domenica 5 giugno 2016

SIMENON SIMENON. GEORGES E DENYSE, DEPRESSIONE E ALCOLISMO

Dalle  stelle di New York ai drammi di Losanna

 SIMENON SIMENON. GEORGES AND DENYSE, DEPRESSION AND ALCOHOLISM
From the stars of New York to Lausanne dramas

SIMENON SIMENON. GEORGES ET DENYSE, ALCOOLISME ET DÉPRESSION
Des étoiles de New York aux drames de Lausanne



Iperattività, igiene maniacale, alcolismo. Tre manifestazioni che s'intrecciano e si confondono nello stato di precario equilibrio psichico e di depressione in cui Denyse, alla fine degli anni '50 si dibatte disperatamente.
Perché Denyse si trova in questa situazione che, ovviamente non può non avere conseguenze sul rapporto con Georges?
I sintomi? Voler essere alcentro dell'attenzione, soprattutto nelle situazioni pubbliche.  Ma l'asticella è fissata troppo in alto e le delusioni sono frequenti. 
Già da quando i Simenon erano tornati in Europa, il suo ruolo d'interprete e di relazione esterne, indispensabile in un paese nuovo per il romanziere come l'America, viene a mancare. Nonstante tutto Denyse continua a dirigere con ostinazione, e talvolta  in modo non equilibrato, il cosidetto "bureau Simenon". In questo ufficio nel '56 lavoravano sei persone, poi la volontà di centralizzare  sotto la sua influenza più lavoro possibile, l'organico andò aumentando anno dopo anno fino ad arrivare a ben unidici dipendenti nel 1962. Un bisogno di affermare la propia personalità e la necessità del proprio ruolo, al di là delle effetive esigenze lavorative.
Ad esempio al Festival del Cinematografo di Cannes  nel 1960, dove suo marito è presidente della giuria, nonostante le sue toilette costose e un guardaroba firmato e  sofisticato, nessuno le rivolge attenzione. Prima di lei ci sono le star del cinema di tutto il mondo e prima di lei c'è anche il marito, famoso scrittore e "Le president" di quella edizione. Nessun flash, nessun microfono e nessuna intervista per la "sconosciuta"  Denyse Ouimet. 
Anche il suo rapporto  con i domestici è sempre più teso. Pretende, comanda e ordina alle ore più impensate del giorno e della notte.
Il marito che in un primo momento aveva avuto un atteggiamento che potremo sintetizzare in "comprendere piuttosto che giudicare", inzia poi gradualmente ad essere logorato dagli atteggiamenti della moglie. E a questo occorre aggiungere l'acolismo che probabilmente per lei costituiva una reazione alle frustrazione costituite da una perdita di importanza, dal non essere più centrale nella "azienda Simenon" e sempre più spesso nemmeno in famigia. Insomma una donna che non trovava il suo equilibrio e il suo posto, anche se il ruolo di moglie di uno scrittore ormai molto famoso e  quello di madre di tre figli avrebbe dovuto riempirle quel vuoto che invece, evidentemente, non si riempiva mai.
Nel giugno 1962 si arriva alla prima tappa del progressivo allontamenento tra Denyse e Georges.
Il primo soggiorno di cura alla clinica di Rives de Prangins con l'obiettivo di disintossicarla dall'alcool, di riequilibrarla e di combattere la sua depressione.
Qualcuno ha detto che essere la moglie di uno personaggio come Simenon, non era facile e addirittura molto logorante, ma non bisogna dimenticare che il rapporto con Denyse, meglio e di più che prima con Tigy e poi con Teresa, era nato da un'innamoramento del tutto inconsueto per Simenon e l'intesa intellettuale e ancor più sessuale tra i due era stata al massimo livello.
Quando nel corso degli anni il loro rapportò andò peggiorando non si può dare la colpa alle solite motivazioni che intervengono dopo dieci/quindici  anni di matrimonio. 
E'molto significativa una frase che Simenon fà pronunciare al protagonista di  "Lettre à mon Juge": "... Volevo guarirla. Guarirla da sé stessa...Guarirla dal bisogno, che risale alla sua giovinezza, di essere altro da quello che era. Guarirla dal bisogno di brillare, che le aveva valso dai suoi fratelli il soprannome di La Diva. Bisogno di brillare che io vedevo a poco a poco trasformarsi in bisogno di dominare...".
Putroppo il periodo in casa di cura di giungo '62 sè solo il primo di una serie  finché, nel l'aprile del '64, ci sarà un'altro ricovero che sarà l'addio a Simenon e ai suoi figli e comunuque la sua uscita definitiva da casa Simenon. 
Un caso non facile da comprendere. Una storia d'amore nata in modo travolgente e terminata in modo drammatico. Una donna che passa la fatidica linea... come non accorgersi che qui la vita  e la narrativa di Simenon diventano una cosa sola? (m.t.)

2 commenti:

Gabriella Belisario ha detto...

Bellisima finestra dulla vita dello scrittore che amiamo. Non mi sono documentata ( equindi non so bene gli anni di scrittura) ma, a naso,alcune donne dei Maigret ne anticipano il ritratto. Penso alla signora Calas (un uomo senza testa) alla grossa Jaja (liberty bar), alla signora Sabin Levesque ovvero Trikka del signor Charles. Donne che nella bottiglia che ormai non si occupano nemmeno più di nascondere non riescono a trovare conforto e scivolano nel delitto.

Andrea Franco ha detto...


Liberty Bar è del 1932
Maigret et le corps sans tête c'est du 1955
maigret et monsieur charles 1972