mercoledì 22 agosto 2018

SIMENON SIMENON. SIMENON E L'ALCOL /2

Bere in America: scontro con la Comunità 

SIMENON SIMENON. SIMENON ET L'ALCOOL /2 
Boire en Amérique: la confrontation à la Communauté 
SIMENON SIMENON. SIMENON AND ALCOHOL /2 
Drinking in America: showdown with the Community 


Un'autentica svolta, nel rapporto dei personaggi simenoniani con l'alcol, pare avvenire con il trasferimento negli StatesLo scenario delle lunghe file di uomini soli, appollaiati sugli alti sgabelli di fronte al bancone dei bar, impegnati a ingurgitare in maniera meccanica un numero incalcolabile di birre, Manhattan e whisky, con aria cupa, con l'unica tacita complicità del barista, impressionò fortemente il Simenon americano, al punto da risultare uno dei leitmotiv di questa fase della sua produzione. In "Maigret a New York". In "Maigret va dal coroner". O ancora in "Tre camere a Manhattan", romanzo dai palesi risvolti autobiografici che ci fa comprendere come l'incontro con Denyse Ouimet non fu probabilmente estraneo a questo mutamento di prospettiva, alla scoperta degli effetti potenzialmente devastanti dell'alcol. 
Ma c'é anche un'altra immagine esemplare di questo aspetto, di questo volto oscuro della società americana, quello dellmulticolori insegne al neon dei bar distribuiti, quale unica forma di vita, ai lati delle smisurate highways percorse da milioni di automobili. Un'immagine che troviamo accennata ne "La morte di Belle", romanzo in cui pure l'alcol ha una qualche importanza, e che diviene l'ambientazione di "Luci nella notte". 
Beve compulsivamente, e di nascosto, Steve Hogan. Beve per protesta contro una moglie troppo sicura di sé, beve per compensare il proprio senso di inferiorità e le proprie frustrazioni, beve per sentirsi forte e libero da intralci, beve perché è la sua grande occasione per sentirsi vivo, per sentirsi uomo. Beve, anche se non è un alcolista, per le stesse motivazioni che all'alcolismo conducono. Ma di tutto ciò si renderà conto quando sarà troppo tardi, e la vergogna che sempre ha provato al risveglio dalle sbornie, la vergogna nei confronti di se stesso e della moglie, diverrà vergogna anche nei confronti della Comunità. E quelle case dipinte di bianco, che ne "La morte di Belle" erano il simbolo concreto del dovere di conformarsi alle regole asfittiche su cui la Comunità si fonda, divengono, nel loro ordine e pulizia, luogo di riconciliazione e conforto. 
Si capovolge il punto di vista nei confronti della Comunità rispetto quello de "La morte di Belle". La Comunità, almeno provvisoriamente, non è più il luogo delle regole ferree e tacite che stritolano l'individuo. Lo stesso individuo che ha cercato di ribellarsi, di uscire da quei binari pretracciati che paiono impedirgli di condurre una vita autentica, scopre un senso di sicurezza e di tranquillità nel riconoscere la presenza di un mondo ordinato e di una società solida, capace di tutelare anche chi, come lui, ha sbagliato, capace di difenderlo da se stesso, dai suoi impulsi autodistruttivi, dalle sue debolezze, e da chi delle debolezze altrui cinicamente, spregevolmente approfitta. Una Comunità capace di offrirgli un'altra chance. A lui, ma non a chi se ne è posto definitivamente al di fuori. 
È raro trovare in Simenon un atteggiamento così reciso nei confronti di un colpevole, addirittura giungendo, si direbbe, a vedere con favore l'applicazione della pena di morte, della sedia elettrica, atteggiamento tanto più sorprendente per chi conosce le remore di Maigret nei confronti della ghigliottina. È confortante per altro verso scoprire come anche la capacità simenoniana di comprendere si arresti di fronte al crimine più infame. 
Cambia comunque, radicalmente, l'atteggiamento di Simenon nei confronti dell'alcol dopo aver conosciuto gli Stati Uniti, dopo aver conosciuto D. Cambia nei suoi romanzi, e forse non solo. D'altronde, come ci assicura, a differenza di altri biografi, Pierre Assouline, Simenon, pur forte bevitore, non ebbe problemi di alcolismo. Ed il divieto dei pettegolezzi, soprattutto in tali argomenti, è norma quantomai opportuna. 

Luca Bavassano 

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