venerdì 10 maggio 2019

SIMENON SIMENON. MAIGRET SENZA ANSIE E SENZA TORMENTI?

Ma il commissario è davvero così calmo e tranquillo? Così pacioso e sereno?

SIMENON SIMENON. UN MAIGRET SANS ANXIETES ET SANS TOURMENTS ?
Le commissaire était-il réellement aussi calme et tranquille ? Aussi placide et serein?
SIMENON SIMENON. A MAIGRET WITHOUT ANXIETIES AND TOURMENTS?
Was the Chief Inspector really that calm and peaceful? That placid and serene?



Quando il bel tempo delle prime giornate di primavera ispirava, Maigret magari decideva di andare al Quai des Orfèvres a piedi. Però spesso indossava ancora il suo pesante cappotto. Strada facendo, riempiva la pipa di tabacco gris, l'accendeva e, a passi lenti e pesanti, arrivava sul lungo-Senna. Camminando, fumava con boccate lunghe e distanziate. In quei momenti era di buon umore e magari guardava di sottecchi e con curiosità la gente che gli sembrava camminare sorridendo... forse era l'arrivo della buona stagione... 
Un commissario così contento delle piccole cose, così tranquillo e soddisfatto, Simenon ce lo descrive spesso. Altre volte è seduto a casa di sera nella sua poltrona. Sempre con la pipa in bocca, in attesa di cenare, beandosi degli odori che escono dalla cucina, mentre madame Maigret si dà da fare ai fornelli.
In altre occasioni, d'inverno ad esempio, lo troviamo nel suo ufficio, dopo che ha caricato la stufa a carbone fino a farla diventare incandescente, a godersi il tepore, seduto alla sua scrivania, guardando fuori dalla finestra, tra una pipata e l'altra, la pioggia fitta fitta che inizia pian piano a diradarsi e a trasformasi in nevischio.
Insomma Simenon ha voluto dar vita ad un personaggio sostanzialmente tranquillo e, tutto sommato, pacioso. Ma... ma c'è un risvolto caratterizzato dai contorni burberi e taciturni, che comprende anche le sfuriate memorabili che esplodono a volte con un sospettato durante un interrogatorio. Oppure le arrabbiature che il commissario si prende durante i colloqui con il giudice Comeliau, dopo le quali si chiude nel suo ufficio, dove neppure i suoi più fidi ispettori si sognano di entrare. O anche quando, durante le indagini, qualcuno cerca di prenderlo in giro, allora sì che va su tutte le furie.
Inoltre attenti a non etichettare Jules Maigret come qualcuno senza ansie e tormenti, come diciamo nel titolo. La sua esteriore impermeabilità alle vicende e alle persone, non deve trarre in inganno. A volte scopriamo nel commissario un sentimento di preoccupazione quasi paterna quando in un 'indagine s'imbatte in una ragazzina infelice e indifesa. Altre volte è invece è proprio il suo convincimento e la sua pervicacia a voler "comprendere e non giudicare" il colpevole a tormentarlo. Si dibatte tra la pedissequa osservanza della legge, che a volte a suo modo di vedere non coincide con la giustizia, e il suo potere di sistemare le cose in modo tale da "aggiustare i destini". Ma anche questa non è una scelta che Maigret fa certo a cuor leggero.
Altra situazione in cui il commissario tira fuori le unghie è quando si trova al cospetto di qualcuno che, per censo o per titoli nobiliari, si ritiene al di sopra delle legge e lo tratta con indifferenza. Lì Maigret sembra diventare ancor più massiccio e imponente, si trincera spesso dietro un atteggiamento insondabile ed uno sguardo impenetrabile. E' una sorta di monolite che sembra voler schiacciare il suo odiato interlocutore. 
Tutto sommato le sfumature del carattere di Maigret sono molte e questo concorre a rendere il personaggio, molto caratterizzato, ma mai monotono. 
Infine, anche se Simenon non lo fa mai vivere al lettore, non dobbiamo dimenticare che Jules e Louise hanno avuto una bambina morta a pochi giorni dal parto. Le ansie di due giovani genitori in attesa di un figlio e il dolore per averlo perso, anche se non sono mai raccontate, fanno parte dei personaggi e, come M.me Louise, anche Maigret si porta dietro questo fardello che ha il suo peso emotivo. (m.t.)   

Nessun commento: