venerdì 24 novembre 2017

SIMENON SIMENON. IL RITMO DEL ROMANZIERE

Cosa afferma lo scrittore sulla sua capacità di scrivere velocemente

SIMENON SIMENON. LE RYTHME DU ROMANCIER
Quelles sont les assertions de l'écrivain sur sa capacité à écrire rapidement 
SIMENON SIMENON. THE NOVELIST’S RHYTHM
What the writer affirms about his ability to write quickly



Quando si associa la parola ritmo a Simenon, il riferimento più immediato è quello legato alla sua velocità di scrittura. E di questo abbiamo avuto modo di discuterne più volte in questo blog.
E quindi sia il ritmo che possiede il suo stile narrativo, ma di conseguenza anche il ritmo con cui sfornava romanzi, anche questo è un argomento cha abbiamo trattato frequentemente.
E lui, Simenon, cosa diceva a proposito?
"....quando ho iniziato un romanzo, scrivo un capitolo ogni giorno - spiega lo scrittore a Carvel Collins nel '56 - senza saltare nemmeno un giorno. Perché c'è una tensione e io devo seguire  il ritmo del romanzo..." 
E ancora.
"... scrivo veloce, è esatto. Perché scrivo sui nervi,. non sono capace di conservare i miei personaggi vivi  e l'atmosfera che li circonda a lungo..."
Ma questo vale davvero solo per la scrittura? Oggi vorremmo soffermare la nostra attenzione su un’accezione più generale del termine, accezione che investe un po’ tutta la vita dello scrittore.
Già, infatti il ritmo sembra essere una sua cifra distintiva anche per altri aspetti della sua vita.
Prendiamo l’esempio più facile. Le donne. Tutte le donne che lui incontrava quasi quotidianamente per soddisfare la sua esuberanza sessuale. Beh, diremmo che è un ritmo notevole e che non ha niente da invidiare a quello della scrittura.
Ma se ci volgiamo da un’altra parte le cose non cambiano. L’impellenza di Simenon a cambiare sistemazione: che si trattasse di spostarsi da una nazione all’altra, oppure di cambiare residenza all’interno di uno stesso stato, o ancor di più, cambiare località in una stessa regione.
Anche qui il ritmo (a parte gli ultimi quindici anni della sua vita passati a Losanna e nella stessa casa) è davvero notevole. E questo ritmo ne implica un altro, il cambio di casa… a conti fatti dovrebbero essere più o meno una quarantina.
Il corso della sua vita è ritmata anche dai viaggi. Che fossero piccoli spostamenti sui canali a bordo delle sue prime piccole imbarcazioni, che si trattasse di quei giri intorno al mondo, dei tour in Africa o  in Europa, che partisse per svago oppure per lavoro (Turchia, l’intervista a Trotsky), la vita di Simenon era  segnata da numerosi viaggi. Anche durante il soggiorno in America (che possiamo, almeno per i primi cinque anni, considerare un  lungo attraversamento di tutto il paese, fino all’arrivo alla “Shadow Rock Farm”), ci furono diversi viaggi che lo riportarono in Europa per più o meno brevi tour. E certo negli anni ’50 andare avanti e indietro tra le due coste dell’oceano Atlantico non era una passeggiata  di poche ore, come oggi con l’aereo.
Insomma forse si potrebbero portare altri esempi, ma a nostro avviso, già questi danno l’idea abbastanza  precisa  convincente che davvero quello che abbiamo chiamato “ritmo” fosse un elemento connaturato alla suo essere e che si esplicava  in diversi aspetti della sua personalità.
Questo, per altro, spiegherebbe, come certi suoi aspetti spesso da alcuni molto criticati (i moralisti contro quella sua esuberanza sessuale, i critici letterari contro la sua velocità di scrittura che non si conciliava, a loro dire, con la qualità) non fossero che lati diversi dello stesso carattere, che dimostrava una sorta di voracità di sapere, di conoscere persone, luoghi, situazioni, in definitiva di accumulare una grande mole di esperienze.
E forse proprio questo ha permesso a Georges Simenon di essere quel grande romanziere che è stato. E d’altronde non è un mistero che la sua vita, i suoi viaggi, i suoi incontri finissero nei romanzi, sia nei durs che nei Maigret, insieme al ritmo che ormai davvero possiamo considerare uno dei più specifici e peculiari caratteri distintivi del romanziere. (m.t.)  

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non ho un cantante preferito, ne' un colore preferito, ad essere sincera. Ho alcuni amori che continuano sempre a sedurmi e a confermarsi, e devo ammettere che Simenon fra gli scrittori spadroneggia.. Fra libri (soprattutto) e trasposizioni per la tv ( Bruno Cremer in particolare)..Beh.. Beato il ritmo di questo Grande Scrittore. Cosi mi riempira' ancora la vita di gioia e impellenza di leggerlo, e ancora per un bel pezzo.Se non fisse un seduttore seriale non sarebbe neppure lui. Laura

Andrea Franco ha detto...

Laura,sei molto fortunata ad aver ancora da leggere molto della produzione simenoniana,rimarrai sempre più entusiasta,credo,e in realtà un po' ti invidio