martedì 2 agosto 2016

SIMENON SIMENON. L’INTERESSE PER LA PSICOLOGIA E LA PSICOANALISI

Lo scrittore leggeva Freud, aveva un’ammirazione per Jung… e anche Maigret  è un po’ psicologo

SIMENON SIMENON. L’INTÉRÊT DANS LA PSYCHOLOGIE ET LA PSYCHANALYSE

L'écrivain lisait Freud, il avait une admiration pour Jung ... et Maigret est un peu psychologue
SIMENON SIMENON. INTEREST IN PSYCHOLOGY AND PSYCHOANALYSIS
The writer read Freud, he admired Jung ... and Maigret is a bit psychological
"Lo spessore psicologico dei suoi romanzi". Questa è una tra le frasi più pronunciate e più scritte in relazione al taglio della narrativa di Simenon. E non è davvero contestabile, e in certe storie l'impronta psicologica è assai più preponderante che in altre.
A volte è il rapporto in una coppia ("Le chat", "La chambre bleu", o "Trois chambres à Manhattan" per fare solo tre esempi tra i più famosi), oppure le relazioni tra familiari (Les demoiselles de Concarneau o Les Sœurs Lacroix) o l'inarrestibile declino di un personaggio importante e potente (Le Bourgmestre de Furnes o Le Président) e ancora come cambia un uomo in fuga (L'Homme qui regardait passer les trains" o "La Fuite de monsieur Monde").
E' indubbio che anche nell'altra metà della sua narrativa, i Maigret, c'è un taglio psicologico che va da come il commissario imposta la sua indagine fino al suo famoso motto "comprendere e non giudicare".
Simenon d'altronde era interessato al lato psicologico, non solo per quanto riguardava i propri romanzi, cosa che permette ai suoi personaggi di avere una sorta di tridimensionalità che li rende reali, ma quello sulla scienza psicologica, sulla psicanalisi e sulla psichiatria era un suo interesse personale da tempo.
"... i miei primi contatti con la psicoanalisi datano dai primi anni venti (1923?) quando Gallimard pubblicò "Trois essais sur la sexualité"...  in seguito avrei comprato anche "Le Journal psychanalytique d'une petite fille" e infine "Un souvenir d'enfance de Léonard De Vinci"  - scrive Simenon in Quand j'ètais vieux nel '61 - Avevo quindi vent'anni quando scoprii Freud. Dopo ho letto Adler, Jung e altri ancora... anche se credo di non essermi mai fatto influenzare dalle loro teoria nella stesura dei miei romanzi...".
Questo non  significa che le teorie psicanalitiche, che nel primo decennio del '900 cominciavano ad avere una circolazione più ampia, fossero estranee alla sua formazione  e al suo modo di pensare. Anzi la scienza che analizzava l'inconscio aveva non pochi punti di contatto con il metodo con cui Simenon creava i suoi romanzi. Quell' état de romace, non era che una sorta di trance creativa dove il suo io più profondo prendeva il sopravvento.
"... in effetti ho scritto i miei libri sforzandomi in modo che la ragione non avesse il sopravvento, ma al contrario cercando di seguire il mio istinto...".
Attrazione sì, ma anche un sorta di timore reverenziale nei confronti di quella scienza che andava a scavare nei luoghi più bui e sconosciuti del nostro inconscio. Simenon aveva ad esempio una predilezione per le opere di Jung. Quando si sistemò in Svizzera, sapendo che Jung viveva nei pressi di Zurigo, voleva incontrarlo. Perfino un giornalista si offrì di fare da tramite tra i due per realizzare questo rendez-vous. Ma per un motivo o per l'altro Simenon rimandava quell'incontro finchè Jung morì, nel giugno del 1961. Nella sua biblioteca si scoprì in seguito che non solo possedeva quasi l'opera omnia di Simenon, ma che ogni romanzo era annotato e sottolineato, a testimonianza di un interesse che forse travalicava l'aspetto puramente letterario.
D'altronde i drammatici percorsi dei protagonisti simenoniani potrebbero avere come approdo proprio lo studio di uno psicoanalista e Simenon sentiva questo rapporto che aveva con i suoi personaggio come il preludio del rapporto che si istaura nella vita reale tra paziente e analista.
Per quanto la sua narrativa sia connotata da una profonodità psicologica, Simenon si mostrava molto prudente: "... ho finito anno dopo anno per diventare un romanziere professionista  - scrisse in un Dictée del '76 - ma resto comunque uno psicologo della domenica. Migliaia di vecchi contadini sono più psicologi di me..." (m.t.) 

1 commento:

Andrea Franco ha detto...

nnella famosa intervista durata 7 ore e rilasciata nel 198 la rivista Médecine et Hygiène afferma ad un certo punto che simenon nel suo cammino intelletuale è piu vicino a freud che a jung poichè si basa su fatti biologici concreti