mercoledì 16 gennaio 2019

SIMENON SIMENON. UN CASO DI OMICIDIO... COLPEVOLE UN SIMENON....?

Un caso di cronaca di diciassette anni fa,' che forse non tutti conoscono. Protagonista un... o meglio una Simenon...

SIMENON SIMENON. UN CAS D'HOMICIDE…. LE COUPABLE, UN SIMENON...?
Une affaire qui a défrayé la chronique il y a dix-sept ans, que peut-être tous ne connaissent pas. Protagoniste, un… ou plutôt une Simenon… 
SIMENON SIMENON. A CASE OF HOMICIDE… THE GUILTY ONE, A SIMENON…?
A matter in the news 17 years ago that perhaps not everybody knows about. A protagonist… or rather a Simenon

Bruxelles. Una maledetta storia di omicidio. Diciotto colpi di martello inferti da un'esile donna al compagno, precedentemente stordito con del Valium. 
Un medico compiacente (forse un vecchio amante della donna?) che firma un certificato di morte per infarto forse senza nemmeno guardare il cadavere. Quindi nessuna inchiesta, nemmeno uno straccio d'indagine. Il corpo va alle pompe funebri, con tanto di certificato di morte naturale e di autorizzazione alla cremazione. 
E' quasi fatta. Una volta ridotto ad un mucchietto di ceneri, nessuno potrà più dimostrare niente. Ma... ma c'è un colpo di scena. Il funzionario delle pompe funebri é, guarda caso, un ex-poliziotto e si accorge che, per quanto mascherate, c'erano sul cadavere del signor Temperman segni di contusioni violente. Così decide di avvertire la polizia e da lì scatta l'indagine. Gli investigatori non ci mettono molto ad appurare la dinamica dei fatti, a raccogliere le prove necessarie, ad incriminare la donna e a spedirla in carcere in attesa del processo con la prospettiva dell'ergastolo.
La trama che avete appena letto non è quella di un romanzo di Simenon. E il commissario Maigret, una volta tanto, non ha proprio nulla a che vedere con l'inchiesta sull'omicidio.
La vicenda è un fatto vero. La fragile donna è medico remautologo di un ospedale di Bruxelles, all'epoca dei fatti aveva 42 anni. 
Il suo nome è Geneviève Simenon.
Già, si tratta infatti della nipote del fratello del romanziere, Christian Simenon, la quale il 27 giugno 2000 uccise Georges Temperman di 54 anni. 
Geneviève aveva divorziato da un precedente uomo da cui aveva avuto tre figli, perché  aveva rincontrato Georges, sua vecchia fiamma, con il quale era andata a convivere e dal quale aveva avuto un'altro figlio. Ma in seguito la convivenza era diventata, come si dice, un'inferno. L'atteggiamento violento di Georges sui bambini, gli insulti e le accuse di nazismo a Geneviève (sembra a causa del nonno Christian, dirigente rexista e agli ordini dei nazisti)... Insomma le cose erano degenerate a tal punto che la donna non trovò altro  che eliminare l'uomo per difendere i figli e sé stessa.
Durante il processo non fu solo la pericolosità e le violenze del compagno, un disoccupato soggetto ad attacchi di ira, a spiegare il gesto della donna, ma Geneviève tirò in ballo anche le condizioni della propria infanzia. Infatti durante il dibattimento documenta il quotidiano OBS "....La prima giornata del processo è stata consacrata all'evocazione della vita dell'accusata. La sua infanzia, che essa stessa definisce triste, è stata vissuta in seno al movimento rexista belga e della Gioventù Hitleriana...   A tal proposito l'accusata ha affermato che Georges Simenon era stato anche lui un collaborazionista durante la guerra. Di fronte ai dubbi del presidente della corte che ha sottolineato che lo scrittore al tempo dei fatti era in Francia, Geneviève Simenon ha affermato di avere dei documenti che confermavamo le proprie dichiarazioni..."
A parte che nessuno le chiese di esibire questi documentici sembra esista qualche incongruenza. Geneviève Simenon all'epoca ha 42 anni nel 2000, cioè è nata nel 1958, vale a dire tredici anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e della tragedia nazista. Come poteva essere stata vittima della terribile atmosfera del rexismo e del nazismo? 
Comunque sia, stiamo ai fatti. Il 27 maggio 2002, dopo più di due ore e mezzo di riunione, la Corte d'Assise di Bruxelles e la giuria si sono pronunciati sulla pena da infliggere all'accusata. Nella mattinata i giurati avevano riconosciuto la donna colpevole per la morte del compagno, ammettendo però le attenuanti dovute alle continue provocazioni e alle violenze subite.
Alle 16.45 Geneviève Simenon viene condannata a cinque anni di prigione, con la grazia per la detenzione preventiva subita per due anni, in quanto incensurata. Perciò la sera stessa è potuta uscire dalla prigione femminile di Berkendael.
Una sentenza molto mite in cui qualcuno ha voluto ravvedere una sorta di "aggiustamento del destino" di maigrettiana memoria... (m.t.)

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