lunedì 11 aprile 2016

SIMENON SIMENON. MAIGRET: UN COMMISSARIO INIMITABILE

A chi altro poliziotto o investigatore potrebbe somigliare il commissario Maigret? Proviamo a scoprirlo.

SIMENON SIMENON. MAIGRET: UN COMMISSAIRE INIMITABLE
A quel autre policier ou détective le commissaire Maigret pourrait-il ressembler ? Essayons de le découvrir.

SIMENON SIMENON. MAIGRET: AN INIMITABBLE CHIEF INSPECTOR
What other policeman or detective could Chief Inspector Maigret resemble? Let’s try to discover.

Che il commissario Maigret sia un personaggio a dir poco unico, dotato di una spiccata personalità e di qualità umane e professionali ben precise, è un fatto innegabile. Viene comunque da chiedersi a quale investigatore o poliziotto, nel vasto panorama della letteratura gialla mondiale, egli possa somigliare.
Un accostamento si potrebbe fare con la creatura di Rex Stout: il mastodontico Nero Wolfe che, come Maigret, ama immensamente la buona cucina. Ma al contrario del corpulento investigatore americano – sempre chiuso, quasi trincerato nella sua casa in arenaria della trentacinquesima strada ovest di New York –, il nostro commissario, in fatto di cibo, è meno esigente e sofisticato: preferisce, piuttosto, la cucina semplice e tradizionale, quella dai sapori forti e, possibilmente, di origine contadina.
Ma oltre alla passione per il cibo, non pare ci siano particolari somiglianze tra Maigret e Wolfe, anzi, diverso è il metodo investigativo, diverso il dinamismo che è alquanto carente, se non assente del tutto, nell’apatico Nero.
Quanto a corporatura, Maigret richiama alla mente quella di un altro famoso investigatore, nato dalla penna di Aghata Christie: Hercule Poirot. Sennonché con questi, belga d’origine (proprio come Simenon), non ha in comune né metodi né, soprattutto, gusti: tanto raffinati ed eccentrici quelli di Poirot, quanto semplici e concreti quelli di Maigret.
Raffinato ed eccentrico è anche Sherlock Holmes – creato da Arthur Conan Doyle –, che talora, per la sempre brillante risoluzione dei vari casi, viene accostato al commissario Jules Maigret. Ma quest’ultimo, alla precisa, meticolosa indagine scientifica e allo specifico metodo sperimentale e all’induzione, che contrassegnano, in ogni suo passo, l’investigatore di Baker Street, preferisce l’istinto, il semplice fiuto, il contatto umano sul campo o nell’ambiente in cui è stato commesso il crimine.
Maigret è dotato di grande e viscerale passione per quello che fa: una passione la quale, nel corso di una indagine, lo porta a trepidare, a rammaricarsi, a infiammarsi, a inalberarsi, diventando spesso severo con tutti, perfino con se stesso e i suoi più diretti collaboratori. Ma quest’ultimi ben ne conoscono i metodi investigativi molto efficienti, incisivi, come pure il carattere forte e in fondo bonario, e sia per gli uni che per l’altro lo stimano e ammirano immensamente.

Paolo Secondini

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