venerdì 3 giugno 2016

SIMENON SIMENON. ANCHE GEORGES AL "RENDEZ VOUS DES MARINIERS"...

Un bel libro sulla presenza degli scrittori nelle bettole frequentate dai marinai
SIMENON SIMENON. GEORGES  TOO IS AT THE "RENDEZ VOUS DES MARINIERS" ...

A nice book about the presence of the writers in the taverns frequented by sailors
SIMENON SIMENON. GEORGES  AUSSI AU "RENDEZ VOUS DES MARINIERS" ...
Un beau livre sur la présence des écrivains dans les tavernes fréquentées par les marins

E' uscito quest'anno in Francia uno dei libri di Frédéric Vitoux, scrittore e saggista, edito da Fayard il cui titolo è appunto "Au rendez-vous des mariniers", libro che prende il titolo dal nome di un café- restaurant al Quai d'Anjou, aperto ai primi del secolo scorso e chiuso dopo circa cinquant'anni. In questo mezzo secolo, oltre che per i marinai, come recitava eloquentemente il suo nome, è stato il punto di riferimento di numerosi artisti e intellettuali. Nomi non da poco come Dos Passos, Ernest Hemingway, Ford Madox amico di Joseph Conrad, Celine, François Mauriac, Drieu de La Rochelle, e non ultimo anche il nostro Georges Simenon. Anzi proprio a lui Vitoux dedica una parte considerevole del libro, quasi un libro nel libro, è stato detto. 
In qualche romanzo Dos Passos, ad esempio ne  The Best Times: An Informal Memoir, del 1946, cita questo café-restaurant, mentre negli scritti di Simenon Vitoux non ne trova traccia, se non che nel suo giorvagare per i canali con il suo Ostrogoth si fermò più d'una volta al Quai d'Anjou, proprio sotto le finstre di "Au rendez-vous des mariniers".
Poi negli anni cinquanta, con il declino del trasporto con le chiatte sui canali, ma anche con il sorgere di nuovi locali che catalizzavano gli intellettuali, quella che per tanti anni era stata un'istituzione, andò perdendo d'importanza fino alla definitiva chiusura.
E' uno dei simboli di una certa Parigi, che fanno da quinta a tanti romanzi di Simenon e a tanti Miagret e che nel dopo-guerra sono andati gradatamnte sparendo, fino al caso de Les Halles.
Insomma, trecento pagine dedicate ad uno dei luoghi che gli appassionati simenoniani amano e spesso hanno conosciuto proprio grazie alla penna del romanziere.
E poi l'editore è, guarda caso, quel Fayard che pubblicò i primi Maigret all'inizio degli anni '30.  Come non averlo nella propria libreria? (m.t.)
Per acquistarlo on-line alla FNAC cliccate qui

1 commento:

Gabriella Belisario ha detto...

Conosciamo questi luoghi di marineria di acqua dolce davvero solo grazie a Simenon. I canali sono insieme belli e tristi e in alcuni punti desolati finchè non si arriva alle chiuse. C'è come un sentore e una nostalgia del mare e la ricerca di una dignità fluviale e marinara insieme e gli empori e le bettole sono comunque straordinari forse perchè rivissuti e già descritti dalla penna di Simenon