mercoledì 29 agosto 2018

SIMENON SIMENON. QUANDO L’AUTORE TORNA SUL LUOGO DEI DELITTI

Parliamo delle tre versioni della stessa opera con un sarto e un cappellaio protagonisti 

SIMENON SIMENON. QUAND L’AUTEUR RETOURNE SUR LES LIEUX DES CRIMES 
Parlons des trois versions de lmême oeuvre avec un tailleur et un chapelier comme protagonistes 
SIMENON SIMENON. WHEN THE AUTHOR RETURNS TO CRIME SCENES  
We talk about three versions of the same work involving a tailor and a hatter

Non sappiamo con certezza quale opera abbia richiesto a Simenon il maggior impegno e lo abbia fatto lavorare più delle altre per essere messa a punto (anche se potrebbe essere l’autobiografica “Pedigree”) ma di certo ve ne è una sulla quale è tornato per diverse volte ed ha visto tra le sue edizioni passare alcuni anni. 

Si, poiché vi è un racconto che fu elaborato a più riprese e conobbe due diverse versioni editoriali fino a diventare, in seguito, un romanzo. Stiamo parlando di Le petit tailleur et le chapelier, scritto nel 1947 e pubblicato nel 1950 nella raccolta di novelle “Maigret et les petits cochons sans queue”. L’altra versione del racconto è Bénis soient les humbles, del 1948 e pubblicato l’anno successivo (in Italia con il titolo "Beati i mansueti, questa novella comparve in appendice al Giallo Mondadori "Il Sapore Della Vendetta" di Misenheimer nel n°1356 del 26 gennaio 1975). La versione definitiva fu il romanzo Les fantômes du chapelier, in Italia pubblicato da Mondadori nel 1956 e da Adelphi nel 1997, quest’ultima edizione contenente le tre versioni. 
Se la struttura narrativa è molto simile e i personaggi e l ‘ambientazione (la piovosissima città atlantica de La Rochelle) sono addirittura uguali cambia la trama nel suo svolgimento. 
Sempre uguale la storia con il cappellaio Labbè che dopo aver ucciso la moglie semina il terrore tra le donne anziane della città e il sarto Kachoudas, suo dirimpettaio, che lo spia attraverso le finestre di fronte a lui; naturalmente nessuno conosce l’identità dell’assassino (che sfida la polizia tramite lettere indirizzate ai giornali) tranne il piccolo sarto armeno che vive nell’incapacità di denunciare il suo vicino, cosa che lo porterà ad ammalarsi gravemente; per il resto tra le prime versioni delle novelle tre capitoli sono gli stessi mentre varia totalmente l’ultimo con un finale che vede la situazione completamente capovolta da una versione all’altra: il piccolo sarto che trionfa nella seconda versione, al contrario del triste epilogo delle altre due opere. 
Nella terza versione invece viene notevolmente amplificata la tratteggiatura del personaggio di Labbè, il cappellaio, che diviene il protagonista assoluto della storia. 

Dal romanzo va ricordato che venne tratta una notevole versione cinematografica realizzata da Claude Chabrol e interpretata magistralmente da Michel Serrault e Charles Aznavour, visionabile brevemente al seguente link:


Andrea Franco 

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