venerdì 3 maggio 2019

SIMENON SIMENON. DIBATTITI CALDI: MAIGRET E' DI SINISTRA E SHERLOCK HOLMES DI DESTRA?... O VICEVERSA?

Tra gli articoli, i dibattiti che quest'anno simenoniano/maigretttiano provoca, si ritira fuori anche l'interrogativo del sociologo francese  Boltanski 

SIMENON SIMENON. CHAUDS DÉBATS: MAIGRET EST-IL DE GAUCHE ET SHERLOCK HOLMES DE DROITE ?... OU VICE-VERSA ?
Parmi les articles, les débats que cette année simenonienne/maigretienne provoque, on a ressorti la question du sociologue français Boltanski
SIMENON SIMENON. HOT DEBATES: IS MAIGRET LEFT AND SHERLOCK HOLMES RIGHT?... OR VICE-VERSA?
Among the articles and debates this Simenonian-Maigretian year provokes, the question of French sociologist Boltanski stood out.






Da qualche giorno, registriamo numerosi articoli e  dibattiti di questo anno-anniversario, che ricordano per la verità più Maigret, che compie 90 anni dalla sua nascita letteraria, che di Simenon di cui invece ricorre il 30° dalla morte. Ma così va il mondo. Noi ci occupiamo del romanziere e del commissario tutti i giorni (e non è solo un modo di dire), gli altri media, inevitabilmente, lo fanno per lo più, solo in occasione di anniversari e non sempre con interventi a proposito. Ma questo è un altro discorso, che per altro ci porterebbe lontano, soprattutto dal tema che vogliamo trattare oggi.
Prendiamo uno dei tanti media, Lettera 43, in cui qualche giorno fa' è apparso una articolo, a firma Maurizio Stefanini, dal titolo "Il commissario Maigret era di destra o di sinistra"? Sommario: "Nel 2019 si celebra il novantennale del primo romanzo di Simenon. E si ripropone il vecchio confronto con l'elitario e razionale Sherlock Holmes. Ma le apparenze ingannano".
L'articolista per dar corpo al titolo, tra l'altro, ritira fuori una teoria che un sociologo francese, Luc Boltansky, ha esposto in un suo libro, "Enigmes et complots: un enquête à propos d'un enquête", pubblicato nel 2012, in cui dedica un paio di capitoli al rapporto che lui individua tra due investigatori, Holmes e Maigret, e l'architettura politica delle società in cui rispettivamente si muovono. In questo corposo studio vengono tirati in ballo personaggi come Claude Lévi-Strauss,il filosofo Brian Keeley, Kafka, Karl Popper, solo per segnalare qualche nome. E' ovvio che nello spazio di questo post non potremo dare un approfondito conto di questa complessa teoria. Quindi, a beneficio dei nostri lettori, ci limiteremo a riassumere per sommi capi alcuni punti salienti di questa teoria. 
Le indagini di Maigret e Holmes si svolgono nell'ambito di due differenti contesti politici, sostiene Boltansky, Sherlock Holmes usa la ratio, e fa un uso puramente strumentale della ragione, difendendo la realtà liberale del suo ordine legale, morale e sociale incarnato dal potere aristocratico di quel tempo. 
Invece l'ambito politico descritto da Simenon, è caratterizzato dall'opposizione tra società e amministrazione, dove, per lui, la prima è un insieme di ambiti socio-professionali governati da regole autonome e la seconda uno strumento per dominare/governare la prima. L'amministrazione - secondo Boltansky - essendo neutrale e depositaria della competenza, incarna la continuità e il potere dello stato-nazione (in contrapposizione all'ambiente politico, a suo dire, corrotto). Il commissario Maigret quindi lavora lealmente per l'amministrazione dominante, ma al contempo è come uomo normale che riesce a penetrare nelle cerchie sociali e a capire i suoi simili. Secondo Boltansky, la società messa in scena da Simenon non celebra una norma di diritto liberale, come invece fa Conan Doyle, e trasmette quindi un disegno di stato che lui vede simile a quello di Vichy, in cui si uniscono l'antisemitismo, l'anti-parlamentarismo o l'onnipresenza dell'amministrazione.
Da una parte Sherlock Holmes sarebbe quindi il garante di un ordine sociale diviso tra "padroni e servi" (sia pur nella culla delle democrazie occidentali sin dagli inizi del XVIII secolo), e le sue funzioni sono ben precise: evitare la rovina e lo scandalo delle famiglie che contano e supplire ai difetti di una polizia, a volte limitata (nei poteri e nella capacità). Mentre Holmes può permettersi di entrare nelle alcove più private e di non rispettare i vincoli cui invece è sottoposta la polizia, pur di arrivare alla soluzione degli enigmi.
Nel caso delle indagini di Maigret, si passa attraverso un fenomeno che Boltanski chiama "duplicazione": la vita dell'uomo Maigret e la funzione del poliziotto Maigret. Il primo infatti si serve dell'empatia, dell'istinto che gli consente di scivolare nella realtà umana, in quella società che lo Stato intende controllare. Il poliziotto invece si cela dietro un volto implacabile e ligio alle procedure. E quindi, secondo Boltanski, Maigret uomo è un esempio di neutralità, radicamento e/o ancoraggio in un tessuto sociale, cosa che gli consente di percepire e comprendere le tensioni e svolgere l'inchiesta.
Ciò detto, sperando che il nostro tentativo di sintesi non abbia compromesso la comprensione dei punti nodali della teoria di Boltansky, rimane in piedi la domanda: chi è di destra e chi di sinistra?
E' bene dire che molti lo ritengono un quesito destinato ad annaspare in un mare magnum di motivazioni spesso indecifrabili e di innumerevoli contraddizioni Ma, come asserisce l'autore dell'articolo succitato, "...in occasione di questo anniversario [...] immancabilmente sarà riproposto lo stereotipo di Maigret “detective di sinistra”, in contrapposizione a Sherlock Holmes “detective di destra...”.
Partiamo quindi da questo punto. E soprattutto dalla difficoltà che oggi, in generale, si avverte quando si deve assegnare un contenuto a queste due terminologie: destra e sinistra (tenendo conto che alcuni sostengono che, vivendo noi in un'era post-ideologica, i due termini sarebbero ormai svuotati di ogni significato).
Sherlock Holmes, e dietro di lui Conan Doyle, sarebbe di destra perché al servizio di un stato dove l'investigatore nel suo indagare ha il solo compito di difendere le istituzioni monarchiche, per quanto liberali e madri della democrazia. L'investigatore di Simenon è certamente un funzionario che si muove nell'ambito di regole precise di un corpo di polizia, il quale risponde ad un ministro dell'interno e quindi ad un governo e al suo capo. Ma si tratta pur sempre di un'istituzione pubblica che, come tale, dovrebbe essere al servizio di tutti e quindi questo collocherebbe il commissario a sinistra. Qui nonostante ci sia lo Stato e la pubblica amministrazione, Maigret si prende delle libertà un po' "sovversive" e, quando si rende conto che le cose non vanno come dovrebbero, cerca "di aggiustare i destini". E' un comportamento di sinistra? O meglio il suo autore, vuole farlo comportare come uno di sinistra? E lui stesso  dove si collocava?
A proposito di quello che pensava Simenon, vorremmo tra l'altro ricordare che nel 1969, in un'intervista di Lacassin, che gli domandava: 
"Se aveste avuto diciott'anni nel maggio del '68 cosa avreste fatto?".
Simenon rispondeva: 
"Bene, se avessi diciotto anni oggi, sarei di sinistra".
E ancora Lacassin:
"Vale a dire dalla parte di Geismat, Cohn Bendit?"
E lo scrittore di rimando: 
"Si, più a sinistra dei comunisti, perché a mio avviso i comunisti di certi paesi occidentali, tra cui la Francia e l'Italia, sono dei comunisti imborghesiti, direi addirittura dei comunisti-capitalisti...".
Credo che con questa dichiarazione potremmo considerare questo post chiuso. 
Aperto invece, rimane il quesito posto sulla collocazione politica dei due investigatori e, personalmente, abbiamo qualche dubbio che potrà mai essere definitivamente chiuso. (m.t.)

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