualche stralcio: “…Che ricordo conserveranno di noi (i neri)? Ci saranno grati delle reti ferroviarie che sono costate a loro un uomo per traversina, delle banche che li pagavano in voucher ben sapendo che di questi voucher ne avrebbero fatto ben poco? […] Ci considereranno benefattori dell’Africa perché avremmo fatto conoscere a loro un alcol più forte e più caro del vino di palma o perché abbiamo seminato un po’ ovunque dei piccoli esseri dalla pelle color caffellatte?...”…Insomma la sentenza che viene da Simenon è inappellabile e chiarissima: 
“… L’Africa prima o poi ci risponderà merda! E farà bene…”. 
Questo sul versante giornalistico. E su quello letterario? 
Ci viene in soccorso un saggio di Jacques Lecarme, pubblicato sul numero di novembre 1989 di una rivista letteraria, Textyle, intitolato proprio Les Romans colonials de Georges Simenon
Elencando le sue riflessioni possiamo elencare:… Coup de lune  (1933) che costituisce una brutale requisitoria contro la colonizzazione del Gabon e del Congo belga, e poi Le blanc à lunettes (1937), che si svolge nella zone orientale del Congo belga e che rientra nei cosiddetti romanzi africani. 
Ma lo stesso tema appare anche in L'aîné des Ferchaux (1947) che si svolge tra la Normadia e Panama, che però si basa su avvenimenti realmente accaduti in Africa. E ancora Quartier nègre (1935), Long cours (1936), Touriste de bananes (1938), Le passager clandestin (1947). 
Insomma come si vede la penna di Simenon non si ferma davanti alla denuncia della colonizzazione e di come questa fosse fonte di incultura e di stupidità. 
Alla luce di tutto questo sembrerebbe facile immaginare come il romanziere si sarebbe espresso sul fenomeno dell’odierna immigrazione che va assumendo contorni sempre più vasti... Ovviamente non possiamo esprimere opinioni su fatti contemporanei e per di più per conto di persone che oltretutto ci hanno lasciato ormai da quasi trent’anni. Però i suoi scritti sono ancora lì, bianco su nero ed ognuno può farsi una sua opinione… (m.t.)

3 commenti:

Andrea Franco ha detto...

La famosa frase su ciò che ci dice l africa per bocca di simenon apparve nel sesto ed ultimo degli articoli scritti per il periodico voilà il 12 novembre 1932.oggi il reportage l heure du nègre è disponibile nella raccolta mes apprentissages che venne curata per omnibus da francis lacassin

Andrea Franco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Franco ha detto...

famosa anche perchè è l epilogo lapidario del reportage