domenica 19 giugno 2016

SIMENON SIMENON. QUANTE CORREZIONI NELLA PROSA DEL ROMANZIERE?

Simenon e gli errori di testo, qualche volta anche di congruenza. Il suo rapporto con le correzioni
 
SIMENON SIMENON. COMBIEN DE CORRECTIONS DANS LA PROSE DU ROMANCIER?
Simenon, les erreurs typographiques et les fautes de congruence. Son rapport avec les corrections
SIMENON SIMENON. HOW MANY CORRECTIONS IN THE NOVELIST'S PROSE?  
Simenon, typographic errors, mistakes in consistency, and his reaction to the corrections.
La velocità di scrittura  di Simenon è una delle caratteristiche che vengono citate quando, tratteggiando il suo profilo, si va un po' al di là dei semplici cenni biografici e bibliografici.
Tratto presente ancora nella sua carriera quando, passato il periodo della letteratura popolare e dei primi Maigret, lo scrittore aveva iniziato la produzione dei suoi "romans-durs".
Questo fatto di scrivere così in fretta  faceva storcere un po' il naso agli accademici, che non concepivano che in una settimana/dieci giorni si potesse completare un romanzo di dieci/dodici capitoli... "questo certo non può non influire sulla qualità" sostenevano. 
Questa critica ci mise un po' a perdere consistenza e, man mano che la letteratura simenoniana si andava affermando non solo in Francia e faceva cambiare opinione ai critici, quell'appunto si affievolì fino a scomparire.
Ma oggi vogliamo chiederci qual era il rapporto di Simenon con gli errori di scrittura che fanno quasi tutti quelli che scrivono molto, errori di battitura, doppie, lettere mancanti, singolari accoppiati a plurali, parole assenti.... alla luce anche della sua inconsueta rapidità di scrittura.  Insomma quegli errori che ci rimproveravano a scuola dicendoci "... l'hai fatto perché non l'hai riletto, se l'avessi riletto con attenzione, te ne saresti accorto...".
Ma insomma quali sono gli errori che faceva Simenon ?
"... per me la peggiore punizione, il lavoro più sporco che mi tocca fare in questa stanza... è la revisione dei miei romanzi... - affermava Simenon in un 'intervista del '67 con Roger Stephan - è un lavoro spaventoso.... guardare ancora in un dizionario se in una parola ci vogliono due "t" o due "m"...".  
Insomma le correzioni non piacevano tanto neanche a lui. E in una lettera al suo editore Sven Nielsen, riferendosi a Doringe, la editor che revisionava i suoi testi, così si esprimeva "... (lei) si meraviglia che alla mia età io non faccia differenza tra un accento circonflesso, uno grave ed uno acuto... Me ne vuole per non aver ancora imparato le parole che richiedono due "n" o due "r", senza pensare che se io lo sapessi, avrei fatto senz'altro il correttore, invece di provare a scrivere dei romanzi...".
Ma non è solo questione di errori di stampa o ortografici, Simenon rivendica anche una sua libertà dalle regole grammaticali e sintattiche, libertà che costituisce il suo stile e la forza della sua scrittura.
La destinataria di questa lettera è sempre la "povera" Doringe stavolta nel marzo del '60.
"...lei può nella prima lettura correggere decisamente gli errori di battitura, d'ortografia, doppie, ma a condizione che non cambi nulla e soprattutto non aggiunga o tolga le virgole, perché, correzioni o no, nel senso grammaticale o nell'uso comune, io sono maniaco su questo punto.... e quando riceve le bozze, non si meravigli se non ho tenuto conto di tutte le sue osservazioni. Io ci tengo a che lei me le faccia. Ma non sempre sono d'accordo con lei. Capita spesso che lei abbia ragione dal punto di vista della grammatica. In certi casi però me ne frego di questa, come delle ripetizioni, di certi accostamenti poco eufonici di sillabe, etc... In questo André Gide è completamente del mio avviso. Poco importa se i puristi inorridiscono..."
E sulle virgole Simenon davvero non transigeva. Per lui erano quelle che davano il ritmo al testo, i punti basilari attorno cui si svolgeva la scrittura. Erano come le pause durante una conversazione, che potevano dare un senso molto diverso all'affermazione generale. 
Ma poi c'erano le correzioni di stile, o gli aggiustamenti di congruenza nella trama, ma questo è un'altro discorso e lo affronteremo presto in un altro post. (m.t.)  

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

in alcuni romanzi vi sono anche errori di congruenza,il primo che mi viene in mente è un pasticcio sulle date riferite al mese di gennaio in "chez les flamands"